Sabato, 17 Aprile 2021
Italia

1600 morti nel Mediterraneo, italiani gli europei più ostili ai migranti

La percezione sulla diffusione dell'immigrazione è spesso erronea: solo un italiano su quattro conosce quale sia la percentuale di immigrati sovrastimando quasi sempre la portata del fenomeno. Ad esempio, ecco quali sono le Regioni con più elevato tasso di immigrazione

Lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti a Catania, 25 agosto 2018. FOTO ANSA/ORIETTA SCARDINO

In otto mesi, dall'inizio del 2018, più di 1600 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Tutto questo nonostante il numero di coloro che cercano di attraversare il Mediterraneo sia diminuito in maniera significativa rispetto agli anni precedenti. Lo rileva l'Unhcr l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati che sollecita gli Stati ad accelerare gli sforzi per mettere in atto gli accordi per la gestione delle persone soccorse in mare.

Migranti, 1600 morti per raggiungere l'Europa

"Quanto è successo deve essere un campanello d'allarme", secondo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. "La vita di rifugiati e richiedenti asilo è messa in pericolo - sostiene Grandi - mentre gli Stati sono impegnati in discussioni politiche per trovare soluzioni a lungo termine. La situazione della nave Diciotti è ora risolta, ma cosa succederà la prossima volta? Abbiamo bisogno di un approccio europeo collaborativo e prevedibile nei confronti delle persone soccorse in mare ''.

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Dal canto suo a Bruxelles la Commissione Europea conferma il suo ruolo di "sostegno" all'accordo che deve essere siglato e portato avanti dai singoli Stati Membri. Il prossimo appuntamento per verificare la possibilità di giungere ad risposta comune sarà la prossima riunione dei capi di Stato e di governo dell'Ue.

Più rifugiati che migranti economici, quanti sono davvero

In Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria gli immigrati rappresentano l'11,1% della popolazione, ma per i cittadini la loro presenza si aggira al 27,9%. In entrambi i casi si tratta del dato più alto che si registra in Italia e che dimostra la spesso erronea percezione della dimensione di un fenomeno più volte etichettato come epocale. I dati si evincono da una ricerca dell'istituto Cattaneo sono basati sulle rilevazioni di Eurobarometro. Lo studio a cura di Marco Valbruzzi mostra come nelle regioni "ex rosse" la presenza effettiva dimigranti con l'11,1% batte quella riscontrata dall'Istat nelle regioni del Nord Ovest (10,7%), del Centro (9,4%), del Nord Est (9%) e del Sud (4,3%). Analogamente, in Emilia, Toscana, Marche e Umbria si raggiunge una delle divaricazioni maggiori fra la realtà e l'immigrazione percepita dalla popolazione.

Ovviamente la percezione sulla diffusione dell'immigrazione è maggiore nelle grandi città italiane rispetto ai piccoli comuni o alle aree rurali, in linea con la realtà dell'immigrazione italiana, maggiormente concentrata nelle grandi metropoli e tendenzialmente più diluita nei piccoli paesi lontani dai centri urbani. 

I cittadini tendono a sovrastimare del 16,8% la diffusione di migranti nel proprio territorio. L'errore di valutazione supera quello degli abitanti delle regioni del Centro (16,5%), del Nord Est (11,1%), del Nord Ovest (10,5%) e viene sopravanzato solo da chi vive al Sud: in questo caso lo iato fra percezione e realta' raggiunge la punta record del 23,2%.

Ma non è un problema solo italiano: nell'intero contesto europeo, circa un terzo dei rispondenti (31,5%) non sa fornire una risposta sulla percentuale di immigrati che vivono nei loro paesi. In alcuni casi (Bulgaria, Portogallo, Malta e Spagna) la percentuale di chi non sa rispondere supera abbondantemente il 50%.

Italiani gli europei più ostili verso migranti

Gli errori di percezione sull'immigrazione in Europa, prosegue l'indagine dell'Istituto Cattaneo, segnalano dunque l'esistenza di una scarsa informazione dell'opinione pubblica su questa tematica. Inoltre all'aumentare dell'ostilità verso gli immigrati, aumenta anche l'errore nella valutazione sulla presenza di immigrati nel proprio paese. Come in precedenza, l'Italia si conferma il paese collocato nella posizione più "estrema", caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l'immigrazione e le minoranze religiose. 

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