Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica Italia

Avanti Savoia, i monarchici pensano alle urne: "C'è tanta voglia di Re"

Sospinti dal proporzionale e ingolositi da una soglia di sbarramento accessibile, i monarchici accarezzano l‘idea di candidarsi alle prossime elezioni politiche

ROMA - "Estote parati”, dice il presidente dell’Unione monarchica italiana Alessandro Sacchi, al termine di un infuocato discorso. "Avanti Savoia!”. Parte l’inno sardo e ad applaudire, in una sala dove sono rimasti solo posti in piedi, tra corone e gigantografie di Umberto II, stemmi della casa reale e tricolori del Regno, anche l’ex presidente del Senato (della Repubblica) Renato Schifani, l’ex ministro montiano Giulio Terzi di Sant’Agata, l’ex presidente della commissione finanze della Camera Daniele Capezzone.

Sospinti dal proporzionale e ingolositi da una soglia di sbarramento accessibile, i monarchici accarezzano l‘idea di candidarsi alle prossime elezioni politiche. Sua altezza reale Bianca di Savoia-Aosta, contessa Arrivabene, primogenita del duca Amedeo, rappresenta l'ex dinastia regnante. Spunta anche una fascia tricolore: la indossa Camillo Savini, consigliere comunale a Penne, Pescara: "Ho la delega al Risorgimento" spiega.

I monarchici 2.0 dal lungo esilio istituzionale i monarchici chiedono alla politica di accogliere due richieste: in primis, il rientro delle salme dei Savoia. E poi la cancellazione delle tre lettere, ‘non’, dall’articolo 139 della Costituzione che stabilisce come "la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale".

Per Schifani "il rientro delle salme è di buon senso", ben più difficile la revisione costituzionale: "In questa legislatura non ci sono le condizioni. Nel prosieguo, se tutte le forze politiche, a 360 gradi, fossero d’accordo, si potrebbe aprire un dibattito…", spiega l’ex presidente del Senato. 

“Noi- spiega alla DIRE il presidente dell'Unione monarchica italiana Alessandro Sacchi - abbiamo due richieste: è finito il tempo in cui eravamo solo portatori di voti”. I monarchici mancano dal Parlamento dal 1968, quando il Partito democratico italiano di unità monarchica, poi confluito nel Msi, con l’1,30 per cento alla Camera ebbe 6 deputati, e 2 seggi al Senato con l’1,09%. Oggi alla Camera serve almeno il 3 per cento e al Senato l’8 per cento, o il 3 per cento se si entra in coalizione. Ma Sacchi non dispera, e vanta lo stato di salute del movimento, che può contare 70mila iscritti, "ed ha simpatizzanti anche tra i grillini– assicura - Abbiamo commissionato un sondaggio. E siamo convinti che alle elezioni ci sarebbero delle sorprese. Mentre i presidenti della Repubblica sono uomini di partito, il re d’Italia sarebbe un Capo dello stato davvero terzo, imparziale, sobrio. E poi il re costerebbe anche meno del Quirinale".

Il candidato monarchico sarebbe Aimone di Savoia-Aosta, secondo figlio del duca Amedeo e di professione manager, responsabile per Pirelli Tyre per la Russia e i paesi nordici: secondo una leggenda in voga tra i monarchici, a predirgli un futuro da re sarebbe stato Padre Pio. 

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