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Giovedì, 18 Aprile 2024
Verso il 2013

Da Monti a Montezemolo? Grandi manovre in corso

Si lavora per il nuovo centro e il nuovo centrosinistra in vista del 2013. Italia Futura fa slittare la convention a settembre-ottobre. L'Udc apre ai progressisti. Fli al Pd. E D'Alema spiega: "Monti è uno di noi"

E' sempre Montezemolo l'ago della bilancia delle decisioni dei partiti di centro e centrosinistra in ottica Politiche del 2013.

Ma Montezemolo frena. E, onde evitare di gettare il sasso nello stagno 'per vedere l'effetto che fa' prima del tempo, ecco che la convention di Italia Futura, attesa per il 13-14 luglio, è stata rinviata a data da destinarsi.

Nella due giorni, Montezemolo doveva in pratica sancire il suo sbarco nell'agone politico, riunendo il coordinamento nazionale di Italia Futura, i vari coordinamenti regionali, nonchè pezzi della società civili in attesa dell'avvento del presidente Ferrari.

I motivi ufficiali sono "tempi tecnici" che non ci sarebbero per far partire la macchina organizzativa. Inoltre Montezemolo, oggi, si sente troppo tirato per la giacca, tanto da Fini quanto - soprattutto - da Casini. Come detto, tutto rimandato tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

CASINI APRE A BERSANI - L'Italia ha ancora davanti "tempi duri", tuttavia "grazie al successo di Monti a Bruxelles" si può rialzare la testa. E la prospettiva è quella di "un'alleanza tra moderati e progressisti che prenda il timone delle riforme nella prossima legislatura", con un premier che potrà essere Bersani o anche Monti che "non si ritirerà certo a vita privata". Con queste parole il leader Udc Pierferdinando Casini ha aperto le porte del grande centro al Pd.

"C'è un signore a palazzo Chigi - ha sottolineato - che sta facendo il suo lavoro benissimo e non credo che si ritirerà a vita privata nella prossima legislatura. E c'è un segretario del Pd che, nei sondaggi, è il più grande partito italiano. Ma, nel momento in cui si realizzerà una convergenza, che io mi auguro ancora più vasta, le assicuro che decidere la guida del governo non sarà un problema".

FINIANI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI - Chi invece si è riunito, nell'ultimo fine settimana, è stato Futuro e Libertà. La location, suggestiva è quella di "Eataly". In pratica, "casa Montezemolo". Ed è nella nuova struttura del "cibo made in Italy" che Gianfranco Fini ha provato a rientrare in scena come protagonista lanciando, nientepocodimenoche, l'alleanza con il Partito democratico. Proprio così.

Ormai i rapporti tra Casini e Fini sono inesistenti. Casini aspetta solo e soltanto Montez. E così Fini si sposta ulteriormente a sinistra e prova a rilanciare la proposta del leader dell'Udc ("Pronti all'allenaza con Bersani"): per Fini, il nuovo perimetro della politica sarà ridisegnato da Mario Monti e dai suoi "prof". Per questo, per il presidente della Camera è praticamente impossibile qualsiasi discorso con il Pdl, partito ormai all'opposizione dell'attuale governo. Al tempo stesso, però, il Pd "deve liberarsi dell'abbraccio di Vendola". E a chi, a margine della convention di Fli, chiede se in uno scenario di alleanza fra forze montiane sarebbe proprio il Professore il leader ideale, Fini non conferma e non smentisce: "Monti ha detto molte volte di non volersi ricandidare. E comunque, un passo alla volta, non possiamo andare avanti per ipotesi".

Ma un Partito Democratico "devendolizzato" potrebbe essere un ottimo partner in un'eventuale alleanza benedetta da Mario Monti in persona.

Venendo invece alle cinque proposte "choc" del presidente della Camera, legge elettorale uninominale e maggioritaria, detraibilità dell'Imu, accorpamento delle Regioni, politica fiscale unica a livello europeo, legge sulla cittadinanza, Fini ha spiegato che questa potrebbe essere la base del futuro programma elettorale di Fli.

D'ALEMA: "MONTI IN SINTONIA CON NUOVO CENTROSINSITRA" - Tra chi progetta, trama, disegna e immagina il futuro del nuovo centro - centrosinistra non poteva mancare, ovviamente, Massimo D'Alema. Il numero uno del Copasir, in un'intervista al Corriere della Sera, ha benedetto l'accordo di Bruxelles rivendicandone un pezzo di paternità. Per questo ha invitato a leggere "il documento approvato dai socialisti europei prima del Consiglio di Bruxelles".

Qui si troverebbero anticipati "tutti i punti qualificanti dell'accordo successivamente raggiunto tra i governi. Tutti. Il meccanismo anti spread, la clausola salva-banche e tante altre cose".

Quanto a "Supermario Monti", D'Alema spiega che i meriti del premier "sono innegabili". Se l'Italia, dopo anni di Berlusconi, è tornata in campo "lo ha fatto grazie al nuovo governo". Al tempo stesso, però, "senza la vittoria di Hollande alle elezioni francesi non sarebbe stato possibile ottenere nessun risultato". La novità è dunque "politica".

Ed in questa novità c'è spazio, in futuro, per Mario Monti che "in un nuovo centrosinistra europeo può trovarsi a perfetto agio. È una personalità liberale che con la sua azione può mitigare positivamente le resistenze stataliste che ci sono ancora tra i socialisti. La sua insistenza sul completamento del mercato unico è giusta. Ha posizioni che a me paiono compatibili con il nostro orizzonte programmatico".

Che a bordo del treno di Montezemolo possano salire davvero tutti, Casini, Fini, Monti e perfino Bersani?

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