Mercoledì, 21 Aprile 2021
Verbano-Cusio-Ossola

Migranti, coprifuoco e vaccini in stanze separate: a Domodossola si usa così

Prima i nostri bambini: si può tradurre così il pensiero del sindaco piemontese Lucio Pizzi che in una lettera inviata alla locale Asl invita a provvedere per evitare l'uso promiscuo dei locali tra gli italiani e i migranti "spesso portatori di malattie contagiose"

Il sottossosegrtario agli Esteri Emanuela Del Re in mezzo ai migranti arrivati all'aeroporto di Roma, Leonardo Da Vinci a Fiumicino, 27 June 2018.. ANSA/Redazione Telenews

Il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi torna a far discutere con una proposta volta ad evitare che i migranti presenti in città possano accedere agli stessi ambulatori utilizzati dagli italiani. 

"Mi viene segnalato con preoccupazione che nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti protezione internazionale e bambini in tenerissima età". Parte da qui l'iniziativa del primo cittadino piemontese volta ad evitare l'uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini.

Dopo il coprifuoco vaccinazioni separata per i migranti

Se appena una settimana fa il sindaco-sceriffo - con una lettera al Prefetto di Verbania - aveva "invitato" i migranti a rientrare entro le 20 nel centro che li ospita "pena l'espulsione" per garantire ai concittadini "maggiore sicurezza" e limiti al "disagio sociale", ora l'esponente del centrodestra scrive alla locale Asl un monito che farà discutere. 

"Evitare l'uso promiscuo degli ambulatori"

"Mi viene segnalato con preoccupazione che nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti protezione internazionale e bambini in tenerissima età - scrive Pizzi in una lettera indirizzata all'azienda sanitaria locale della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

"Purtroppo sappiamo che i migranti non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività, anzi sono spesso portatori di malattie contagiose".

"La situazione desta ancor più preoccupazione - aggiunge il sindaco-sceriffo - perché i bambini in tenerissima età che si ritrovano a stretto contatto con i migranti non hanno ancora completato il ciclo dei vaccini obbligatori". Da qui la richiesta di tenere lontani i bambini dai migranti durante le vaccinazioni rivolta al direttore dell'Asl locale.

"Mi preme quindi chiederLe di rassicurarmi rispetto a quanto sopra esposto confidando che quanto segnalatomi non corrisponda a realtà. In caso contrario ritengo indispensabile che si provveda diversamente, organizzando il servizio in modo da evitare tali situazioni e da garantire prima di tutto la tutela dei nostri bambini e delle nostre famiglie".

Pronta la replica dei pediatri: "Nessun rischio"

"Non esistono né rischi né pericoli" dalla presenza di bambini migranti nei servizi in cui si somministrano i vaccini a bambini in tenera età". È quanto dichiara all'AdnKronos Salute il presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Alberto Villani, commentando la lettera inviata dal sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi.

"I pediatri sanno quali sono le necessità assistenziali. Il nostro Sistema sanitario nazionale è molto ben organizzato e si basa su regole centrali che è bene seguire"

I pediatri: "Di medicina si occupi chi è preposto a farlo"

"Tutti hanno diritto ad essere assistiti. L'organizzazione del lavoro sanitario riguarda gli operatori sanitari. Di medicina si deve occupare chi è preposto a farlo. Chi ha altre funzioni si occupi di altro", ammonisce il presidente della Società italiana di pediatria.

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