Mercoledì, 19 Maggio 2021
Nasce il ministero per la transizione ecologica

Un ministero per il futuro: si chiama "Mite" ma ha grandi sfide

Al nuovo dicastero per la transizione ecologica faranno capo tutte le politiche afferenti a energia, emissioni, sviluppo sostenibile, mobilità green, così come le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici

Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del Mite, il ministero della Transizione ecologica presieduto da Roberto Cingolani. Al nuovo dicastero faranno capo tutte le politiche afferenti a energia, emissioni, sviluppo sostenibile, mobilità green, così come le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Ma anche la valorizzazione dell'ambiente, del territorio e dell'ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità, l'economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali.

"Voglio porre l'accento sul nuovo acronimo del Ministero: Mite. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni"

Al ministero per la Transizione ecologica sono trasferite le risorse umane, strumentali e finanziarie, prima di competenza del Ministero per lo sviluppo economico (Mise) e in particolare la direzione generale per l'approvvigionamento, l'efficienza e la competitività energetica e la direzione per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari.

Mite, nasce il nuovo ministero per il futuro

A guidare insieme a Roberto Cingolani il super ministero per la transizione ecologica saranno i sottosegretari Ilaria Fontana (M5s) e Vannia Gava (Lega). La dotazione organica del personale dirigenziale del ministero della Transizione ecologica è individuata in 12 posizioni di livello generale e in 67 posizioni di livello non generale. Nell'ambito delle competenze del ministero della Transizione ecologica rientra, tra le altre cose, "l'esercizio dei diritti di azionista allo stato esercitati dal Ministero dello sviluppo economico nei confronti di Gse s.p.a. - Gestore Servizi Energetici". Così come l'approvazione della disciplina del mercato elettrico e del mercato del gas naturale e dei criteri per l'incentivazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile. 

Un super ministero dunque che si dovrà interfacciare anche con il Comitato interministeriale (Mite-Mise-Mit-Cultura-Agricoltura-Mes) per la transizione ecologica (Cite) istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che avrà il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione

Compito del comitato la stesura del Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di: mobilità dolce e sostenibile; contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo; risorse idriche e relative infrastrutture; qualità dell'aria; economia circolare. Una corsa a marce forzate visto che Draghi ha dato solo tre mesi di tempo per la stesura di un così ampio piano. 

Tra le priorità il clima, con i due obiettivi Ue al 2030 e al 2050 di aumentare l’impegno di taglio dei gas serra dal 40 al 55% e raggiungere la neutralità climatica. A seguire il dossier energia con lo sforzo di raddoppiare la crescita delle rinnovabili, l’attivazione di una vera e propria economia circolare e l’accelerazione sulla mobilità sostenibile.

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