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Sabato, 22 Gennaio 2022
Nuovo governo

Eletti i nuovi presidenti: Boldrini alla Camera, Grasso al Senato

Dopo una lunga giornata è riuscito il "piano Bersani": l'ex procuratore di Palermo sarà il nuovo presidente di Palazzo Madama. A Montecitorio per la terza volta una donna.

Il Parlamento ha scelto i suoi garanti. Laura Boldrini alla Camera, Pietro Grasso al Senato. Dopo una due giorni complicati, sei fumate nere e un ballottaggio, a Montecitorio e a palazzo Madama sono state poste le prime due pietre angolari della XVII legislatura. Laura Boldrini è la terza donna a salire nello scranno più alto di Montecitorio dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Eletta nelle liste di Sel nel collegio di Sicilia 2, si è sempre distinta per il suo impegno per i rifugiati, tanto da essere nominata all'Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu. Ruolo che ha ricoperto dal 1998 al 2012. Pietro Grasso, ex Procuratore Nazionale Antimafia, nel giro di tre mesi ha lasciato le procure, sedotto dal progetto Bersani, e si è ritrovato garante di un pezzo del potere legislativo. Custode della legalità prima, ora seconda carica dello Stato.

BOLDRINI ALLA CAMERA GRASSO AL SENATO - IL PUNTO

LA DIRETTA

SENATO - E' Pietro Grasso, l'ex Procuratore Nazionale Antimafia, la seconda carica dello stato.

GRASSO NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO

“VERGOGNATEVI” – Appena giunto a Roma, Silvio Berlusconi, prima di entrare al Senato, è stato contestato da alcune persone fuori il palazzo Madama. Il Cavaliere ha fatto per entrare ma poi è tornato indietro e gli ha gridato: “Vergognatevi!”. Poi una volta dentro ha dichiarato: “Sono qui per votare Schifani”.

LA VIRATA IMPROVVISA – La rabbia corre via web e il Movimento 5 Stelle fa un’improvvisa inversione di marcia. “Amici. Libertà di voto. Senza contrattazioni e senza trucchi”, questo quanto deciso in extremis dell’assemblea dei senatori del Movimento 5 Stelle, secondo le indicazioni su Facebook del senatore Bartolomeo Pepe.

LA RABBIA DEL WEB – Riunione tesa, toni aspri e sostenuti. Poi le parole di Crimi: ““Non faremo da stampella a nessuno. Il Movimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto”. Passano pochi minuti e si scatena la rabbia via web verso i neo eletti 5 Stelle. Sul banco degli imputati le esitazioni sul nome di Pietro Grasso. Addirittura su Twitter è nato un hashtag, #M5SpiùL che fa il verso al modo con cui Grillo chiama il Pd (PdmenoL). Due sono le cose che vengono rimproverate ai senatori 5 Stelle: la mancanza di diretta streaming della loro riunione per decidere l’atteggiamento da tenere al ballottaggio, e la stessa indecisione di fronte alla scelta tra Schifani e Grasso.

GRASSO – L’ultima chiamata per l’elezione della presidenza del Senato è appena cominciata. Dopo ore di vertici e telefonate incrociate lo schema sembra chiaro. Pd compatto su Grasso, Pdl su Schifani. Per questo, in virtù della maggioranza relativa tra i banchi dell’Aula, l’ex Procuratore Nazionale Antimafia, si avvia verso l’elezione. Sempre che tutti, nella segretezza dell'urna, rispettino l'indicazionedi voto emersa al termine delle riunioni dei gruppi parlamentari.

Pietro Grasso, il nuovo presidente del Senato

SCELTA CIVICA SCEGLIE SCHEDA BIANCA – È durata poco meno di un’ora il vertice di Scelta Civica. All’uscita dal vertice i 21 senatori centristi hanno sciolto tutti gli indugi: al ballottaggio voteranno scheda bianca.  “Nella situazione politico-istituzionale che si è venuta a determinare – è scritto in una nota – le forze che si riconoscono nel gruppo Scelta Civica per l’Italia ribadiscono che l’assetto di vertice delle istituzioni non può rispondere solo a logiche di parte. La drammatica situazione del Paese richiede una coraggiosa impostazione riformatrice che solo situazioni che siano rappresentative di una forte coesione nazionale possono assicurare. Per queste ragioni abbiamo deciso di votare scheda bianca anche in occasione del ballottaggio per l'elezione del presidente del Senato”.

5 STELLE, SCHEDA BIANCA – A maggioranza e non all’unanimità, i grillini, dopo l’ultimo vertice che si è tenuto a Palazzo Madama, hanno scelto di portare avanti la linea intrapresa 24 ore fa. “Non faremo da stampella a nessuno. Il Movimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto”, ha dichiarato Vito Crimi, il capogruppo al Senato dei 5 Stelle. “Non c’è stata l’unanimità nella decisione del nostro gruppo”, ha confessato Orellana, senatore dell'M5S. A quanto pare il vertice è stato tesissimo, dai toni forti.

