Lunedì, 1 Marzo 2021

Migranti, Conte si smarca da Salvini: "Nessuna strada per l'inferno, scelta la legalità"

Lettera aperta al premier ceco, che aveva parlato di "strada verso l'inferno" riferendosi alla gestione italiana dei migranti. Conte prova così a ritagliarsi un suo spazio nel dibattito su un tema nel quale Salvini, e solo Salvini, è stato la voce del governo fino ad ora

EPA/TATYANA ZENKOVICH

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, scrive una lettera aperta al premier della Repubblica Ceca Andrej Babis, che aveva parlato di "strada verso l'inferno" riferendosi alla gestione italiana dei 450 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Il premier prova così a ritagliarsi un suo spazio, anche mediatico, nel dibattito su un tema nel quale Salvini, e solo Salvini, è stato la voce del governo fino ad ora. E Conte si smarca da Salvini, quantomeno nei toni.

"Non abbiamo affatto imboccato 'la strada verso l'inferno', ma - scrive Conte - abbiamo piuttosto scelto la strada maestra della legalità, della responsabilità condivisa della gestione del fenomeno migratorio, dell'azione concreta, focalizzata e di matrice autenticamente europea". "Chi mette piede in un Paese europeo mette piede in Europa. L'altra faccia di tale principio è che nessuno di noi può pensare di fare da solo! Parliamone, caro Andrej. Ti invito a Roma, quando vorrai, per confrontarci e approfondire l'approccio europeo proposto dall'Italia", prosegue il premier.

Conte: "Logica strutturale, non emergenziale"

"Caro Andrej, durante lo scorso fine settimana, anche attraverso l'apprezzata collaborazione di diversi Stati Membri, l'Italia -scrive Conte- ha potuto far fronte all'ennesima crisi migratoria mettendo in salvo 450 persone che verranno ora accolte in diversi Paesi europei. Lo abbiamo fatto salvando vite umane e con modalità rispettose dei diritti delle persone e in piena coerenza con le conclusioni che tutti insieme abbiamo adottato al Consiglio Europeo dello scorso giugno".

Migranti, doccia fredda per l'Italia: il "piano Conte" non può partire

"Le conclusioni del Consiglio - che, mi piace ripeterlo, sono il frutto del lavoro fatto insieme a 28 - aprono finalmente a una logica strutturale anziché emergenziale nella gestione della migrazione, una logica che guarda alla realtà del fenomeno, alle sue prospettive e alle sfide concrete a cui esso ci espone". "D'altronde -osserva Conte- non possiamo affrontare questo fenomeno guardando solo all'oggi, senza premurarci di considerare gli sviluppi futuri, che si ricollegano al tasso di crescita dell'economia mondiale e alle linee dello sviluppo demografico degli altri continenti".

"Migrazione fenomeno globale"

"I flussi migratori costituiscono un fenomeno globale. Se lo affrontassimo in base a un approccio meramente ''nazionale'', non riusciremmo a governarlo e ne rimarremmo sopraffatti. La storia stessa del nostro continente mostra che i grandi fenomeni epocali si sottraggono ai tentativi individuali e isolati di controllo. Se rinunciassimo a una gestione comune del fenomeno migratorio, l'Europa sarebbe perdente e con essa tutti i suoi Stati, non solo quelli di frontiera come l'Italia".

Da Gennaio 1443 morti nel Mediterraneo: "Non è una crisi migratoria ma umanitaria"

"La proposta italiana -scrive Conte al premier ceco-, ripresa in larga parte dalle conclusioni del 28 giugno, guarda con coraggio e lungimiranza alla sfida che abbiamo davanti. Non propone affatto un'irrealistica apertura delle frontiere, né tantomeno contempla un'accoglienza indiscriminata. L'Italia propone invece un cambio di prospettiva dell'UE, un approccio multilivello e organico che passa attraverso azioni condivise per contrastare la migrazione illegale e tutelare coloro che davvero hanno diritto alla protezione internazionale. "Chi mette piede in un Paese europeo mette piede in Europa. L'altra faccia di tale principio è che nessuno di noi può pensare di fare da solo! Parliamone, caro Andrej. Ti invito a Roma, quando vorrai, per confrontarci e approfondire l'approccio europeo proposto dall'Italia", conclude il premier Conte.

De Falco: "Soccorrere in mare è un dovere universale"

"La morte della donna e del bambino è una tragedia umana su cui nessuno ha il diritto di speculare, su cui tutti abbiamo il dovere di riflettere concretamente per evitare che succeda ancora". Lo afferma in una nota il senatore cinquestelle Gregorio De Falco in merito alla morte in mare di una migrante e di suo figlio.

"Soccorrere chi rischia di morire in mare - aggiunge - non è un'opzione individuale, è un dovere universale. Oggi più che mai risulta evidente l'urgenza e l'importanza di addestrare ed aiutare le componenti della Guardia Costiera libica ad operare secondo gli standard internazionali per garantire la sicurezza e i diritti umani dei migranti in Libia e dei naufraghi in mare, con il doveroso coinvolgimento dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Questa è la strada che l'Italia ha giustamente intrapreso e intende portare avanti per fermare l'ecatombe dei barconi della morte, in attesa di una regolazione complessiva dei flussi migratori. Una strada non facile ma doverosa e al momento ancora priva di alternative".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Migranti, Conte si smarca da Salvini: "Nessuna strada per l'inferno, scelta la legalità"

Today è in caricamento