Giovedì, 21 Ottobre 2021
Movimento 5 Stelle

Referendum Movimento 5 Stelle sulla diaria: i grillini scelgono di tenersela

Deputati e senatori voltano le spalle a Grillo e Casaleggio: decideranno singolarmente se e quanto restituire degli emolumenti percepiti. Lo scontro tra vertice e 'base parlamentare' su diaria e indennità

Niente obbligo di ridursi la diaria da parlamentari: i grillini hanno scelto per la libertà di coscienza. Il referendum sugli emolumenti dei parlamentari si è chiuso con la vittoria della "diaria completamente trattenuta dall'eletto". Sarà poi il singolo parlamentare a stabilire, "secondo coscienza", se e quanto rendere indietro.

Sconfessate, quindi, le proposte di Grillo e Casaleggio per i quali diarie e indennità parlamentare per ogni grillino doveva essere limitata.

LA VOTAZIONE - Alle 21 di domenica sera si è concluso il sondaggio tra deputati e senatori sulla destinazione della diaria e a un'ora dalla chiusura del voto il 48% dei 163 i parlamentari del Movimento 5 Stelle si è orientato in favore della diaria completamente trattenuta dall'eletto, il quale deve stabilire - secondo coscienza - quanto rendere.

Minoritarie le altre opzioni: per il 3,79% la diaria andrebbe completamente trattenuta e per un'analoga percentuale deve essere trattenuta all'80%. Si ferma al 2,27% la quota di chi ritiene che la diaria vada completamente trattenuta per i primi 4 mesi, per poi lanciare un nuovo sondaggio.

Per la 'rendicondazione pura', e cioè quanto spendi è quanto trattieni, si pronuncerebbe il 36,30%, mentre il 5,30% indicherebbe di stabilire un limite di spesa per macro aree da confermare poi in una nuova assemblea dei gruppi. Quanto all'indennità parlamentare, la proposta di Beppe Grillo sui 5 mila euro lordi continua a far discutere per quel che riguarda una una possibile 'personalizzazione' sui carichi familiari e sulla situazione economica pre-incarico di ciascun parlamentare.

COSA ACCADRA' - Per i grillini, quindi, i soldi che si otterranno per la diaria, le spese per i collaboratori e i vari rimborsi si terranno, saranno rendicontati e, l'eccendente, sarà restituito solo se il parlamentare vorrà farlo.

Nella loro e-mail Grillo e Casaleggio suggerivano di scegliere delle onlus cui devolvere l'eccedenza, e chiarivano: "I parlamentari devono percepire solo 5.000 euro lordi di indennità e ogni altro rimborso relativo a spese effettivamente sostenute rendicontate periodicamente. La differenza dovrà essere destinata al fondo di solidarietà". I risultati del sondaggio hanno però detto altro.

INDENNITA' - Come spiega Repubblica, c'è poi la questione indennità. E se tutti i parlamentari si sono detti d'accordo sul guadagno che non dovrà superare i 2.500 euro al mese, "qualcuno chiede che ci sia una rimodulazione, ma - spiegava un deputato di peso giorni fa - è impossibile: 'Per il fisco noi prendiamo tutta l'indennità, 10mila euro lordi al mese. Alcuni saranno svantaggiati, ma c'è poco da fare. Ecco perché una parte di noi vuole mantenere le indennità accessorie, per compensare quel che perde in tasse'. Che si aggiunge - va ricordato - alla rinuncia all'indennità di fine mandato".

QUANTI SOLDI -  A quanto ammontano le indennità accessorie, tutte esentasse? E' sempre Repubblica a fare i conti: "Si tratta di 3.500 euro di diaria (le spese del mantenimento a Roma, anche per chi ci vive già); 3.690 (4.180 per i senatori) di spese esercizio mandato, quelle che servono per collaboratori (i 5 stelle assumeranno tutti con contratto regolare, e per fare avere 1.500 euro di stipendio a un assistente devono tirarne fuori 2.800); poi 1.000 euro al mese circa, a seconda della distanza casa-aeroporto, per gli spostamenti in taxi (aerei, navi e treni sono rimborsati); infine ci sono 3.098 euro annui di telefono".

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