BERLUSCONI – Silvio Berlusconi, il leader del Pdl, nel primo pomeriggio ha raggiunto la capitale per la partita decisiva, quella per la presidenza del Senato. Per questo è in corso a Palazzo Grazioli un vertice tra Silvio Berlusconi e i big del partito, tra cui il segretario Angelino Alfano, in vista della quarta votazione.

VENDOLA – “Non ci può essere un’esitazione quando la scelta è tra una personalità come Grasso e Schifani. Credo che ciascuno si qualificherà in quel voto”.

MONTIANI SPACCATI – Contatti incessanti tra i montiani e i ‘pidiellini’. In ballo ci sono quelle schede che, se i grillini dovessero confermare l’appoggio al proprio candidato, potrebbero essere decisive. Così alle 15:30 è iniziata una riunione tra i centristi tesissima. Il pressing del partito di Silvio Berlusconi per farli convergere sul loro candidato, Renato Schifani, è apparso evidente nell'Aula del Senato: fitti conciliabili ci sono stati fra lo stesso Monti e Schifani, ma anche fra Mario Mauro, Andrea Olivero, Benedetto della Vedova da un lato e Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Paolo Bonaiuti e Denis Verdini dall'altro. Tanto che a un certo punto i pidiellini hanno iniziato a cantare vittoria: “Monti è molto adirato con il Pd”, sosteneva un senatore berlusconiano, secondo il quale il premier era fortemente tentato dall'idea di far convergere i suoi 21 voti su Schifani. Poi qualcosa è cambiato. Raccontano che Pietro Ichino si sia opposto con forza.

VESPA ‘STANATO’ DAI GRILLINI – Siparietto a Palazzo Madama tra Luis Alberto Orellana, candidato del M5S alla presidenza del Senato e Bruno Vespa: “Abbiamo incrociato Bruno Vespa nella zona riservata ai senatori – racconta Orellana – e gli ho chiesto perché fosse lì”. “È forse un giornalista speciale?” gli ho chiesto. Orellana, poi, fermato dai giornalisti insieme al suo collega Andrea Cioffi, ha raccontato che Vespa, di fronte alla contestazione dei ‘grillini’, se l’è cavata con una battuta: “Sapete, sono nuovo e non conosco le regole”. “Non ci piacciono i privilegi – ha aggiunto Orellana conversando con i cronisti – per questo gli abbiamo chiesto come mai stesse lì insieme ad alcuni senatori”. “Visto? – gli fa eco Cioffi sempre rivolgendosi ai giornalisti – anche voi non siete tutti uguali”.

CRIMI – “Noi abbiamo fatto una scelta e quella scelta manteniamo”. È stata questa la risposta che Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha dato ai giornalisti prima di entrare alla riunione del gruppo in corso a Palazzo Madama. Né Grasso, l’uomo del Pd, né Schifani, la candidatura avanzata dal Pdl.

L'INTERVENTO IN AULA DI LAURA BOLDRINI | IL VIDEO

FUMATA NERA – Terza fumata nera al Senato. Si va al ballottaggio tra Grasso e Schifani. L’ultima chiamata, quella che a questo punto eleggerà il presidente di palazzo Madama, è prevista alle 16:30.

BERSANI – “Sono molto molto soddisfatto, abbiamo eletto una candidato di grandissimo profilo culturale e moralmente indiscutibile e di cambiamento e l’abbiamo offerta all'elezione di tutti”.

Laura Boldrini è il nuovo presidente della Camera

L'elezione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera

SPOGLIO – È iniziato lo spoglio alla Camera. Laura Boldrin, a due metri dell’elezione, è uscita dall’aula

BALLOTTAGGIO – Sempre più probabile il ballottaggio per stabilire il nuovo garante del Senato. Se la terza fumata dovesse essere nera, molto probabilmente il testa a testa sarebbe tra Grasso e Schifani. Il candidato 5 Stelle, Orellana, al momento appare tagliato fuori dai giochi

LAURA BOLDRINI – Non ha votato e non è in aula. Segnale importantissimo. Succede quando il futuro presidente è prossimo all’elezione. Pare stia già preparando il discorso di insediamento. Dopo la prima chiamata è stato Vendola ad accompagnarla al voto.

SCHEDA BIANCA DEI MONTIANI – Il gruppo di Mario Monti non scende a patti con il Pd. Grasso e Boldrini  non convincono i centristi. Per questo Scelta Civica ha confermato l'orientamento già emerso in mattinata: votare scheda bianca per le presidenze di Camera e Senato.

IL NO DI GRILLO – Il Pd propone Boldrini alla Camera. il no, grazie, quello importante, arriva dei neo eletti 5 Stelle che non sono disposti a cedere di un millimetro. “Noi continueremo a votare il nostro Roberto Fico”.

