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Sabato, 13 Aprile 2024
Le reazioni

Migranti morti in mare, Meloni: "Vite umane stroncate dai trafficanti di uomini"

La premier: "Il governo è impegnato a impedire le partenze e continuerà a farlo". Anche Salvini punta il dito contro gli scafisti. Schlein invece accusa la maggioranza: "Disumani i decreti che rendono più difficile salvare le persone". Bonaccini è sulla stessa linea

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime "il suo profondo dolore per le tante vite umane stroncate dai trafficanti di uomini. È  criminale mettere in mare una imbarcazione" lunga appena 20 metri "con ben 200 persone a bordo e con previsioni meteo avverse". E ancora, dice la premier in una nota diffusa da Palazzo Chigi dopo il naufragio al largo di Crotone costato la vita a decine di migranti: "È  disumano scambiare la vita di uomini, donne e bambini col prezzo del 'biglietto' da loro pagato nella falsa prospettiva di un viaggio sicuro. Il Governo è impegnato a impedire le partenze, e con esse il consumarsi di queste tragedie, e continuerà a farlo, anzitutto esigendo il massimo della collaborazione agli Stati di partenza e di provenienza. Si commenta da sé l'azione di chi oggi specula su questi morti, dopo aver esaltato l'illusione di una immigrazione senza regole". 

Naufragio al largo di Crotone, decine di migranti morti: gli aggiornamenti

Anche il  vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, punta il dito contro i trafficanti di uomini. "Ormai gli scafisti mettono in mare 'barchini' sempre meno sicuri e malandati incassando, sulla pelle di queste persone, milioni di dollari reinvestiti in armi e droga" dice il leghista. "Fermare i trafficanti di esseri umani è un dovere morale di tutti, soprattutto per salvare vite innocenti. Una preghiera per questi poveri morti". 

Il Pd attacca il governo, Conte si appella all'Ue

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni invece accusa proprio il governo. "Per ora 50 morti ma potrebbero essere almeno il doppio. Un 'carico residuale' vero governo Meloni? Evidentemente se ci fosse stato un sistema di ricerca e soccorso potevano forse essere salvati" scrive su Twitter Fratoianni alludendo alla stretta del governo per le navi Ong.

Anche quelle di Elly Schlein, candidata alle primarie del Pd, sono parole molto dure: "Un'altra tragedia pesantissima che coinvolge molti bambini, non è accettabile che il Mediterraneo sia diventato un grande cimitero a cielo aperto: questo fa capire quanto sia disumano e contro ogni diritto fondamentale fare dei decreti che hanno il solo scopo di rendere più difficile salvare le vite in mare". Secondo l'esponente dem "ci vorrebbe una grande missione europea umanitaria di ricerca e soccorso in mare perché dove non arrivano la guardia costiera e le Ong assistiamo a delle tragedie che sono inaccettabili. Dobbiamo continuare a batterci perché non accadano più". 

Una linea condivisa dall'altro candidato alla segreteria, Stefano Bonaccini: "Cara presidente Meloni - fa sapere il governatore dell'Emilia Romagna -, nessuna polemica mentre ci sono morti e dispersi in mare. Ma visto che lei entra nel merito, ribadisco quel che penso: fermare gli scafisti è una priorità, come priorità assoluta deve essere salvare le vite in mare. La guerra alle Ong scatenata dal Governo non solo è priva di senso, ma è anche una contraddizione in termini rispetto a questi principi, che dovrebbero vedere unita la politica. Così come fermare le partenze: è necessario e possibile nella misura in cui si aprono canali umanitari sicuri (quelli sì radicalmente alternativi alle rotte degli scafisti) e si verifica con rigore il rispetto dei diritti umani. Altrimenti è propaganda e disumanità, come ci dice il numero degli arrivi e la tragica contabilità dei morti in mare".

Di segno diverso le parole del leader del M5s Giuseppe Conte, secondo cui "ora serve mettere da parte gli slogan e far sì che l'Europa sia davvero presente, solidale e compatta nel gestire e controllare i flussi migratori. Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri valori, alla speranza che era negli occhi di chi oggi ha trovato la morte". 

Anche il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra chiama in causa l'Ue. "La terribile tragedia dei migranti sulle coste del crotonese ci lascia sgomenti. L'Europa deve fare molto di più per coordinare i soccorsi, bloccare il traffico di vite umane, evitare che il Mediterraneo diventi un 'freddo cimitero senza lapidi' come ha detto Papa Francesco".

L'appello di Sergio Mattarella all'Unione Europea

Sulla tragedia è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lanciando un appello a Bruxelles. Il Capo di Stato, nell'esprimere il "dolore" per il naufragio davanti alle coste crotonesi, sollecita "un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico". È altrettanto indispensabile - aggiunge - che l'Ue assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie. È quanto scritto in una nota diffusa dal Quirinale.

Von der Leyen: "Raddoppiare impegno nel Mediterraneo"

La tragedia consumata al largo delle coste calabre riscalda il già rovente dossier sulla migrazione. Dossier che non ha mancato di creare frizioni tra Bruxelles e Roma. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è pronunciata su quanto accaduto nella giornata di oggi 26 febbraio e con un tweet ha espresso il suo dolore per le vittime che hanno perso la vita nel naufragio. "Sono profondamente addolorata per il terribile naufragio al largo delle coste calabresi. La conseguente perdita di vite umane di migranti innocenti è una tragedia. Tutti insieme, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per il Patto sulla migrazione e l'asilo e per il Piano d'azione sul Mediterraneo centrale", ha scritto la numero uno della Commissione. 

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