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Lunedì, 20 Maggio 2024
Movimento 5 Stelle

Letta prepara il bis e una frangia dei 5 Stelle è pronta a seguirlo

E' stato Luis Orellana, senatore del M5S, a rompere gli indugi: "Bisogna essere pronti e non avere tabù. Potremmo avere un fortissimo peso contrattuale. In Sicilia abbiamo una alleanza in corso"

Ad agosto, nel bel mezzo delle vacanze, l’onorevole Alessandra Moretti, ex portabandiera della causa Bersani l’aveva annunciato: se il Pdl farà mancare l’appoggio al governo, Letta ha già pronto l’accordo con i grillini. Una nuova intesa per un nuovo ‘governissimo’. Smentite, accuse al veleno, la rabbia di Grillo. Il solito teatrino, un palcoscenico calcato già la scorsa primavera. Eppure la faccenda non si è arenata, anzi è andata avanti. Così a tutti coloro che hanno messo la lente d’ingrandimento in quella compattezza del Pd sul caso Berlusconi, e la sua possibile cacciata dal Senato, è venuto il sospetto che i democratici siano in una botte di ferro. Un po’ per via delle scelte di Napolitano e di quei quattro senatori a vita che appoggerebbero un eventuale Letta bis; un po’ proprio per quella frangia 5 Stelle pronta a sganciarsi dalla casa madre per farsi carico delle beghe di governo. 

M5S E IL GOVERNO LETTA – Vero, non vero? Fino a ieri sembrava possibile, ipotizzabile ma complicato. Oggi la voce da insistente si è fatta realistica. Almeno per quel che riguarda il pensiero di Luis Alberto Orellana, senatore 5 Stelle, che in mattinata, durante la riunione del gruppo, ha rotto tutti gli indugi: “Bisogna essere pronti e non avere tabù. Potremmo avere un fortissimo peso contrattuale. In Sicilia abbiamo una alleanza in corso. A Ragusa abbiamo vinto il ballottaggio perché' siamo stati aiutati”. Insomma la mano tesa da Letta, che c’è stata, potrebbe essere raccolta. Se non in toto, in parte. E pace per l’ira del Beppe nazionale.

DIMISSIONI – “Io – ha continuato Orellana – sono per il dialogo come eravamo per il dialogo ad aprile quando siamo andati a parlare con Vito Crimi e Roberta Lombardi. La piattaforma sono anni che viene promessa. L’ultima promessa era a luglio. Chi ha promesso si dimetta”, ha aggiunto puntando il dito contro “questa totale opacità di chi compone lo staff”.

MESSORA – Finita qui? Niente affatto. Sì, perché Orellana si è voluto togliere un altro sassolino. Stavolta contro il responsabile M5S della comunicazione al Senato, Claudio Messora che in post di fine agosto aveva messo nero su bianco il suo malcontento: “Nessuno giochi al piccolo onorevole. Nessuno pensi a nuovi compromessi storici. Nessuno creda di salvare se stesso qui si governa o si muore. Tutti insieme”. Asprissima la risposta del senatore: “Non deve succedere che una persona da noi stipendiata si permetta di farlo”, queste sono “offese”. “Gliel’ho detto via mail, l’ho comunicato anche al capogruppo Morra ma non ho mai avuto risposta . Voglio dirglielo anche di persona”.

SCONTRO – Un piccolo screzio? No, molto di più. La rappresentazione plastica di uno scontro in divenire dagli esiti imprevedibili: da una parte la premiata ditta Grillo-Casaleggio, e i fedelissimi, i cosiddetti ‘integralisti’; dall’altra l’anima più dialogante del M5S prontissima a discutere della questione futuro e alleanze anche con il Pd, Napolitano ed Enrico Letta.  

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