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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Presidente della Repubblica

Quirinale, il "regno" è finito: Re Giorgio si è dimesso

Re Giorgio chiude la sua esperienza al Quirinale. Alle ore 10.43 la firma sulla lettera di dimissioni, che è stata poi consegnata alle Camere. Piero Grasso reggente a tempo: parte la corsa al Colle

ROMA - Si aprono le porte della "prigione", parole sue. Si chiudono, questa volta presumibilmente per sempre, quelle del Quirinale. E' stato il grande giorno dell'addio di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. E' stato il giorno della firma sulla lettera, arrivata alle 10.43, che ha chiuso il secondo mandato consecutivo di Re Giorgio, caso più unico che raro nell'Italia repubblicana. 

La fine del semestre di presidenza italiana dell'Ue ha portato con sé inevitabilmente la fine del "regno" di Napolitano. L'uomo del Colle, al Quirinale da nove anni senza sosta, lo aveva promesso e lo ha fatto. "Compiti troppo gravosi per la mia età", aveva annunciato agli inizi di dicembre, lasciando intendere che alla prima occasione buona avrebbe lasciato. E così è stato. Evidente che sulla scelta di Napolitano abbia influito quella instabilità politica che, ironia della sorte, aveva portato alla sua rielezione nell'aprile del 2013 e che lui, con impegno e senso delle istituzioni, ha provato a combattere e cancellare. Altrettanto evidente che, dopo nove anni di cerimoniali e impegni, Re Giorgio - ottantanove anni - fosse stanco del Colle e delle sue conseguenze. Un'insofferenza, palese, che martedì aveva confidato a una bimba che, innocentemente, fuori dal Quirinale gli aveva chiesto se fosse felice di tornare a casa. "Sì. Qui si sta bene ed è tutto molto bello - ha risposto con un sorriso il capo dello Stato - ma si sta troppo chiusi, è quasi una prigione". 

Ma alle 10.43 di mercoledì 14 gennaio tutto è diventato soltanto un ricordo. Il cerimoniale è stato eseguito come da previsioni: Napolitano, ormai ex presidente della Repubblica, ha firmato la lettera di dimissioni, il segretario generale del Quirinale, Donato Marra, l'ha consegnata ai presidenti di Camera e Senato e alla presidenza del Consiglio. Da quel momento in poi, la poltrona del Colle è rimasta vacante solo per pochi istanti con Piero Grasso che è diventato immediatamente reggente del ruolo, in virtù della sua posizione di presidente del Senato. 

La partita vera e proprio alla sostituzione, però, partirà nei prossimi giorni, quando tutti i partiti inizieranno le consultazioni per decidere il loro nome forte per il Quirinale. Napolitano, al momento, si è già tirato fuori. 

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