Lunedì, 8 Marzo 2021
Politica

Il vento anti-Islam che soffia sull'Europa

Parigi sotto attacco per due giorni, la paura che torna nelle metropoli europee. Altissimo il rischio di una deriva populista: tanti i movimenti e i partiti già pronti a cavalcarla. In prima linea c'è Marine Le Pen

Torna l'incubo degli attacchi terroristici nelle città Europee: Parigi sotto assedio e nel caos ha evocato l'undici settembre 2001. Ma qualcosa da allora è cambiato. Pronti in diversi Stati dell'Unione ci sono già partiti e movimenti dichiaratamente anti-Islam. A cominciare proprio dalla Francia.

FRANCIA: Front National e Marine Le Pen - Durante gli attacchi al supermercato kosher e a Dammartin il padre della leader del Front National Jean-Marie Le Pen ha postato dal suo account Twitter una foto che incitava a votare la figlia. 

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Marine Le Pen ha spesso dichiarato "guerra" agli islamisti e il suo partito di estrema destra spesso ha cavalcato l'onda di sdegno, con le proprie posizioni anti-islamiche. La Francia, in questo senso, è più esposta a questo rischio, non soltanto per i recenti attacchi a Parigi. Tanti sono i francesi di fede islamica (circa sei milioni) e il rapporto tra Islam e stato francese non è mai stato caratterizzato dalla tranquillità. Tanto che si sono registrate le prime avvisaglie: diversi luoghi di culto e un ristorante kebab sono stati presi di mira dopo l'assalto alla rivista satirica, anche se non ci sono stati feriti.

GERMANIA: torna la paura e il neonazismo - Il 57% dei tedeschi pensa che l'Islam sia una minaccia e il 61% lo ritiene incompatibile con il mondo occidentale. Un dato inquietante, pubblicato dal settimanale Die Zeit sul proprio sito. C'è un sentimento di crescente diffidenza, nonostante la maggioranza dei tedeschi si reputi tollerante. Per questo il movimento Pegida (Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente) ha sempre più consensi e nei mesi scorsi tante sono state le loro manifestazioni pubbliche, insieme a esponenti dell'estrema destra tedesca neonaziosta e alcuni delle forze conservatrici più moderate. Xenofobia il primo punto: regole più severe per i rifugiati politici e per il diritto d'asilo, in modo da proteggere la "cultura occidentale". 

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GRAN BRETAGNA: Farage contro il multiculturalismo - Lo conosciamo perché ha avuto diverse intese con Beppe Grillo in parlamento europeo: lui è Nigel Farage, leader dell'Ukip, euroscettici e conservatori. Dopo l'attacco alla redazione di Charlie Hebdo si è subito affrettato a dichiarare che tutto ciò era il "risultato della politica piuttosto grossolana di multiculturalismo" dell'Europa e della stessa Gran Bretagna. Anche questo partito, come quello della Le Pen, guadagna sempre più consensi a casa propria. Nel caso di Farage c'è anche l'euroscetticismo, che aiuta molto nei consensi tra i britannici. Anche in Uk ci sono molto musulmani: tra il 4 e il 5% della popolazione. 

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SVEZIA: la democrazia che scricchiola sul multiculturalismo - Ben tre moschee sono state attaccate con colpi di molotov in Svezia, un paese con una lunga tradizione di tolleranza e accoglienza. Ultimamente però qualcosa sta andando male: lo storico welfare negli ultimi anni ha vissuto un graduale smantellamento che ha alimentato sentimenti xenofobi. Sono gli svedesi democratici, partito di estrema destra con a capo Jimmie Akesson, a cavalcare questi sentimenti con un 13% di consensi nelle ultime elezioni. E' l'unico partito a proporre modifiche restrittive alle politiche migratorie. Per emarginare politicamente il partito destra e sinistra hanno siglato un accordo politico bipartisan, che potrebbe però essere un'arma a doppio taglio, con il rischio dell'aumento del consenso. 

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OLANDA: dove è finita la tolleranza? - Da molto tempo nei Paesi Bassi si respirava un'aria anti-islamista e da oltre un decennio (prima di molti altri paesi dell'Unione europea) è attraversata da sentimenti xenofobi, tensioni e violenze che ruotano attorno all'Islam. Nel 2004 il regista Theo Van Gogh, autore del cortometraggio “Submission” sull'emancipazione femminile nel mondo islamico, fu assassinato. Oggi a cavalcare quei sentimenti c'è Geert Wilders, leader del Partito della libertà e autore a sua volta della controversa pellicola “Fitna”. Proprio per quel film dovrà rispondere alle accuse per discriminazione e incitamento all'odio, dopo un comizio prima delle elezioni europee. Adesso vive sotto protezione e il suo partito è in testa nei sondaggi.

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ITALIA: la Lega prima anti-sud e adesso anti-Islam - Da un po' di tempo l'attenzione del Carroccio si è spostata da "Roma Ladrona" all'immigrazione clandestina. Nonostante gli scandali che hanno visto coinvolta la famiglia del suo fondatore, il senatur Umberto Bossi, e quelli che invece riguardavano Cota e la regione Piemonte, il suo nuovo segretario Matteo Salvini ha dato nuovo vigore al partito, raccogliendo ottimi consensi durante le elezioni europee. Flirta spesso con Marine Le Pen, che si è detta "estasiata" dal suo successo e suo padre, Jean-Marie ne ha spesso tessuto le lodi. L'obiettivo primario della Lega non sembra più l'indipendenza della Padania ma la de-islamizzazione dell'Italia. Tanto che Salvini ha ripreso persino papa Francesco: 

Islam è pericoloso: nel nome di Allah purtroppo in giro per il mondo si uccide. Le condanne sono sempre troppo tiepide e non vedo le masse dei musulmani moderati in piazza. Con tutte le altre religioni non ci sono problemi. La religione islamica è un problema e il papa sbaglia a dialogare: si  preoccupi dei cattolici

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