Sabato, 20 Luglio 2024
Le indagini

"Muori male": individuati i presunti autori delle minacce a Di Maio

Sono scattate le perquisizioni a Milano, Trieste e Venezia: sui telefoni è stata riscontrata la presenza di account anonimi, utilizzati per inviare messaggi minatori al ministro degli Esteri

Le forze dell'ordine hanno individuato i presunti autori dei messaggi minatori rivolti al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. La Polizia di Stato, nell'ambito di un'indagine avviata dal Servizio Polizia Postale e coordinata dalla Procura di Roma, con gli operatori dei compartimenti Polizia Postale di Milano, Trieste e Venezia, insieme a personale delle Digos di Milano, Vicenza e Udine hanno eseguito tre perquisizioni delegate a carico di internauti nei cui confronti sono stati riscontrati elementi indiziari tali da farli ritenere autori della pubblicazioni di messaggi minatori rivolti al ministro degli Esteri.

In particolare, in seguito alla pubblicazione su Twitter da parte del titolare della Farnesina di dichiarazioni in merito al conflitto in atto, è stata riscontrata la presenza di vari messaggi di risposta: ''Muori male, e magari per mano del popolo.'', ''Si dai, armateci e decideremo poi a chi vogliamo sparare'', ''Non ci sono parole per descrivere, vai solo buttato nel rusco''. E ancora, all'interno di canali riservati Telegram e pagine social VK, la Polizia Postale ha individuato ulteriori messaggi minatori tra i quali, ad esempio, quello pubblicato all'interno di un canale di propaganda filo russa che recita: ''Ma un cecchino…che ci ammazzi i 4 distruttori dell'Italia, non ce lo possiamo mandare? Le perquisizioni sono state eseguite nelle città di Milano, Vicenza e Udine e hanno permesso di riscontrare sui telefoni la presenza degli account anonimi utilizzati per l'inoltro dei messaggi oggetto delle indagini.

Minacce a Di Maio: chi sono i tre indagati

Sono una casalinga, un impiegato e un operaio, tra i 56 e i 42 anni, le persone perquisite a Milano, Vicenza e Udine dalla Polizia Postale insieme alla Digos per le minacce via social rivolte al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. I tre, individuati in seguito all'indagine coordinata dalla Procura di Roma, e denunciati per minaccia a un Corpo politico, a quanto apprende l'Adnkronos, non risulterebbero legati a nessun particolare ambiente politico bensì accomunati da teorie complottistiche. Nel corso delle perquisizioni gli investigatori hanno trovato elementi di riscontro sull'identificazioni dei profili, e sequestrato pc e telefoni che saranno ora oggetto di analisi. Inoltre, anche un profilo telegram utilizzato da uno degli indagati è stato sottoposto a sequestro. Le minacce erano partite in seguito alla pubblicazione su Twitter da parte del titolare della Farnesina di dichiarazioni in merito al conflitto in atto, con messaggi di risposta come "Muori male, e magari per mano del popolo", "Si dai, armateci e decideremo poi a chi vogliamo sparare", "Non ci sono parole per descrivere, vai solo buttato nel rusco".

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