BOSSI – Il Pdl vota Schifani al Senato? “Evidentemente amici ne ha... Comunque punta ad avere i voti dei montiani”. E sulla scelta di Bersani? Il leader storico del Carroccio è netto: “Non capisco la mossa di Bersani. La sua è una mossa di chiusura. Avrà pure compattato il suo partito, ma come fa ad agganciare le altre forze politiche?”. Chiude con la partita per il nuovo inquilino del Colle: il candidato della Lega per il Quirinale “è Tremonti”.

IL PDL CANDIDA SCHIFANI – Anche il Pdl ha fatto la sua mossa. Alla guida di palazzo Madama ha avanzato il presidente uscente, Renato Schifani: “È una candidatura del Pdl ma è una candidatura istituzionale che noi offriamo a tutto il Senato perché' con il ticket proposto dal Pd si vuole lasciare il paese senza un governo mentre noi con responsabilità vogliamo che nasca”. Lo ha affermato Angelino Alfano lasciando palazzo Giustiniani al termine dell'assemblea dei Senatori del Pdl. Sul nome di Schifani trovato l’accordo con la Lega.

SENATO – Anche a Palazzo Madama è cominciato la terza chiamata per l’elezione della seconda carica dello stato.

CAMERA – Dopo le tre fumate nere di ieri è cominciata a Montecitorio la quarta votazione per l’elezione della terza carica dello stato.

5 STELLE – Dal M5S, ai nomi proposti dal Pd, arriva un sì e un no. I nomi piacciono: “Prendiamo atto che abbiamo stimolato un cambiamento: non ci sono i soliti nomi. Ne siamo soddisfatti”, afferma Roberta Lombardi, la capogruppo dei grillini alla Camera. Subito dopo tuttavia non mancano le dolenti note. Ma qui il discorso si fa politico: “Siamo di fronte alla maggioranza che prende tutto”. Per questo parte l’attacco a Nichi Vendola: “Che incoerenza dal presidente di Sel: ieri dichiarava ‘urbi et orbi’ che avrebbe votato per il nostro candidato, poi evidentemente nella notte ha trovato un accordo con la maggioranza. È la solita vecchia politica”

"PARLAMENTO BLOCCATO": IL PUNTO | PRIMO GIORNO DI LEGISLATURA

DON CIOTTI – Anche l’anima di Libera, questa mattina impegnato in una grande manifestazione a Firenze organizzata dall’associazione per dire no alla mafia, ha commentato la coppia di nomi proposta dal Pd: “Sono dei bei nomi. Piero Grasso e Laura Boldrini sono persone di grande valore, con una storia significativa. Laura Boldrini ha fatto una grande esperienza all’Onu in difesa dei diritti umani e Piero Grasso è un inequivocabile simbolo della lotta alla mafia, frutto della ‘scuola’ di Falcone e Borsellino”.

BERSANI CONTRO MONTI – “Con M5S c’è stato un confronto non improduttivo ma non è andato a buon fine, da altri c’è stato un disimpegno che ha causato un’evidente sorpresa”. Così Pier Luigi Bersani, nell’incontro con i senatori del Pd, valuta il comportamento di Monti e la decisione finale di Scelta Civica di evitare intese sulle presidenze di Camera e Senato.

CICCHITTO CONTRO LE SCELTE DEL PD – “Quella del Pd-Sel sulla presidenza di Camera e Senato è una scelta doppiamente inquietante: da un lato c’è il disegno di una totale occupazione del potere istituzionale, dall'altra c’è una scelta in direzione giustizialista, massimalista e del terzomondismo più estremo”.

IL NO DI NAPOLITANO A MONTI – Monti ieri si era fatto avanti per la presidenza del Senato. Nome forte, di peso. La discussione tuttavia è stata stoppata nel nascere questa mattina proprio dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “È importante che in sede europea, e nell’esercizio di ogni iniziativa possibile e necessaria specie per l'economia e l’occupazione, il governo conservi la guida autorevole di Mario Monti fino all’insediamento del nuovo governo (per la cui formazione inizierò le consultazioni di rito mercoledì 20)”. Monti si allinea al volere del Capo dello Stato, ma la prende maluccio, come raccontano i suoi: “Napolitano ha sostenuto la sua posizione giuridica sulla base di alcuni appunti, io ho ribadito il mio dissenso sulla base di altri appunti. È stato molto netto nella considerazione delle ricadute dal punto di vista giuridico-istituzionale, soprattutto sul piano internazionale. Io mi sono rimesso alle sue decisioni, pur non condividendole”.

La prima reazione, via twitter, è di Matteo Renzi: "Pietro Grasso e Laura Boldrini sono due ottime proposte del Pd. Da Firenze, dalla manifestazione di Libera, facciamo il tifo per loro". 

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