Giovedì, 6 Maggio 2021

Diciotti a Trapani, il sindaco contro Salvini che intanto sigla l'asse europeo anti migranti

Il 19 luglio a Vienna si incontreranno di nuovo Italia, Austria e Germania: il ministro dell'Interno Matteo Salvini si è impegnato con "la cooperazione dei volenterosi" per bloccare l'accesso ai migranti economici. Intanto la nave Diciotti arriva in porto tra le proteste

Migranti sul ponte della nave della Guardia Costiera italiana "Diciotti". Foto di archivio ANSA/ORIETTA SCARDINO

Italia, Austria e Germania hanno confermato la loro disponibilità a cooperare nella politica dei rifugiati per portare "ordine" all'attuale situazione migratoria dell'Unione europea. Lo hanno assicurato i ministri dell'Interno dei tre paesi al termine di un incontro a margine del vertice di Innsbruck, in Austria. L'intesa che si basa sul principio di limitare l'accoglienza solo a "chi scappa davvero da una guerra" e ha "necessità di protezione", bloccando gli ingressi dei migranti economici. 

La "cooperazione dei volenterosi" dovrebbe ora diventare una "cooperazione attiva" e vi è anche una data: il 19 luglio a Vienna

Frontiere blindate per migranti senza diritto d'asilo

Il ministro degli interni tedesco Seehofer ha ricordato che già al Consiglio europeo di fine giugno c'è stato un "cambio di marcia" in questo settore. Dal canto suo, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha precisato che d'ora in poi i tre paesi lavoreranno per ridurre "le partenze verso l'Europa, gli sbarchi e le morti nel Mediterraneo".

"L'Italia non dovrebbe rimanere l'unico punto di arrivo dei rifugiati, e si aspetta una riduzione dei problemi e dei costi economici e sociali di un'immigrazione che non siamo più in grado di sostenere"

L'accordo include, tra le altre cose, hotspot di sbarco in regioni come il Nord Africa per i migranti che sono stati salvati nel Mediterraneo e la creazione di centri di accoglienza sul suolo europeo.

L'accordo: bloccare i migranti economici

Tuttavia non si possono nascondere le divergenze tra i Paesi, a partire dalla questione del controllo delle frontiere interne e dei movimenti secondari, ovvero di quei migranti registrati nel Paese di primo approdo - spesso l'Italia - e che poi si sono mossi all'interno dei confini Ue.

ActionAid: "A Innsbruck un altro passo verso la demolizione dei diritti"

Il vice premier leghista ha tuttavia cercato di mitigare i dissidi: "Se si riducono drasticamente le partenze e gli arrivi non ci sarà alcun problema alle frontiere interne dell'Unione e si potrà continuare a lavorare serenamente tra popoli come è nostra intenzione fare. Se si riducono drasticamente partenze e arrivi si riducono anche i problemi tra i Paesi all'interno dell'Unione".

Salvini: "Serve intervento europeo contro le Ong"

"Chiedo l'intervento europeo sulle Ong perchè è stato più volte provato che abbiano interessi non solidaristici ma economici dietro al loro operato". spiega il ministro dell'Interno Matteo Salvini, nel suo intervento al Consiglio informale dei ministri Ue.

 "Nel 2016 c'è stata un'iniziativa di Mogherini in Nigeria e in altri 4 Paesi africani per accordi di riammissione. Non c'è traccia di risultati concreti a due anni da queste iniziative. Negli ultimi anni sono arrivati dalla Nigeria 60mila migranti e nella stragrande maggioranza dei casi non profughi siamo riusciti ad espellerne circa 700. Quindi voi capite che l'Italia ha un pregresso di 500mila clandestini e se non riusciamo ad espellerne più di 10mila l'anno ci mettiamo 50 anni a recuperare il passato. E il problema italiano è europeo, perchè l'Italia è frontiera esterna della Ue: se l'Italia riesce a proteggere le frontiere esterne, la Ue protegge le sue frontiere esterne".

La Diciotti nel porto di Trapani

Se in Europa ancora si ragiona in astratto l'emergenza di tutti i giorni arriva in Sicilia: è arrivata nel porto di Trapani la nave della Guardia costiera italiana con a bordo i 67 migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo Vos Thalassa. In un primo momento, la 'Diciotti' stava per entrare in porto, poi il cambio di rotta. L'arrivo era infatti previsto per stamani alle 8, ma è slittato per "questioni tecniche, e potrebbe essere legato agli accertamenti in corso su eventuali violazioni delle leggi italiane.

