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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Emergenza carceri, lettera di Napolitano: "Indulto e amnistia"

Il presidente della Repubblica alle Camere: "La drammatica situazione carceraria va affrontata in tempi stretti". E apre alla clemenza. Polemici i 5 Stelle: "Vuole solo salvare Berlusconi"

“Perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi”. Cesare Beccaria, 1764 (da leggere). Un saggio breve, lucidissimo, enorme. E terribilmente attuale. Sì perché ancora oggi, nell’ottobre del 2013, in Italia e nel mondo si muore di carcere.

Penitenziario di Sollicciano, Firenze. La struttura è stata pensata e collaudata per circa 500 detenuti. Attualmente ne contiene oltre 1000. Più del doppio, il 100% di sovraffollamento. Con le celle da due riempite da quattro, cinque fino a sei persone. Senza spazio l’anima muore.

Così a Napoli, a Poggioreale, dove nei giorni scorsi, tra i Raggi del carcere, ha fatto visita il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Lì, durante la visita, tra lacrime e richieste di aiuto, troppo spesso inascoltate, il Presidente della Repubblica aveva annunciato l’imminente invio di un messaggio alle Camere. Già scritto, stava attendendo “un momento di maggiore serenità politica affinché venga letto e meditato con tutto lo sforzo e il coraggio”.

INDULTO E AMNISTIA – Oggi la lettera è arrivata. E non sono mancati i toni perentori: “Vi pongo con la massima determinazione e concretezza una questione scottante. Parlo della drammatica questione carceraria che va affrontata in tempi stretti”. Da qui l’invito ad una riflessione forte e coraggiosa: “E’ necessario – ha scritto nei messaggi letti da Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso al Senato – intervenire nell'immediato con il ricorso a rimedi straordinari”.

La traduzione dell’emergenza sta in due parole che ha citato nel lungo scritto, “indulto” e “amnistia”. Con tutte le precisazioni del caso: “La perimetrazione della legge di clemenza rientra nelle esclusive competenze del Parlamento”. Tuttavia, “l’effetto combinato dei due provvedimenti, un indulto per pene pari a 3 anni, e un’amnistia su reati” di piccola entità potrebbe rappresentare una risposta concreta al sovraffollamento da una parte e dall’altra consentirebbe di “adempiere tempestivamente alle prescrizioni della comunità europea”.

I 5 STELLE ATTACCANO: "L'OBIETTIVO E' SALVARE BERLUSCONI"

INCAPACITA’ DELLO STATO – Indulto e amnistia, ma anche reinserimento, espiazione della pena inflitta nel proprio Paese di origine ed una profonda ristrutturazione delle strutture carcerarie – anche sé la misura è stata bollata “insufficiente” – come contropartita buona per bilanciare alla “perdurante incapacità del nostro Stato nel garantire i diritti dei detenuti in attesa di giudizio e in esecuzione di pena”. Uno Stato colpevole perché “viene frustrato il principio costituzionale del carattere rieducativo della pena”.

E’ per questo che “l’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti”. La chiosa dell’intervento del Capo dello Stato è senza appello per la politica: “Inderogabile la necessità di porre fine senza indugio” a questa situazione.

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