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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

Commissioni parlamentari, accordo Pd-Pdl: ecco i nomi

I giochi tra Pd e Pdl sono fatti. Le due forze di maggior peso a sostegno del governissimo si sono prese il grosso delle commissioni. Cicchitto alla commissione Esteri della Camera

Manca il nero su bianco ma la mappatura dei presidenti delle commissioni parlamentari è praticamente cosa da archiviare. I giochi tra Pd e Pdl sono fatti, ci sono i nomi, i cognomi e anche le intese. Ora manca solo il voto a certificare la nuova cartina geografica parlamentare. A due passi dal voto permane un’unica incertezza, quella che riguarda il tassello degli Affari sociali di Montecitorio. Tutto già scritto ma tuttavia la partita si chiuderà solo dopo il voto. Con i mal di pancia e le accuse, di ieri e di quest’oggi, del Movimento 5 Stelle e la Lega Nord che per adesso se ne lava le mani, non partecipa al dibattito in corso e pare abbia deciso di non prendere parte al voto.

Le ultimissime voci che arrivano dal Transatlantico parlano di una spartitura che si è andata delineando tra le due maggiori forze che sorreggono il governissimo. Alla Camera 8 presidenze andrebbero ai democratici, 5 al Popolo della libertà, una ai montiani di Scelta Civica. Stesso registro al Senato: 7 presidenze al Pd, 6 al Pdl, una a Scelta civica. La strategia è chiara, e sta nella dinamica dei lavori parlamentari. Il Parlamento fa le leggi, ma le leggi prima di entrare in aula passano dalle commissioni. In pratica l’esecutivo Letta ha blindato le larghe intese anche tra le commissioni. Così per non aver troppe sorprese.

COMMISSIONI CAMERA – Tutto come da copione tranne proprio sul nome voluto dai montiani. La sorpresa infatti della giornata è Pier Paolo Vargiu alla presidenza della commissione Affari Sociali. Questi i risultati ufficiali dell’elezione odierna:
Commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto (Pdl).
Commissione Giustizia: Donatella Ferranti (Pd).
Commissione Esteri: Fabrizio Cicchitto (Pdl).
Commissione Difesa: Elio Vito (Pdl).
Commissione Bilancio: Francesco Boccia (Pd).
Commissione Finanze: Daniele Capezzone (Pdl) .
Commissione Cultura: Giancarlo Galan (Pdl).
Commissione Ambiente: Ermete Realacci (Pd).
Commissione Trasporti: Michele Meta (Pd).
Commissione Attivita' produttive: Guglielmo Epifani (Pd).
Commissione Lavoro: Cesare Damiano (Pd).
Commissione Affari sociali: Pierpaolo Vargiu (Sc).
Commissione Agricoltura: Luca Sani (Pd).
Commissione Politiche Ue: Matteo Bordo

SENATO – Ad Anna Finocchiaro (con 18 voti) è toccato, come largamente preannunciato, la presidenza della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Sempre al Senato Mauro Maria Marino, del Pd, è il nuovo presidente della Commissione Finanze. Per lui 15 preferenze. All’ex presidente della Camera, leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, è andata – con 16 voti – la presidenza della Commissione esteri. Nicola Latorre, del Pd, è invece il nuovo presidente della Commissione Difesa. Per lui sono 17 le preferenze ottenute. Giuseppe Francesco Marinello, senatore del Pdl,  è il nuovo presidente della commissione Ambiente. Altero Matteoli, colonnello della truppa del Cav., è il presidente della Commissione Lavori pubblici. Il presidente della Commissione Industria è Massimo Mucchetti del Partito Democratico. Maurizio Sacconi è stato eletto con 17 sì presidente della commissione Lavoro del Senato. Roberto Formigoni, del Pdl, è stato eletto presidente della commissione Agricoltura. Emilia Grazia De Biasi è stata eletta presidente della commissione Sanità. Il senatore Andrea Marcucci, del Pd, è il nuovo presidente della commissione Istruzione e Beni culturali.

NITTO PALMA – E questa lunga giornata non si è fatta mancare neppure il colpo di scena. Nitto Palma, ex guardasigilli nell’ultimo governo Berlusconi, legatissimo a Nicola Cosentino, on ha passato la prova del voto. Sul suo nome, l’asse Pd-Pdl si è spaccato. Due votazioni, due fumate nere. Nella prima tornata i sì sono stati 12, nella seconda 13; uno in meno della maggioranza, posta a quota 14. Due alt decisi e tutto da rifare a cominciare da domani, quando la commissione si riunirà alle 14. Un esito che potrebbe lasciare il segno. Deciso il monito di Renato Schifani all’uscita della seduta: “Ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.

GRILLO – E mentre Pd e Pdl eleggono i 'suoi', sulla sponda dei 5 Stelle il clima si è avvelenato. In minoranza e tagliati fuori dai giochi, visto che Sel e Lega potrennero almeno spuntarla su un paio di presidenti, i grillini si sono fatti sentire: “Anche solo immaginare di dare le presidenze che ci spettano a Sel e Lega, significa tentare di fare un Gran Premio facendo correre gli avversari con il muletto, ma il risultato non sarebbe tagliare il traguardo, bensì schiantarsi contro le tribune alla prima curva seria, essendosi privati dei freni”. Lo scrive il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi sul blog di Beppe Grillo in un intervento titolato appunto “Le riserve all’opposizione”. Gli fa subito eco Roberta Lombardi: “Lo sapete dello scambio fra Pdl e Fratelli d'Italia per la giunta? Da noi questa si chiama porcata. Danno la presidenza a Fratelli d'Italia per fare una finta opposizione”. E in questo clima arroventato non è mancata la voce di Beppe Grillo, direttamente su Twitter: “La prassi vuole che le presidenze del Copasir e della Vigilanza Rai vadano all’opposizione, ovvero al MoVimento 5 Stelle”. Copasir e Rai, le due commissioni chieste dai 5 Stelle nella prima tornata di consultazioni al Quirinale.

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