Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

Migranti, Tajani: "Sanzioni per chi non accoglie, Europa finanzi campi profughi in Africa"

Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani lancia un nuovo monito ai Paesi membri che non rispettano le quote di ricollocamento: "6 su 28 assorbono l'80% delle richieste di asilo"

Bruxelles - Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha lanciato un nuovo monito a tutti i Paesi membri che non rispettano l'accordo di ricollocamento dei migranti invitando la commissione a far rispettare le regole e le quote decise a livello comunitario. "Pacta sunt servanda", ammonisce Tajani senza citare quelli che sono i paesi che poco hanno fatto in termini di accoglienza. 

Come si vede nelle infografiche fornite dall'europarlamento, a maggio 2017 alcuni paesi membri non hanno dato alcun sostegno a Grecia e Italia.

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Tajani, intervenendo nel contesto di un seminario sul diritto di asilo in corso a Bruxelles, ricorda che anche in occasione della celebrazione dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma i leader e dei paesi comunitari hanno convenuto come immigrazione, terrorismo d disoccupazione rappresentino un triplice impegno da mettere sullo stesso piano e da affrontare con urgenza.

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"Il 22/23 giugno il consiglio europeo dovrà adottare soluzioni rapide", ammonisce Tajani citando quelle che sono problematiche non più posticipabili. "Oggi le regole non sono armonizzate. Richiedenti asilo affollano ad esempio Gorizia perché sono stati rifiutati da Austria e Germania". Paesi diversi hanno oggi presupposti diversi per concedere il diritto di asilo ai migranti provenienti ad esempio da alcune aree dell'Afghanistan piuttosto che da altre zone. 

"Le regole devono essere uguali per tutti - ammonisce ancora Tajani - no allo shopping del rifugiato ma dobbiamo assicurare l'accoglienza per chi ne ha diritto. Dobbiamo guardare all'Africa dove il cambiamento climatico spinge il deserto del Sahara a mangiare ogni anno ettari di terreno coltivabile, ma anche la minaccia dei jihadisti di Boko Haram che porta il terrore nei paesi a sud del Sahara, senza dimenticare l'instabilità politica in Niger, Congo, Costa d'Avorio, Nigeria e Somalia dove una terribile carestia sta facendo migliaia di morti". 

LA SFIDA AFRICA

Come ammonisce il presidente dell'Unione Africana "quando si perde la speranza le persone prendono le proprie cose, la propria famiglia e lasciano la propria casa". Una situazione che riguarda già oggi milioni di persone che cercheranno di spostarsi verso Nord. "Non é una prospettiva, sta già succedendo in questo momento - ricorda il presidente dell'europarlamento Antonio Tajani - servono strategie ed investimenti prima che l'emergenza si sposti in Europa". 

Ecco allora che il presidente europeo tratteggia una linea di indirizzo che verrà discussa a fine mese a Bruxelles. Campi di accoglienza in Africa con alimenti, ospedali da campo e personale medico. "Bisogno proteggere queste persone che si spostano dai mercanti di esseri umani. Servono miliardi di euro e il coinvolgimento dell'Onu". 

Una sfida che va vinta a livello europeo. E a Bruxelles sta entrando nel vivo la discussione sull'aggiornamento degli accordi di Dublino giunti alla quarta revisione. In Parlamento si assiste ad una nuova convergenza tra i gruppi del parlamento europeo ma il vero scoglio verso l'adozione di una politica comunitaria di asilo resta nelle mani dei paesi europei rappresentati al Consiglio europeo da una maggioranza mutevole e soggetta al mercato delle elezioni nei singoli paesi  che anno dopo anno portano ad una politica ondivaga su strategie non più posticipabili. 
 

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