Lunedì, 21 Giugno 2021
Addio al prof del Mississippi

Mimmo Parisi via da Anpal: il commissariamento del prof voluto da Di Maio per trasformare in lavoro il reddito di cittadinanza

Il ministro Orlando annuncia una norma per sostituirlo. Ma lui non ci crede: "Sono tutti pettegolezzi, nessuno mi ha detto niente. I nuovi numeri del reddito sono favolosi"

All'inizio dello scorso febbraio girava la voce che Matteo Renzi per dare l'ok al Conte-Ter chiedesse in cambio la testa di Domenico Arcuri, Rocco Casalino, Pasquale Tridico e Domenico (detto Mimmo) Parisi). Tre mesi dopo Casalino e Conte non sono più a Palazzo Chigi, Arcuri è stato sostituito dal generale Francesco Paolo Figliuolo e Parisi è in bilico. 

Mimmo Parisi via da Anpal: il commissariamento del prof voluto da Di Maio 

Una norma del decreto sostegni bis proposta dal ministro del Lavoro Andrea Orlando infatti punta a commissariare l'Anpal, ovvero l'agenzia guidata da Parisi, scelto da Luigi di Maio all'inizio del 2019 per importare in Italia l'esperienza americana dei centri per l'impiego e considerato il padre dei Navigator. Così l'Anpal viene di fatto depotenziata, riallineandone la governance a quella delle agenzie fiscali. A capo comparirebbe dunque un direttore e non più un presidente. La norma comporterebbe peraltro un ripensamento del rapporto con il ministero del Lavoro, con la centralizzazione di alcuni compiti, che Orlando ha già definito "un passaggio necessario". Orlando è pronto anche a creare all’interno del dicastero una direzione generale per le politiche attive, così da togliere ad Anpal anche la gestione dell’Fse, il Fondo sociale europeo per l’occupazione.

Ma Parisi non ci sta. Oggi in un'intervista rilasciata a Repubblica dice che non sa nulla della norma, nessuno lo ha avvertito e non ha sentito il ministro: " E mi stupirebbe che avesse agito alle mie spalle: è persona seria e capace, abbiamo un buon rapporto. Se però così fosse, sarebbe una decisione politica grave. Da rispettare, ma grave". Parisi, dice, se verrà cacciato è pronto a tornare in Mississippi ma avverte che lui continua ad avere uno "splendido" rapporto con Luigi Di Maio: "È una manovra politica. Queste voci girano da tempo e sono ancora qui. Questa è l’Italia del pettegolezzo". 

Parisi è nei guai per il reddito di cittadinanza, visto che la sua funzione come presidente dell'Anpal era quello di trasformare i sussidi in posti di lavoro ma i risultati finora non sono stati incoraggianti. E anche per una serie di faccende nel frattempo trapelate, come i rimborsi spese da 160mila euro per i suoi viaggi, di cui il Partito Democratico chiese conto un paio di anni fa in un'interrogazione firmata dai parlamentari Chiara Gribaudo e Tommaso Nannicini. "Nei 12 mesi trascorsi dalla sua nomina, anche in qualità di Presidente di Anpal Sevizi S.p.A.", Parisi "avrebbe speso circa 71.000 di euro per voli in business class fra l’Italia e gli Stati Uniti, nonché, in virtù di recenti modifiche ai regolamenti aziendali, spese per 55.000 euro per noleggio con conducente e 32.400 euro di affitto per una casa nel centro di Roma. Quindi, un totale di rimborsi ottenuti dal Parisi di quasi 160.000 euro nell’anno che, tuttavia, a differenza di quanto avvenuto per il suo predecessore, non risultano rendicontate sul sito dell’Anpal". 

Fatture che "mal si conciliano con l’incarico esclusivo e a tempo pieno di Presidente dell’Anpal", anche in considerazione del decreto del 2012 che impone di limitare gli esborsi delle amministrazioni pubbliche al 30% della spesa sostenuta nel 2011 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi.

Le spese per i viaggi e le liti interne: così Parisi ha detto addio ad Anpal

Parisi è stato defenestrato ieri in diretta tv, visto che Orlando ha annunciato il commissariamento di Anpal durante Otto e Mezzo. E nella vicenda ha avuto sicuramente un ruolo non solo la vicenda delle spese ma anche lo scontro interno all'agenzia. All'epoca infatti Parisi rispose in un'intervista a Repubblica spiegando di aver rendicontato tutte le spese e che il collegio dei revisori di Anpal aveva approvato il suo affitto da 2.700 euro mensili.

Inoltre, il presidente dell’Agenzia aveva sostenuto anche che la direzione non gli consentiva di utilizzare i 25 milioni stanziati per l’applicazione pensata per aiutare i navigator a incrociare domanda e offerta di lavoro. Tutte affermazioni che la direttrice generale Paola Nicastro volle smentire in una lettera datata 9 giugno 2020. Nella missiva, riportata sempre da Repubblica, la dg scriveva che “non è mai stata fornita la richiesta documentazione attinente ai rimborsi”. Lui oggi sembra ancora incredulo del commissariamento e bolla il tutto come un pettegolezzo: 

«Non mi lasciano lavorare. Eppure c’è bisogno di accompagnare imprese e lavoratori in modo nuovo, ora più che mai. Ma nessuno mi ha avvertito di niente. E quindi per ora resto, vado avanti con Industry Academy e i nuovi numeri del Reddito di cittadinanza. Favolosi, vedrà. Altro che pettegolezzi».

Intanto l’app che aveva promesso per trovare lavoro ai percettori del reddito non è mai arrivata, e in questi due anni non sono mai stati diffusi i dati su quanti beneficiari della misura anti-povertà abbiano trovato lavoro grazie ai centri per l’impiego e ai navigator.

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