rotate-mobile
Sabato, 25 Maggio 2024
Politica

E' Nicola Morra il nuovo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle

Il senatore grillino l’ha spuntata al ballottaggio, andato in onda via streaming , su Luis Alberto Orellana. Morra ai colleghi: "Vi prego di essermi accanto". E ai giornalisti: "Miglioreremo il rapporto con i media"

Il dopo Vito Crimi si chiama Nicola Morra. È lui il nuovo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle per il prossimo trimestre parlamentare. Con Morra, al ballottaggio dell’assemblea del gruppo di palazzo Madama, Luis Alberto Orellana, sconfitto per due soli voti. Ventiquattro i voti per Morra, 22 per Orellana. Due le schede bianche. Il tutto andato in onda sulla ‘Cosa’, il canale web dei 5 Stelle, direttamente dalla sala Nassirya del Senato.

MORRA – “Sarebbe stato sicuramente meglio di me”, ha detto subito Morra riferendosi allo sconfitto, Orellana. “Mi piacerebbe tantissimo – ha sottolineato davanti ai senatori grillini da nuovo capogruppo – essere all’altezza delle aspettative e vi prego di essermi accanto, anche con critiche costruttive. La porta del mio studio sarà sempre aperta per voi. Insieme si cresce – ha concluso il neo capogruppo – da soli si va alla deriva, dal primo all’ultimo dobbiamo avere tutti la consapevolezza di essere sulla stessa barca”. E ancora, una volta uscito dalla sala Nassirya ai giornalisti: “Porteremo avanti dei correttivi: siamo qui tutti per fare meglio” soprattutto nel “rapporto con i media”.

Prima della votazione, Nicola Morra aveva detto: “Uniti si vince, frantumati e divisi si perde. Noi siamo un movimento plurale, qualunque scelta sarà la scelta migliore”. Gli aveva fatto eco lo sfidante, Orellana: “Dobbiamo fare comunità, tra di noi e con la nostra rete. Con i colleghi della Camera dobbiamo migliorare la comunicazione e il collegamento con la Rete”. Stretta di mano tra i due contendenti, poi il voto, che ha premiato Morra.

CRIMI CONTESTATO

CRIMI – L’ultima giornata di Crimi da capogruppo, quindi, si è spesa nel dirigere i lavori per intercettare il suo successore. Vito Crimi, gli italiani se lo ricorderanno a lungo. A lui, affiancato dalla dirimpettaia di Montecitorio, Roberta Lombardi, è toccato il delicato compito di traghettare i neoeletti 5 Stelle dentro il Parlamento. Un compito non facile, e Crimi non ha mai perso occasione per palesarlo. Le gaffe con Napolitano, “Beppe ha tenuto sveglio il presidente”, per poi essere immortalato mentre si fa un pisolino sui banchi dell’aula di Palazzo Madama. Le sue uscite spesso non sincronizzate con il capo, quel Beppe Grillo che spesso, a mezzo blog, aveva preso l’abitudine a smentirlo. La vita familiare sbattuta in prima pagina da un collage rapito sul suo profilo Facebook. Fino a perdersi per Roma e mancare alla seduta che ha decretato l’assegnazione della presidenza della giunta per le elezioni a Sel.

CRIMI: "MI SONO PERSO"

E poi ce lo ricorderemo per la sua tempra dialogante, pacata e forse troppo buona (un bene ovunque, mai in politica). Come non ricordare il faccia a faccia in diretta streaming tra Bersani e Letta da una parte del tavolo e Crimi e Lomabrdi dall’altra. Stanza dei Cavalieri, Montecitorio, c’erano in ballo le consultazioni dell’allora premier in pectore Pierluigi Bersani che in quei giorni lavorava per fare il presidente del consiglio ed era ancora segretario del Pd. E, a vederla oggi, sembra che da quei giorni sia passata un’epoca. Bersani parla per una ventina di minuti. Lo interrompe Roberta Lombardi: “Sembra di stare a Ballarò”. Frase che non piacque quasi a nessuno.

M5S: CRIMI E LOMBARDI SOSTITUITI

Forse perché, pur nella nettezza dei concetti, Crimi non travalicò mai i confini della dialettica politica. E anche il quel caso emerse quel troppo buono, quel dire come stanno le cose, quell’elenco di no ma pronunciati con un tono quasi dispiaciuto. E forse, dispiaciuto, per come sono andate poi le cose, lo era davvero. Forse aveva capito che quel treno era meglio prenderlo che farlo scappare via, verso le inevitabili larghe intese. Nell’ultimo saluto da capogruppo, ha provato, per l’ultima volta a fare squadra: “La dialettica è stata scambiata per rottura, ma in realtà la dialettica è l’anima della democrazia. Le idee non sempre idee coincidenti, ma alla fine si arriva a una sintesi”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

E' Nicola Morra il nuovo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle

Today è in caricamento