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Sabato, 28 Maggio 2022
Politica

Montezemolo e il nuovo centro caro al Vaticano

Il 17 novembre il leader di Italia Futura presenterà il suo progetto politico. Con lui, tanta chiesa: il ministro Riccardi, Olivero (Acli), Costalli (Movimento cristiano). Casini: "Ma il futuro è fatto di larghe coalizioni"

Roma. 17 novembre 2012. Quel giorno nascerà il nuovo centro targato Luca Cordero di Montezemolo e Italia Futura. Un progetto che avrà alla base un vero e proprio manifesto, "Verso la Terza Repubblica", sottoscritto oltre che dall'Ferrari, dal ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, dal presidente delle Acli, Andrea Olivero, da Carlo Costalli, presidente del movimento cristiano lavoratori, dal segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

Tanta 'chiesa', quindi.

L'obiettivo di Montezemolo è chiaro: scendere in politica ma, prima, vedere l'effetto che fa. Quindi, solo in caso di largo sostegno, dire "mi candido". Il senso del manifesto, è invece trovare una "soluzione" alla crisi della politica che "non verrà dai partiti così come li conosciamo, ma da una presa di responsabilità corale di forze sociali, culture civiche e realtà associative" capaci di contribuire "attivamente alla rigenerazione e al governo della nazione".

DOCUMENTO 'MONTISTA'. Alla base del manifesto, invece, la "convergenza di valori di idee e anche di convinzione che per rigenerare una partitocrazia, una politica così lontana dai cittadini, necessita un area fresca che proviene dalla società civile, cioè da tutti coloro i quali ogni giorno si confrontano con i problemi".

Con queste parole, in un'intervista al Gr1 di Radio Rai1, Luca Cordero di Montezemolo si lancia sulla strada del montismo tramite la figura del ministro Riccardi: "Pensare ad una nuova classe dirigente politica, alla necessità della crescita da un lato e della solidarietà dall'altro lato; fare riferimento ad un paese che non merita di trovarsi in questa situazione e affronta l'agenda Monti e le riforme fondamentali come punto di riferimento centrale". 

APPELLO PER IL MONTI BIS. Alla domanda su cosa caratterizzi questa proposta rispetto ad altri appelli in favore di un governo Monti bis, Montezemolo replica: "Intanto tante altre proposte non le vediamo, io credo che qui sia arrivato il momento di pensare che ci sono troppe cose da fare nel momento in cui si chiede sacrifici per modificare lo Stato togliere della burocrazia affrontare il tema della crescita e dell'occupazione; non si può pensare che in un momento in cui si chiede così tanti sacrifici ai cittadini non si vada a modificare a fondo lo Stato, i privilegi della politica, le inefficienze, gli sprechi e una spesa pubblica inaccettabile".

Sarà quindi quello di Montezemolo il nuovo centro. Forse.

Tutto dipenderà dalla scelta che farà Gianfranco Casini e l'Udc. Casini ora ha davanti una scelta: prendersi il centrodestra orfano di Berlusconi oppure accomodarsi tra le braccia di Montezemolo. Una cosa, per Casini, è però certa: il futuro è fatto di montismo e di 'grandi coalizioni' di governo. "Il Pdl non ha più alibi: fino a ieri dietro Berlusconi si nascondevano tutti. Ora quale politica farà il Pdl? Quale rapporto avrà con il governo Monti''. Se lo chiede Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista al Messaggero - giornale 'di casa' visto che è di proprietà di sua moglie Azzurra Caltagirone - in cui sottolinea che ''il cammino della responsabilità nazionale non va interrotto'', convinto che dopo le elezioni ''la realtà imporrà governi di grande coalizione''. 

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