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Sabato, 2 Marzo 2024
Caso Moratti

I giochi di potere del centrodestra

Per la gestione dei prossimi giochi olimpici invernali, spunta il nome di Letizia Moratti. È bufera politica nel centrodestra. Sala: "Non esiste, ci sono delle regole"

Succedono cose strane in Lombardia, in particolare nel centrodestra, dove si assiste al classico gioco di potere intorno alla figura di Letizia Moratti, attuale vicepresidente e assessora al Welfare della Regione Lombardia. Tutto ha inizio con una indiscrezione pubblicata sui giornali, cioè che l’ex sindaca di Milano sarebbe stata presa in considerazione per ricoprire la poltrona di amministratore delegato (ad) della fondazione Milano-Cortina 2026: l’organo con il compito di organizzare e governare il prossimo appuntamento dei giochi olimpici invernali. Il fatto, che sarebbe dovuto restare riservato per chi stava lavorando a questo, è invece stato reso noto, provocando un vespaio. 

Come si arriva al nome di Letizia Moratti 

Un passo indietro. Letizia Moratti è una donna vicina alla Lega ed è in cerca di un incarico. Dopo essere stata in corsa per l'elezione a Presidente della Repubblica, è diventata assessora alla Regione ma non ha mai nascosto di volersi candidare alle prossime regionali per prendere il posto dell'attuale Presidente: Attilio Fontana. Una grana per la Lega, con due nomi altisonanti che ambiscono all'incarico di numero uno della Lombardia. E allora ecco il giro di walzer per trovare il posto giusto dove piazzare i propri politici. A un certo punto è arrivata la svolta con la posizione di ad della fondazione Milano-Cortina. 

In realtà per quel posto c'era un papabile: era quello di Andrea Abodi, manager già ai vertici di Serie B e Coni Servizi, uomo di fiducia di Meloni. Era il nome perfetto perché avrebbe messo d'accordo il capo del Coni Giovanni Malagò con gli altri rappresentanti degli enti locali: dai leghisti Zaia a Fontana, passando per il sindaco di Milano Beppe Sala. Abodi, talmente perfetto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha scelto come ministro dello Sport. A quel punto ci avrebbero guadagnato tutti: la Lega avrebbe blindato Fontana, evitando la competizione con un'altra figura di partito, Moratti appunto, dando a quest'ultima un'alternativa, almeno per i prossimi tre anni; Fratelli d’Italia, che, dopo aver messo Abodi al dicastero sportivo, avrebbe anche fatto contenta la Lega, amministrando eventuali conflitti con gli alleati della coalizione. Il problema è che questa informazione è scappata da un fianco, facendo indispettire molti. 

Beppe Sala all'attacco

In primis il sindaco di Milano Beppe Sala che ha commentato: "Leggo che Letizia Moratti sarebbe stata scelta come nuovo ad di Milano-Cortina. Non mi risulta. E in ogni caso non può essere fatta una scelta così delicata per risolvere i problemi del centrodestra in Lombardia. Ogni altra parola è inutile". Poi ha spiegato: "Premetto che io non ce l'ho certo con Letizia Moratti, il tema non era un giudizio sulla persona. Però evidentemente ci hanno provato. Ci sono delle regole e vanno rispettate, non esiste che la politica intervenga così senza coinvolgere i diretti interessati che sono gli amministratori locali". Non l'ha presa bene neppure la stessa Letizia Moratti, dal cui ufficio stampa arriva una smentita: "La dottoressa Letizia Moratti smentisce la sussistenza della notizia sulla sua nomina come ad delle Olimpiadi Milano Cortina. Qualsiasi decisione di Letizia Moratti sarà comunicata esclusivamente dal suo ufficio stampa. Ogni altra notizia a lei inerente è destituita di fondamento".

Sarà, ma intanto si vedono fonti di centrodestra confermare la notizia di come Moratti fosse sul tavolo. Lei ha reagito male. Non è chiaro se perché ci punti o perché vorrebbe continuare a tenersi una corsia aperta per le prossime elezioni. Certo, la nomina ad amministratrice delegata di Milano-Cortina le garantirebbe di mantenere un ruolo di potere restando nella Lombardia. Forse però, ed è anche questo il motivo per cui tutti si erano stretti intorno al nome di Abodi, l’ideale sarebbe avere un manager sportivo a guidare la macchina che gestirà i prossimi Giochi olimpici. La posizione di ad della Fondazione è delicata e c’è già un ampio ritardo da recuperare. Parola del presidente del Coni Giovanni Malagò: "Per la governance siamo abbondantemente oltre i tempi regolamentari, siamo ai supplementari e non ci sono neanche i rigori". Metafora calcistica, così è chiaro ai più il problema creatosi intorno a certi giochi di palazzo.  
 

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