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Martedì, 16 Aprile 2024
Politica

Terzo Polo e Pdl 'prigionieri' della discesa in campo di Montezemolo

C'è un pezzo di berlusconiani che punta su Casini: Fitto, Alemanno, Frattini. C'è Pisanu che punta a una 'nuova Dc'. Ma c'è Fini che prova a riportare in auge l'idea del 'grande centro'. Ma, soprattutto, c'è Montezemolo...

In queste ore Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini hanno riallacciato un confronto. Insieme hanno valutato la necessità di riprendere un percorso comune. Un'idea sostenuta soprattutto dai finiani e alla quale si lavora, visto che anche oggi sono proseguiti i contatti tra il presidente della Camera e Fli con Casini e l'Udc. 

Non è un mistero, d'altra parte, che Fini reclami da mesi una accelerazione nel percorso unitario che, però, il leader Udc non è ancora del tutto disposto a concedere.

Anche perché, è l'idea di Casini ribadita in più circostanze, il Pdl è sul punto di collassare.



C'è tutta un'area, nel partito di Berlusconi, che da tempo si confronta con il mondo centrista. Non si tratta solo di Beppe Pisanu, che pure procede cauto verso l'addio. Il leader dell'Udc ha da tempo iniziato a ragionare del futuro con big azzurri del calibro di Fitto, Alemanno, Frattini.

Con loro il dialogo è intenso e l'ex Presidente della Camera aspetta che qualcosa si muova, soprattutto da quando Angelino Alfano è stato costretto ad annullare il piano di rinnovamento, mettendo in freezer l'idea di una segreteria politica che avrebbe dovuto lanciare lo scorso 24 maggio.



Anche in Fli la mossa di Fini, il riavvicinamento con Casini ha provocato malumori misti ad applausi, come da tempo avviene per un partito diviso sulla linea da seguire. Positivo è stato però giudicato il ritrovato attivismo del presidente - quanto durerà lo dirà il tempo - e per questo si registra negli ultimi giorni una sorta di fragile tregua interna fra le due anime. 

Pare però che Fini abbia presente la necessità di accelerare sul progetto del nuovo contenitore, nonostante la prudenza di Casini. Un ragionamento che fa il paio con l'ipotesi, ancora solo sulla carta, di costruire qualcosa anche con Luca Cordero di Montezemolo.

L'obiettivo del presidente della Camera - ma in fondo anche di Casini - è dar vita a un unico listone civico nazionale.



E però oggi Italia Futura - associazione presieduta dal numero uno Ferrari - ha voluto precisare di non essere interessata ad "alleanze con le attuali forze politiche, né tanto meno a mettere piede in un Parlamento composto da nominati". 

Dopo aver ricordato di aver "chiesto le dimissioni del governo Berlusconi e sostenuto la formazione del governo Monti", Italia Futura ha puntato il dito soprattutto contro il Pdl: "Non possiamo accettare di essere chiamati in causa da esponenti del Pdl con cui non abbiamo niente a che fare. Con queste parole, volutamente nette e dure, riteniamo di chiudere una volta per tutte la porta al gossip politico alimentato ad arte da alcuni naufraghi della seconda repubblica".

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