Martedì, 11 Maggio 2021
L'ultima trasformazione del M5S

Cosa succede al M5S? Grillo blocca le espulsioni mentre c'è il primo passo per l'alleanza col Pd

I ribelli potranno restare nel Movimento: il garante pentastellato prova ad evitare la scissione prima di affidare il partito a Conte. Pronto il patto con Zingaretti: si inizia dal Lazio

Beppe Grillo all'uscita dal vertice del Movimento 5 Stelle ieri a Roma - FOTO ANSA

Con la rinuncia alle epurazioni di massa, l'alleanza col l'ex nemico giurato Partito Democratico e Giuseppe Conte leader, il Movimento 5 Stelle dei "Vaffa" in piazza non esiste più e se qualcosa è rimasto è stato fagocitato dall'ultima, ennesima trasformazione verso un partito che, parola di Di Maio, sarà "moderato e liberale", come si definisce anche Forza Italia. All’indomani del vertice all’Hotel Forum di Roma, i pentstellati si spostano su terreni inesplorati, dentro e fuori il Movimento. Dentro, con il possibile reintegro dei parlamentari espulsi dopo il voto di fiducia su Draghi; sarebbe il primo grande atto di perdono nei confronti dei "traditori", ma questa volta la posta in gioco è più alta: si tratta di impedire una frattura che rischierebbe di essere letale. Fuori, con il proseguo del progetto di alleanza strutturale con il Partito Democratico. Tanto che l’ "allargamento e coinvolgimento politico programmatico del M5s nella maggioranza della giunta e del consiglio" della Regione Lazio è il primo punto all'ordine del giorno della direzione del Pd Lazio in programma domani pomeriggio. 

Movimento 5 Stelle, ipotesi reintegro espulsi 

E’ un qualcosa a cui sta seriamente pensato proprio Beppe Grillo, che è l’unico a poter prendere una decisione del genere in quanto garante del Movimento 5 Stelle. Lui è l’arbitro che, dopo il calcio di rigore, può andare al Var e decidere di annullare tutto. Se così fosse, allora sarebbero reintegrati i 36 parlamentari (15 al Senato e 21 alla Camera) sui quali, al momento, pende un procedimento disciplinare. In teoria lo Statuto parla chiaro: se sei espulso dal gruppo parlamentare, allora sei fuori anche dal Movimento. Ora però, stando a fonti vine al Garante, i vertici dei 5 Stelle si interrogano sulla possibilità di riammettere i ribelli. Una scelta che andrebbe di pari passo con il cambio di pelle in atto del Movimento stesso, che dovrebbe vedere nuovo leader l’ex premier Giuseppe Conte, con una vocazione più europea, istituzionale e sempre più lontana dal popolo dei Meet Up. Pesa anche la questione economica perché gli espulsi, Nicola Morra e Barbara Lezzi in testa, promettono battaglia anche in Tribunale e se si tiene conto che ogni eletto espulso è costato in media circa 65mila euro in meno, il conto è presto fatto. ed è salato. 

Movimento 5 Stelle, possibile allargamento Giunta Lazio

Dop il passato governo, tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico si stanno mettendo i primi mattoni per una alleanza strutturata. Infatti in queste ore si sta discutendo in entrambi i fronti per un convergenza sui temi proprio all’interno della Giunta regionale Lazio. Da una parte la direzione laziale del Pd che, come riporta l’Agi, si riunirà domani con primo punto all'ordine del giorno l’”Allargamento della giunta ai 5 stelle tramite un coinvolgimento sui punti tematici come i fondi recovery e l’ambiente”.

Dall’altra i 5 Stelle i cui vertici, come riporta l’Ansa, si sono riuniti alla presenza del reggente Vito Crimi. Dunque un asse Pd-5 Stelle è possibile e si parla già di un assessorato in Regione Lazio per i pentastellati: quello alla transizione ecologica e digitale. A chi spetterebbe? Alla capogruppo Roberta Lombardi. Ma per ogni decisione politica si dovrebbe rimandare ad un voto della base su Rousseau. 

Movimento 5 Stelle, il ritorno di Giuseppe Conte

Alla fine c’è il ritorno di Conte. E’ il terzo bottone da premere per lanciare il Movimento nell’era della definitiva istituzionalizzazione. Potrebbe addirittura cambiare nome? Conte l'ha buttata lì. Se si evitasse la frattura in parlamento, si stipulasse l’alleanza con i democratici e Conte riprendesse le redini del carro a 5 Stelle, la mutazione si concluderebbe definitivamente e guarderebbe ad un futuro in cui il Movimento sarebbe più rafforzato. Lo dicono le rilevazioni di Emg Acqua riportare all'Adnkronos dal direttore Fabrizio Masia: “Ancora i risultati non sono a disposizione -premette Masia- La sensazione è che per i 5 stelle dovrebbe comunque esserci un vantaggio, perché definendo una leadership e assegnandola a Conte si rimette ordine dopo settimane di confusione e schizofrenia e si dà un'impostazione più chiara sia a livello di immagine che di contenuti".

Un Movimento 5 Stelle diverso dunque, che forse a qualcuno potrebbe far storcere il naso ancor di più di quanto non abbia fatto fino ad ora, ma che forse per la maggioranza della base sarebbe un consolidamento atteso da tempo, capace di dare stabilità. “Quindi la decisione di affidarsi a Conte, cioè alla personalità che nell'ultimo anno e mezzo-due è riuscito a mantenere una fiducia alta nell'opinione pubblica, manifesta la convinzione -conclude Masia- di poter recuperare consensi, anche in funzione di quella che viene definita l'alleanza strutturale con il Pd”. L’alleanza le cui prove di laboratorio dovrebbero appunto iniziare domani nel Lazio. 

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