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Martedì, 16 Aprile 2024
Un'emergenza in arrivo?

Migranti, sbarchi in crescita: il ministro Lamorgese apre a un nuovo decreto flussi

Canali regolari per gestire l'immigrazione con quote di stagionali e di manodopera specializzata: secondo il ministro dell'Interno sono circa 200 milioni le persone che soffrono la fame in 53 Paesi

"Le migrazioni mosse da fattori economici e climatici non si possono cancellare ma possono essere governate anche ampliando i canali d'ingresso legali con quote di stagionali e di manodopera specializzata di cui, tra l'altro, hanno bisogno le economie europee". La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, in un'intervista a Repubblica, spiega che il "governo è al lavoro per varare il prossimo decreto flussi che dovrà tenere conto delle crescenti esigenze di vari comparti economici".

Alla vigilia del vertice di Venezia dei ministri dell'Interno dei Paesi del Mediterraneo, la responsabile del Viminale sollecita una risposta solidale europea, come è stato fatto per i profughi ucraini, perché la guerra non può che aumentare le criticità. Lamorgese sottolinea l'urgenza di sbloccare il grano fermo nei porti del Mar Nero: "Bisogna agire in fretta, altrimenti ci troveremo di fronte ad un'emergenza umanitaria con un aumento dei flussi migratori diretti verso le frontiere della Ue". E rileva già un "andamento in crescita" degli sbarchi ad aprile e a maggio lungo le rotte del Mediterraneo centrale e orientale".

"Siamo preoccupati - dice Lamorgese - In questa fase è problematico fare una stima attendibile di quanti migranti potrebbero partire dai loro Paesi nei prossimi anni, anche se i dati elaborati dalle agenzie dell'Onu dopo la pandemia - circa 200 milioni le persone che soffrono la fame in 53 Paesi - possono fornire un quadro della complessità dei fenomeni con i quali già dobbiamo fare i conti".

"Senza una risposta solidale, che va certamente coniugata con altre misure anche in materia di responsabilità, non credo che per l'Unione europea sia possibile governare un fenomeno complesso e strutturale come quello migratorio", afferma la ministra, ricordando come "la decisione storica" sulla direttiva per la protezione temporanea dei profughi in fuga dalla guerra risponda proprio all'idea di "un'Europa solidale che l'Italia e gli altri Paesi mediterranei invocano da sempre e che in questa circostanza è stata condivisa dai Paesi del gruppo di Visegrad".

In realtà i dati forniti dall'Onu mostrano come nel Mediterraneo non sia in corso una emergenza migranti, o meglio, non è paragonabile a quanto visto negli anni passati quando decine di migliaia di persone si mettevano ogni mese in viaggio verso le coste europee. 

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Nello specifico i dati italiani mostrano come comparati allo scorso anno nei primi 5 mesi dell'anno siano sbarcati circa 5mila migranti in più (19.416 rispetto ai 14.692 al 31 maggio dei rispettivi anni).

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