Sabato, 31 Ottobre 2020
Foto Agostino Loffredi, Oxfam Italia

Ventimiglia, vergogna francese: "Così la polizia respinge e maltratta i minori migranti"

Respingimenti illegali, falsificazione di documenti e brutalità da parte della polizia transalpina sui minori migranti. Le foto e le testimonianze dal confine italo-francese

"Ho provato a passare. Eravamo in due, ci hanno fatto scendere dal treno strattonandoci e urlando, poi ci hanno spinti in un furgone nel parcheggio della stazione - racconta T., 15 anni, fuggito dalla guerra in Darfur - Ci hanno dato un foglio (il cosiddetto refus d’entrèe, ndr) e ci hanno rimessi su un treno che tornava in Italia, senza spiegarci nulla".

"Ho provato già dieci volte ad attraversare la frontiera - aggiunge E.,16 anni, originario dell’Eritrea - Una volta a piedi, da solo, ma mi sono perso. Le altre nove volte in treno. La polizia francese sale sul treno, ti afferra, ti fa scendere e ti rispedisce indietro".

Frontiera di Ventimiglia, provincia di Imperia. Mentre Parigi e Roma provano a voltare pagina dopo lo scontro sulla nave Aquarius, ponendo fine alle ostilità diplomatiche, e proprio nel giorno dell’incontro tra Conte e Macron, un nuovo rapporto di Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) documenta la brutalità degli agenti transalpini verso i minori fermati dopo la frontiera italo-francese.

Migranti, la crisi istituzionale e la doppia morale francese

Ma facciamo un passo indietro, per inquadrare bene lo scenario. In piena crisi istituzionale tra Italia e Francia, il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, a nome della città italiana che forse più di tutte ha pagato le nuove barriere europee nei confronti dell'immigrazione, ha fatto sentire la propria voce dopo le gravi accuse francesi legate alla decisione dei ministri dell’Interno Salvini e dei Trasporti Toninelli di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius. Con una presa di distanza netta dal governo italiano, ma anche l’invito alla Francia a non dare troppe lezioni: "Presidente Macron, da che pulpito… Non condivido la posizione del governo su Aquarius, anzi, ma non si accettano lezioni di morale dalla Francia, perché noi al confine c’eravamo e abbiamo visto", ha ribadito il sindaco che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato le foto della drammatica estate del 2015, con i primi blocchi alla frontiera e il presidio dei migranti sugli scogli.

"Noi al confine c'eravamo e abbiamo visto", dice il primo cittadino. Ventimiglia, frontiera impolverata che d'improvviso si è trasformata in baluardo di orgogli nazionali, rappresenta in pieno le contraddizioni della doppia morale francese. Cosa avviene sul confine tra Italia e Francia? Minori non accompagnati anche di 12 anni continuano ad essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali verso l’Italia, da parte della polizia francese, una volta superata la frontiera di Ventimiglia. E' la denuncia contenuta nel nuovo rapporto "Se questa è Europa", diffuso oggi da Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi, che lavorano a Ventimiglia per prestare soccorso ai migranti bloccati in città, in condizioni di estrema vulnerabilità. Un allarme che parte dalle testimonianze dei tanti in fuga da guerra e persecuzioni, che ogni giorno cercano di attraversare la frontiera: 1 su 4 è un minore che cerca di ricongiungersi con familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania, a cui troppo spesso viene negata protezione e il diritto di chiedere asilo previsto dalle norme europee.

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"Ai ragazzini vengono tagliate le suole delle scarpe"

L’intervento, ormai di prassi, della polizia francese comporta, prima ancora del respingimento in Italia, in violazione delle norme europee e francesi, il fermo dei minori, spesso la loro registrazione come maggiorenni, la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro, la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale. I ragazzi raccontano anche di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe, il furto di carte SIM. In molti vengono costretti a tornare fino a Ventimiglia a piedi, lungo una strada priva di marciapiede, con qualunque condizione atmosferica: una giovanissima donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, portando in braccio il suo bambino nato da soli 40 giorni. Oxfam denuncia che "in Italia, invece, permangono gravi disfunzioni nella tutela dei diritti dei minori all’interno dei centri di accoglienza: molti non vengono iscritti a scuola, come prevede la legge, o non ricevono informazioni sulle possibilità di richiedere asilo o ricongiungersi legalmente con la propria famiglia in altri paesi europei".

