Sabato, 15 Maggio 2021
REGIONE LOMBARDIA / Milano

Il governo della 'ndrangheta sotto la Madonnina

Arrestato Domenico Zambetti, assessore della Regione Lombardia: avrebbe pagato 200mila euro alla 'ndrangheta per garantirsi 4mila preferenze alle regionali del 2010. Ma è solo la punta dell'iceberg: "Inquinata la vita politica

L'arresto dell'assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, è solo la punta dell'iceberg. Quei 4mila voti in cambio di 200mila euro pagati a due esponenti della 'ndrangheta per la sua elezione nelle regionali del 2010 nascondono molto di più: la lunga mano delle 'ndrine su tutta l'area di Milano.

Sono Giuseppe D'Agostino, gestore di locali notturni già condannato per traffico di droga, ed Eugenio Costantino, imprenditore, i due uomini ai quali Domenico Zambetti ha chiesto, ed ottenuto, la garanzia per la sua elezione.

L'accusa per l'assessore è pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. Il sistema era semplice: cinquanta euro per ogni voto. In tutto, 200mila euro per 4mila voti. Il tutto da versare a rate con l'ultimo pagamento previsto - e rispettato - in data 15 marzo 2011.

"ASSESSORE DI PROPRIETA' DELLA 'NDRANGHETA". Complessivamente sono venti, diciotto in carcere e due ai domiciliari, le persone arrestate nel blitz firmato dal gip Alessandro Santangelo. "E' un fatto che la 'ndrangheta può inquinare la vita politica in Lombardia", ha sottolineato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che ha coordinato l'inchiesta. Ed "è acclarato che un rappresentante delle istituzioni si rivolge a un gruppo criminale con la consapevolezza di rivolgersi a dei mafiosi".

Zambetti, secondo l'accusa, era diventato "patrimonio di tutta l'organizzazione criminale". "Nel momento in cui un pubblico funzionario consapevolmente si porta verso una organizzazione criminale - ha affermato il magistrato - è evidente che rimane inglobato nel meccanismo e che deve fare dei favori. E' come se ci fosse stato un patto". Un aspetto particolarmente "inquietante", secondo Boccassini, è la circostanza che Zambetti, che a un certo punto si rifiuta di pagare, venga sottoposto a "minacce e atti di intimidazione e alla fine cede e paga".

MINACCE. "Bisogna fare attenzione... con il mangiare". Con queste parole, intercettate dagli investigatori nella nuova inchiesta milanese con al centro la 'ndrangheta e la politica, il presunto 'ndranghetista Giuseppe D'Agostino minacciò l'assessore lombardo Domenico Zambetti, finito oggi in carcere. La telefonata è riportata nell'ordinanza del gip Alessandro Santangelo. Dopo questa frase, scrive il giudice, il politico ''risulta chiaramente spaventato e rassegnato''.

LE PROMESSE DELL'ASSESSORE. Tra i vari favori promessi agli uomini della 'ndrangheta dall'assessore regionale lombardo Domenico Zambetti c'è anche l'interessamento per ''il rinnovo del contratto di parrucchiera per la sorella'' di Eugenio Costantino, presunto affiliato, e ''l'assegnazione di una casa Aler in favore della sua amante''. Zambetti nell'ordinanza del gip Santangelo viene anche indicato con l'alias ''Mimmo'', proprio come i presunti 'ndranghetisti che a fianco al nome hanno un nomignolo.

GLI ARRESTATI. Tra gli arrestati c'è anche Ambrogio Crespi, fratello minore dell'ex sondaggista Luigi. Sarebbe stato Crespi, secondo l'accusa, a rastrellare i voti nei quartieri periferici di Milano, avvalendosi dei suoi contatti con la criminalità organizzata. Sempre secondo l'inchiesta, alcuni uomini della 'ndrangheta qualificatisi come imprenditori offrirono voti per le elezioni del 2010 anche Vincenzo Giudice, padre di Sara Giudice, nota come l''anti-Minetti' perchè contestò la candidatura dell'igienista dentale nel listino di Formigoni.

IL BUNKER. Nell'abitazione di una delle persone arrestate i carabinieri hanno trovato un bunker. Dietro uno specchio, i militari hanno scovato una porta che portava in un cunicolo. "E' il secondo bunker trovato nel giro di poco tempo in Lombardia", hanno sottolineato i pm. Un particolare che, per gli inquirenti, dimostra come la 'ndrangheta sia ben strutturata nel territorio lombardo.

INFILTRAZIONE CONTINUA. Nonostante l'operazione 'Infinito' che nei mesi scorsi ha colpito al cuore alcune ramificazioni della 'ndrangheta nei centri di potere della Lombardia "l'associazione mafiosa calabrese - scrive il gip di Milano, Alessandro Santangelo - continua a operare nell'ambito della strutture di coordinamento unitario e a perseguire le finalità del suo programma criminale contando sulla complicità e sulla contiguità di una fetta significativa dell'imprenditoria e della politica di questa regione".

'NDRINE E IMPRESA. "Una pletora di imprenditori lombardi preferisce la scelta illegale di rivolgersi al crimine organizzato, piuttosto che intentare cause civili lunghe anni" per il recupero crediti. Il dato è sottolineato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.


Secondo il magistrato, per recuperare i propri crediti sono due le scelte che si pongono per gli imprenditori: "O rivolgersi allo Stato con delle cause, o rivolgersi alle organizzazioni mafiose".

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