Open Arms, no al processo a Salvini: Italia Viva non ha votato

La Giunta per le immunità del Senato ha deciso di respingere la richiesta dei magistrati siciliani di rinviare a giudizio il leader della Lega, Matteo Salvini

Matteo Salvini, foto Ansa

E' arrivato il primo verdetto: la Giunta per le immunità del Senato ha detto "no" alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per il caso Open Arms. Nel dettaglio sono stati tredici i voti contrari al processo: undici del centrodestra a cui si aggiungono quelli di Mario Giarrusso (ex Movimento 5 Stelle) e Alessandra Riccardi, in dissenso rispetto al suo gruppo del M5s. Sette invece i favorevoli. Al voto non hanno partecipato i tre senatori di Italia Viva. Cosa succede ora? A questo punto la richiesta di autorizzazione a procedere dovrà essere esaminata dall'Aula e la proposta di diniego avanzata dalla Giunta per essere confermata dovrà essere approvata con 161 voti, la maggioranza assoluta dell'Assemblea. Altrimenti si considererà respinta.

"Grazie ai senatori, ora vedremo cosa deciderà l'Aula, non sono preoccupato perché ho fatto il mio dovere", sono state le prime parole di Salvini dopo il "no" in Giunta al Senato. "Italia Viva non ha partecipato al voto, ma l'esito della votazione sarebbe stato comunque favorevole al voto della Giunta, dal momento che ci sono stati 13 voti a favore della relazione del presidente", ha detto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e presidente della Giunta per le immunità parlamentari di Palazzo Madama.

"La decisione della Giunta di oggi segna una battuta di arresto verso l'accertamento della verità e verso l'affermazione di un principio inderogabile, alla base della nostra Costituzione e di qualunque Convenzione internazionale, che stabilisce l'inviolabiltà della vita e della dignità delle persone, a prescindere dalla loro provenienza, dal loro sesso, dalla loro appartenenza politica o religiosa - è il commento a caldo della ong Open Arms dopo il voto su Matteo Salvini -. Ci auguriamo che il Senato voglia compiere una scelta diversa in un momento in cui è sempre più necessario affermare il diritto di tutti e tutte ad essere tratti in salvo se in difficoltà, a chiedere protezione, a ricevere accoglienza e cure, rispetto e gentilezza".

"Oggi che l'emergenza sanitaria ha portato il Governo italiano a chiudere nuovamente i suoi porti e a utilizzare navi private per la quarantena dei naufraghi, ribadiamo la nostra preoccupazione per scelte incomprensibili e pericolose - dicono -. Non consentire infatti a persone già provate da abusi e violenza di scendere a terra nel più breve tempo possibile, può portare a comportamenti estremi, disperati, finanche alla morte come dimostra il tragico incidente accaduto qualche giorno fa, durante il quale un ragazzo tunisino ha perso la vita gettandosi dalla nave Moby Zazà". E ancora: "La nostra imbarcazione è oggi in cantiere per effettuare le riparazioni necessarie che le consentiranno di tornare presto nel Mediterraneo, quel tratto di mare sempre più mortale, diventato oggi l'emblema di un'Europa assente, dove migliaia di vite continuano a chiedere aiuto e sono invece respinte, ignorate, dimenticate".

Open Arms, la giunta del Senato respinge la richiesta di processo per Salvini

La seduta dell'organismo presieduto da Gasparri è iniziata pochi minuti dopo le 9, poi il colpo di scena con la decisione dei tre senatori di Italia Viva di non prendere parte al voto. "Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all'aula. Non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall'ex ministro dell'Interno, che non sono arrivate", ha detto il capogruppo Iv in Giunta per le autorizzazioni del Senato, Francesco Bonifazi. "La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto", ha proseguito Bonifazi, "risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex ministro dell'Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest'ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l'avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un'attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell'arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto", ha concluso l'esponente di Iv.

L'accusa nei confronti di Salvini

La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato, presieduta da Maurizo Gasparri, era chiamata a decidere sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Palermo di processare l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'ambito della vicenda dei migranti della nave Open Arms. L'ipotesi di reato è relativa al sequestro di persona aggravato e al rifiuto di atti di ufficio per i fatti avvenuti ad agosto 2019, quando il leader della Lega era ministro dell'Interno. Salvini è accusato di non aver indicato il porto sicuro alla nave spagnola che aveva soccorso i migranti e di aver quindi negato il loro sbarco. L’allora titolare del Viminale negò per alcuni giorni l’approdo a Lampedusa e lo sbarco di 107 persone salvate in acque libiche e internazionali. La Giunta era chiamata a valutare se l’ex ministro dell'Interno abbia agito - come sostiene - per un preminente interesse pubblico di governo, oppure se andrà processato per sequestro di persona e omissione di atti di ufficio, commessi abusando del ruolo di ministro degli Interni, come da richiesta del tribunale dei ministri di Palermo.

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Quella di oggi è la terza decisione della Giunta su Matteo Salvini. Nella prima, per il caso Diciotti, la richiesta di processo venne respinta: la Lega era ancora al governo con il Movimento 5 stelle. La successiva, per il caso Gregoretti, venne accolta. Il processo, che vede Salvini imputato sempre di sequestro di persona per i migranti trattenuti a bordo della nave militare Gregoretti, avrebbe dovuto aprirsi a Catania il 4 luglio, ma è stato rinviato all'autunno 2020.
 

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