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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

"Moschee aperte per insegnare l'italiano e la costituzione ai migranti"

La proposta del imam di Ancona Mohamed Nour Dachan, già presidente dell'Ucoii, l'unione delle comunità islamiche d'Italia

ANCONA  - Le moschee, le sedi delle circoscrizioni o le scuole per insegnare la lingua italiana e la Costituzione Italiana agli stranieri. La proposta arriva da Mohamed Nour Dachan, capo della moschea di Ancona, a Primo Piano, il festival che in questi giorni sta ravvivando il multietnico quartiere dorico, durante l'incontro con padre Fabio Baggio, delegato del Papa per i migranti. Formula talk show per questa tavola rotonda di fronte alla chiesa dei Salesiani, moderata dal giornalista Vincenzo Varagona. Scambi di battute fino al lancio dell'idea. «Una moschea è un centro sociale - ha detto Dachan - chi litiga in famiglia, chi ha problemi e ha bisogno di sfogarsi viene da noi. Abbiamo tanti poveri e tante persone con un livello di istruzione basso: per loro c'è bisogno di più impegno. Ho proposto di aprire le moschee nel pomeriggio a insegnanti italiani per far imparare la lingua italiana e la Costituzione ai genitori dei bambini che vanno a scuola. L'istruzione è fondamentale». 

Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, non se lo è fatto dire due volte. «Aprire le scuole sarà difficile ma moschea o anche sedi di circoscrizioni penso si possa fare fin da subito» ha annunciato dando appuntamento a Dachan per settembre. Prove di dialogo al Piano, insomma. «Il Santo Padre - ha detto padre Baggio - insiste sulla cultura dell'incontro. L'Italia non ha tradizione di immigrazione, le città non sono preparate e metà dei conflitti sociali arrivano dalla mancata conoscenza dell'altro. D'altra parte se rifiuto il confronto significa che la mia identità non è forte. Ritroviamo le nostre radici per incontrare l'altro e confrontarci. Per noi è un'opportunità di crescita». Dialogo necessario e quasi d'obbligo perché, come sottolinea Dachan «l'Islam è l'unica religione che riconosce la santità e la verginità della Madonna, il Vangelo come parola di Dio ma sembriamo due mondi lontani. Noi dobbiamo rispondere alle esigenze delle famiglie. La gente vuole un rapporto molto forte tra di noi perché la famiglia e la società hanno bisogno degli insegnamenti religiosi. Siamo costretti a lavorare insieme».

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