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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Il Governo invia navi militari in Libia contro gli scafisti, dall'Ue 46 milioni (finanziati dall'Italia)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato l'invio di navi militari italiane a supporto della Guardia costiera di Tripoli per operazioni di contrasto al traffico di migranti. Ora la parola definitiva al Parlamento. Gentiloni: "Mi aspetto un largo consenso"

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sull’invio di navi italiane in Libia. Si tratta ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di una "missione di supporto operativo alla guardia costiera libica".

“Credo – ha aggiunto Gentiloni – che sia molto importante considerare questo come un passo in avanti nel contributo italiano alla capacità delle autorità libiche di condurre loro iniziativa contro gli scafisti e a rafforzare la capacità di controllo delle frontiere, che è un pezzo di un percorso della stabilizzazione della Libia a cui l’Italia è particolarmente affezionata e sul quale siamo impegnati da alcuni anni. Quanto approvato è né più e né meno quanto richiesto dal governo libico” e “non è una iniziativa contro la sovranità libica”.

Il governo di unità nazionale libico, guidato da al-Serraj aveva infatti chiesto formalmente all'Italia "un sostegno tecnico, logistico e operativo, per aiutare la Libia nella lotta al traffico degli esseri umani e salvare i migranti". Nell'ambito di questa operazione, il governo di Tripoli ha precisato che "questi sforzi potranno prevedere anche la presenza di navi italiane che potranno operare dal porto di Tripoli, solo per questa ragione e in caso di necessita'". 

Navi in Libia, la parola passa al Parlamento

Il provvedimento che autorizza l'impiego di unità navali e aeree della missione 'Mare sicuro' in acque territoriali libiche sarà esposto alle Camere martedì prossimo.

Silvio Berlusconi ha già sottolineato il suo interesse nel dare una mano all'esecutivo incoraggiando contatti tra il Partito Democratico e Forza Italia. Dal canto suo i bersaniani di Mdp chiedono chiarimenti al premier sulla strategia.

Libia, accordo di pace tra Sarraj e Haftar

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Macron con il presidente libico Sarraj e il generale Haftar

Nella notte intanto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dato il suo placet al piano di mediazione per la Libia raggiunto alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, per un cessate il fuoco tra il premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj - debole ma sostenuto dall'Onu - e l'uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, sostenuto da Egitto, Qatar, Russia e Francia.

Serraj, nominato lo scorso anno, controlla a malapena Tripoli mentre Haftar, dopo la recente conquista di Bengasi - dopo 3 anni di tentativi - si ritrova legittimato non formalmente ma di fatto sul campo dai risultati militari. 

In una dichiarazione i Quindici hanno detto di accogliere con favore l'intesa dopo che per mesi l'Onu non è mai riuscita a rilanciare i negoziati sull'accordo di Skyrat del 2015, mai condiviso da Haftar e Tobruk, per un accordo di riconciliazione nazionale.  

Dopo il caso hotspot, il piano di costruzione di centri di accoglienza in Africa annunciato e poi ritirato dal presidente francese (che nel Sael ha schierato migliaia di uomini dell'esercito), Macron ha telefonato al presidente del Consiglio per un confronto sulla Libia.

Dalla Ue 46 milioni di euro per la Libia

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Pescatori libici soccorrono un barcone di migranti (Foto Mathieu Willcocks)

Programma da 46 milioni di euro per rafforzare le capacità delle autorità libiche di gestire i flussi migratori e di controllare le frontiere. E' il cosidetto Fondo fiduciario per l’Africa per “rispondere alle misure proposte dal Piano di azione per gestire i flussi migratori lungo la rotta del Meditarraneo centrale” e “punta a incrementare le attività di sostegno alla Guardia costiera e alla Guardia di frontiera libica e a rafforzare le loro capacità di governare in modo efficace i confini del Paese”.

Il programma sarà attuato dal ministero dell’Interno italiano e sarà cofinanziato dall’Italia. Il programma approvato oggi garantirà supporto all’addestramento, all’equipaggiamento e alla riparazione e alla manutenzione della flotta della Guardia costiera libica, rafforzando così le sue capacità di sorveglianza marittima e soccorso in mare. Verranno inoltre rafforzare le capacità operative della Guardia libica di frontiera lungo i confini meridionali, in particolare attorno alla capitale del Distretto di Ghat, nella regione del Fezzan. Si tratterà di un’attività “pilota” per creare o restaurare le strutture di controllo lungo la zona di frontiera. Il finanziamento di queste strutture “sarà legato all’accesso degli operatori umanitari per la protezione dei migranti nella regione e all’apertura di ‘spazi sicuro'”.

“Questo nuovo programma fa parte del nostro approccio globale – ha detto il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini – il rafforzamento del controllo dei confini andrà di pari passo con il lavoro che stiamo facendo per uno sviluppo socioeconomico sostenibile delle comunità locali, così come per la protezione, i rimpatri volontari e il reinserimento dei migranti”.

Lo scorso aprile, la Commissione europea aveva approvato un programma da 90 milioni di euro, per rafforzare la protezione dei migranti, dei profughi e delle comunità ospitanti in Libia.

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