Diciotti: due migranti denunciati

Due sono i migranti denunciati: si tratta di un ghanese e un sudanese identificati ieri. Devono rispondere di violenza, minacce e dirottamento. A decidere saranno comunque i magistrati della Procura di Trapani, dopo aver valutato le accuse.

La nave Diciotti arriva al porto di Trapani ma lo sbarco viene bloccato | VIDEO

Dopo il salvataggio, infatti, alcuni migranti avrebbero minacciato l'equipaggio e il capitano delle nave, si immagina per non essere riportati in Africa. Sono così saliti a bordo del rimorchiatore uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all'autorità giudiziaria.

"Se c'è gente che ha minacciato e che ha aggredito, non sarà gente che finisce in un albergo ma che dovrà finire in una galera, aveva tuonato ieri il ministro dell'Interno Salvini - non darò autorizzazione a nessun tipo di sbarco finché non ci sarà garanzia per la sicurezza degli italiani che delinquenti, che non sono profughi, che hanno dirottato una nave con la violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi vengano riportati rapidamente nei loro Paesi".

"Prima di concedere qualsiasi autorizzazione attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette".

Una dura presa di posizione criticata oggi dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. "Salvini faccia il ministro, gli spot elettorali li faccia dentro il suo partito e non governando il Paese che ha una Costituzione salda. L'eventuale privazione della libertà personale la dispone la magistratura in caso di violazioni di leggi italiane e non certo Salvini con un tweet".

"Io confermo il principio dell'accoglienza e dico anche che chi sbaglia paga  - continua il sindaco di Trapani - mi auguro però che il ministero faccia sbarcare questi poveretti, chi ha bisogno di una prima assistenza, ecc. Che poi si avvii l'iter normale perché queste povere persone possano trovare un futuro".

Il sindaco: "Salvini se la prenda con chi è più grosso di lui" | Video  

"La storia di questa città di questa terra e dell'Italia parla chiaro, siamo figli di esuli e siamo per la cultura dell'accoglienza. Con tutto il rispetto per Salvini e il governo non la butto in politica né in caciara o polemica ma conveniamo su una cosa: chi sbaglia paga, vale per me e per i nostri ospiti e amici che accogliamo".

Nel porto di Trapani una decina di attivisti antirazzisti della rete Restiamo Umani hanno dato vita ad un flashmob con magliette rosse e manette ai polsi.

"Affermiamo lo stato di diritto - ha detto l'ex deputato e attivista antirazzista Massimo Fundarò, tra gli organizzatori del flash-mob - La nostra Costituzione prevede che una persona possa essere arrestato con un mandato di cattura della magistratura, non credo che Salvini da ministro dell'Interno possa dire chi deve essere arrestato".

"Non credo che l'Italia si sia trasformata i uno stato di polizia. Siamo qui per affermare questo principio costituzionale e dire che non siamo d'accordo con questo modo di procedere del ministro Salvini rispetto ai problemi dell'immigrazione".

All'iniziativa hanno aderito diverse associazione, comprese Libera e Cgil che contestano i "muri che qualcuno vuole mettere fra i migranti e le nostre città" e invitano il Movimento 5 stelle a "non farsi trascinare da Salvini".

MSF: "Oltre 600 migranti morti in mare dopo blocco navi Ong"

L'ong Medici senza frontiere intanto tiene il conto dei naufragi e ricorda come oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o risultano disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane

"Rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018, sono avvenute mentre non c'erano più navi di soccorso delle organizzazioni non governative (Ong) attive nel Mediterraneo"

"Le navi umanitarie impegnate in acque internazionali tra Malta, Italia e Libia sono state accusate dai politici europei di essere un fattore di attrazione, ma i recenti eventi in mare dimostrano - spiega Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf - che le persone disperate continuano a fuggire dalla Libia indipendentemente dalla presenza di navi di soccorso. Violenza, povertà e conflitti continuano a spingere le persone a rischiare la propria vita e quella dei propri bambini".

La nave Diciotti a Trapani ma in città in tanti stanno con Salvini

Solo quest'anno la Guardia Costiera libica, supportata dall`Unione Europea, sostiene sempre Msf, ha intercettato circa 10.000 persone, portandole in centri di detenzione in Libia "senza considerare le conseguenze per la vita e la salute di quelle persone. Delegare alla Guardia Costiera libica tutta la responsabilità della ricerca e soccorso nel Mediterraneo porterà - si conclude - soltanto nuove morti".

"La decisione politica di chiudere i porti allo sbarco delle persone soccorse in mare, e la totale confusione creata nel Mediterraneo centrale, ha aumentato la mortalità sulla rotta migratoria più letale al mondo" conclude Sophie Beau, vice presidente di SOS Mediterranee.

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Video di Rosaura Bonfardino - Palermo Today

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