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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica

Tutti contro Monti "il silenziatore" delle ali estreme

Il premier uscente invita Bersani a "silenziare" Fassina e la parte "conservatrice" del suo movimento. Quindi attacca Brunetta e le sue posizioni "estreme e settarie". Risultato: sia il Pd che il Pdl esplodono contro il professore

Tutto è iniziato con l'intervista di Mario Monti a Unomattina: secondo il candidato premier il responsabile economico del Pd Fassina "si oppone" alle riforme e "questo per Bersani è un vero problema, dovrebbe silenziare un po' questa parte che considero conservatrice del suo movimento".

Non soddisfatto, Monti ha avuto parole dure anche per Renato Brunetta: "Dal punto di vista economico generale l'onorevole Brunetta che sta portando, con l'autorevolezza del professore di una certa statura accademica, posizioni estreme e settarie. Dentro il Pdl - ha osservato ancora Monti - c'è una certa vicinanza agli ordini professionali delle farmacie, delle altre professioni e questo ha impedito di portare avanti le liberalizzazioni".

BRUNETTA. Il primo a saltar su e rispondere per le rime è stato l'economista e coordinatore dei dipartimenti del Pdl, che s'è persino offerto a tutela del pensiero del rivale Fassina. "Con le sue parole di stamattina il prof. Monti - ha detto Brunetta - svela la sua natura più profonda, che è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione".

"Tutto mi divide sul piano dei contenuti da Stefano Fassina, ma farò ogni sforzo perché nessuno possa ridurre lui o altri al silenzio. Abbiamo toccato il fondo, prof. Monti. Intimare il silenzio a qualcuno mentre si ricopre il ruolo del capo del governo non ha cittadinanza in democrazia, ma ci riporta a tempi bui e dolorosi".

BERSANI. Il fuoco di sbarramento è andato in rapido crescendo anche dalle file del centro sinistra. "Tutti i difetti del Pd si scoprono oggi: per un lungo anno non si sono visti. Preferisco il rispetto ma chiedo il rispetto per tutto il Pd", ha detto il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani.

Al termine del pranzo con Matteo Renzi, Bersani ha osservato: "Siamo un partito liberale che non chiuderà la bocca mai a nessuno, che troverà sempre una sintesi e credo che il coraggio che mi si chiede l'ho dimostrato. Il coraggio non è quello di chiudere la bocca alla gente, ma di lasciarla parlare, partecipare e trovare una sintesi. Questa è la mia idea".

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