Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Caso De Girolamo, il ministro si difende: ma in Aula non c'è nessuno

Nunzia De Girolamo, sotto accusa per presunte intromissioni nella scelta di dirigenti e appalti dell'Asl di Benevento, si è difesa in Aula. Ma al suo arrivo, Montecitorio era deserta

ROMA - Il giorno più lungo per Nunzia De Girolamo è arrivato. Alle 9:17 di questa mattina il ministro delle Politiche agricole si è presentato in Aula per giustificare la sua presunta "intromissione" nella scelta di dirigenti e appalti dell'Asl di Benevento. L'interpellanza presentata dal Pd - con primo firmatario Nicodemo Oliverio - punta infatti a fare chiarezza sull'intervento "poco trasparente" della De Girolamo nella vicenda dell'inchiesta della città campana. 

Dopo il caos dei giorni scorsi, con richieste di dimissioni piovute da più parte, l'interesse dei parlamentari sembra però essere "tragicamente" scemato. Quando la De Girolamo è arrivata in Aula per il suo intervento, infatti, la Camera si presentava praticamente deserta. Ad attenderla solo gli "amici" Renato Brunetta, Fabrizio Cicchitto e il collega minnistro Andrea Orlando. 

LE ACCUSE - Aula deserta o meno, comunque, la De Girolamo si è dovuta difendere dalle accuse piovutegli addosso dopo la pubblicazione delle registrazioni fatte dall'ex direttore amministrativo della Asl della città, Felice Pisapia , durante un incontro privato del luglio 2012 in casa del ministro. Tra le frasi finite nei verbali e pubblicate da alcuni quotidiani c'è un "mandagli i controlli e vaffa..." riferito all'ospedale Fatebenefratelli di Benevento, il cui bar è gestito da anni da una società amministrata dal marito della zia del ministro. L'altro appalto riguarda invece il servizio 118, denunciato dall'azienda Sanit che prima lo gestiva e non lo ha ottenuto nuovamente dopo una serie di peripezie. L'indagine sulle truffe alla Asl ha fatto emergere un "direttorio politico-partitico costituito al di fuori di ogni forma di legge - scrive il gip Flavio Cusani nell'ordinanza cautelare per Pisapia - che si occupava, in funzione di interessi privati e di ricerca del consenso elettorale, con modalità a dir poco deprimenti e indecorose, di ogni aspetto della gestione dell'Asl".

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