Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Sì al rimpasto, il governo Renzi si 'allarga': 7 nuovi sottosegretari e un ministro

Il Consiglio dei ministri ha effettuato in tutto dodici nomine, tra "new entry" e spostamenti o promozioni di esponenti già presenti all'interno dell'esecutivo. Nel rimpasto, la coalizione di Alfano guadagna cinque poltrone, compresa quella del neo-ministro gli Affari Regionali Enrico Costa, con delega alla famiglia

Via libera al rimpasto di governo. Dopo oltre un anno di stand by, Matteo Renzi chiude definitivamente la partita della squadra di govern, che passa da 56 a 64 membri, grazie alla nomina di sette nuovi sottosegretari e di Enrico Costa di Area Popolare come neo ministro degli Affari regionali, con delega alla famiglia. Il Consiglio dei ministri ha effettuato anche altre quattro nomine che vedono lo spostamento o la promozinoe di esponenti già presenti all'interno dell'esecutivo. Indicazione di Costa come nuovo ministro era stata ampiamente anticipata in questi giorni, ma è stata ufficializzata in Consiglio dei Ministri solo ora. La nomina del ministro spetta però al Presidente della Repubblica, e dunque bisognerà aspettare questo passaggio, probabilmente già domani in serata. Il timing accreditato prevede alle 19 il neoministro al Colle e alle 21 a palazzo Chigi giuramento e brindisi per il nuovi Sottosegretari.

Fra i nomi annunciati per il rimpasto, alcuni erano ampiamente attesi, qualcun altro è arrivato a sorpresa. In particolare i due sostituti di Costa alla Giustizia: un 'due per uno', perchè per un vice ministro che esce, entrano due sottosegretari: l'Ncd Federica Chiavaroli e il Dem Gennaro Migliore. Enzo Amendola, responsabile esteri della segreteria Pd, da tempo aspettava di entrare alla Farnesina: si diceva come viceministro, al posto del dimissionario Lapo Pistelli, ma deve accontentarsi di un posto da sottosegretario. "Si è preferito promuovere vice ministro Mario Giro, che ha già maturato esperienza come sottosegretario", spiegano dal governo. Resta invece a palazzo Chigi Sandro Gozi, che i boatos indicavano in uscita verso la Farnesina, viste le difficoltà nellagestione del rapporto tragoverno e Commissione Ue. Fulminante l'ascesa di Tommaso Nannicini: entrato in corsa a far parte della squadra dei consiglieri economici di Renzi, ora arriva al governo come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, superando di slancio Filippo Taddei. Da lì, spiegano fonti dell'esecutivo, si occuperà in particolare di lavoro, anche perchè Teresa Bellanova, finora sottosegretario al Lavoro, dovrà 'attraversare' via Veneto e traslocare allo Sviluppo Economico, dove prenderà la poltrona di viceministro lasciata libera da Claudio De Vincenti la scorsa estate. Nessuno prenderà il suo posto al Lavoro. Un 'due per uno' si registra anche alla Cultura: al posto di Francesca Barracciu, dimissionata per l'inchiesta sui rimborsi da consigliere regionale, arrivano Dorina Bianchi (Ap) e Antimo Cesaro (Scelta Civica). Gli epigoni di Mario Monti incassano anche la promozione del segretario Enrico Zanetti: era sottosegretario all'Economia, diventa viceministro.

Un ritorno atteso era invece quello di Antonio Gentile: potente esponente calabrese di Ap, aveva dovuto lasciare la carica di sottosegretario alle Infrastrutture per presunte minacce in favore del figlio. Finita nel nulla la vicenda, torna al governo ma allo Sviluppo Economico. Pare per l'opposizione di Graziano Delrio che non lo voleva nel suo ministero. Ma per Ap il ritorno di Gentile era dovuto, e la soluzione trovata è stata tutta interna: la collega di partito Simona Vicari si sposta lei alle Infrastrutture, lasciando al Mise il posto per Gentile.

Ragionando in termini di partito, il Pd ha due nuovi sottosegretari in Amendola e Migliore, un altro di 'area' in Tommaso Nannicini, e la promozione di Teresa Bellanova a viceministro. Area popolare, oltre alla promozione a ministro di Costa (parziale risarcimento per le dimissioni di Maurizio Lupi) incassa due nuovi sottosegretari con Chiavaroli e Dorina Bianchi e il ritorno di Antonio Gentile. Scelta Civica ottiene la promozione di Zanetti e l'ingresso di Cesaro.

Oltre alle nomine, il Consiglio die ministri ha approvato anche il ddl per il contrasto alla povertà che consentirà "di costruire strumenti di contrasto in linea con il pontenziamento del sistema di welfare del programma di governo", come ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Claudio De Vincenti. Sì anche al ddl sul lavoto autonomono, per aumentare le tutele "per i giovani a partita Iva e per tutti gli autonomi", che prosegue il lavoro di estensione delle tutele già avviato con il Jobs Act e  alla delega sul cinema "secondo una linea di potenziamento di interventi culturali e artistici nel nostro paese".

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