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La situazione a Ventimiglia, secondo Oxfam

Nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati 4.231 i migranti (16.500 da agosto 2017 ad aprile di quest’anno), adulti e minorenni, passati da Ventimiglia, provenienti in maggioranza da Eritrea, Afghanistan e Sudan, in particolare dal Darfur. Un numero che con ogni probabilità è destinato a crescere con l’arrivo dell’estate. Al momento però l’unica struttura di accoglienza è presso il Campo Roja che ha disponibili 444 posti: qui l’obbligo di identificazione mediante impronta digitale e la massiccia presenza di polizia all’entrata agiscono da deterrente. Il campo informale sul fiume Roja, privo di servizi igienici e acqua potabile, è stato recentemente sgomberato e transennato. Il risultato è che alcuni dei migranti più vulnerabili, tra cui molti minori non accompagnati, continuano a dormire all’aperto, dispersi sul territorio e ancora più esposti a rischi. Di fronte a quest’emergenza in continuo divenire, le tre organizzazioni chiedono quindi alle autorità locali e al Governo italiano che vengano individuate rapidamente strutture adeguate per realizzare un centro per minori non accompagnati in transito e uno per donne sole con e senza figli, che garantisca una permanenza dignitosa e sicura dei soggetti più vulnerabili.

L'appello a Italia, Francia, e Ue

“La situazione a Ventimiglia è lo specchio di un’Europa che sta tradendo i propri valori fondanti di solidarietà, non rispettando le norme nazionali ed europee alla base dell’idea stessa di Unione. Per questo chiediamo al Governo francese di intervenire, per far cessare immediatamente gli abusi e i respingimenti illegali dei minori da parte della propria polizia di frontiera e al Governo italiano di attivarsi in ogni modo perché ciò avvenga, sospendendo inoltre i trasferimenti forzati verso i centri del Sud Italia - dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne dei Programmi in Italia di Oxfam –. Ogni giorno incontriamo minori non accompagnati, donne sole a volte incinte o con figli piccoli, fuggiti spesso da guerre e persecuzioni nel proprio paese che, dopo essere stati vittime di stupri e torture nei lager libici, hanno il semplice desiderio di chiedere asilo nel paese dove vivono le loro famiglie. Persone vulnerabili a cui devono essere garantite dignità e protezione. Per questo facciamo appello, oltre che all’Italia e alla Francia, agli altri Stati membri e all’Unione Europea, affinché siano assicurate procedure efficienti di ricongiungimento familiare e potenziati i meccanismi di ricollocamento tra i diversi paesi Ue, assicurando la condivisione delle responsabilità dell’accoglienza, anche attraverso la revisione del Trattato di Dublino e la creazione di un sistema di asilo unico a livello europeo”.

“Ci sono dei luoghi che fanno sintesi: uno di questi è certamente Ventimiglia – aggiunge Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese -. Minori non tutelati, donne con bambini lasciate in balia di un destino improbabile, procedure poliziesche applicate in modo miope, agende politiche dettate dall'umore della gente a sua volta eccitato da ideologie rancorose. In questa situazione complessa l'impegno di tutte le istituzioni deve essere volto ad applicare e rispettare realmente le regole di civile convivenza che fanno parte, queste sì, del nostro patrimonio nazionale ed europeo”.

“Ciò che accade a Ventimiglia così come in altri luoghi di frontiera non può essere affrontato o compreso se non allargando lo sguardo. Le attuali politiche di esternalizzazione, il contrasto ai cosiddetti movimenti secondari, l'assenza di adeguate condizioni di accoglienza costringono le persone ad affrontare situazioni lesive dei loro diritti e a mettere a rischio la loro vita. – conclude Anna Brambilla di Asgi -. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea è già intervenuta in passato affermando che gli Stati membri non possono effettuare una sorveglianza delle frontiere interne con effetti equivalenti alle verifiche di frontiera. Nonostante questo, attraverso la proroga dei controlli alle frontiere interne o in applicazione di accordi di riammissione antecedenti il Sistema Schengen, Francia, Svizzera e Austria continuano a respingere verso l'Italia i minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo. Sebbene anche i giudici francesi si siano già pronunciati sull'illegittimità di tali prassi, il comportamento delle forze di polizia non cambia. Allo stesso tempo il clima politico attuale non fa che alimentare preoccupanti fenomeni di intolleranza e razzismo che contribuiscono a rendere ancora più drammatica la condizione di migliaia di persone costrette, nelle zone di frontiera così come in altri luoghi, a vivere in condizioni di abbandono materiale analoghe a quelle che in altri casi la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha considerato costituire un trattamento inumano e degradante”.

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La campagna Welcoming Europe - Per un'Europa che accoglie

Oxfam sostiene la campagna Welcoming Europe - Per un’Europa che accoglie che ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme nei prossimi 12 mesi in almeno 7 paesi membri. Firme che saranno consegnate alla Commissione europea con la richiesta di presentare un atto legislativo di riforma in materia di immigrazione, volto a superare le difficoltà dei Governi nazionali nella gestione dei flussi migratori. Nello specifico la campagna chiede: di impedire la criminalizzazione di atti umanitari nei confronti dei migranti; creare canali di accesso sicuro verso l’Europa, allargando ad attori della società civile la possibilità di fare da sponsor per l’ingresso in Europa dei rifugiati; proteggere le vittime di abusi, rafforzando meccanismi di tutela e di denuncia in particolare nella gestione delle frontiere esterne; garantire l’introduzione di canali di accesso per lavoro. Si può aderire alla campagna su: https://www.oxfamitalia.org/welcoming-europe-europa-accoglie/
 

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