Domenica, 20 Giugno 2021
omicidio stradale

Retromarcia sull'omicidio stradale: via "l'ergastolo della patente"

Secondo il relatore del disegno di legge la sanzione è incostituzionale per la "definitività dei suoi effetti". Nel testo depositato in commissione Giustizia a palazzo Madama è prevista invece una sospensione da 5 a 12 anni

ROMA - Niente più “ergastolo della patente”. Dal disegno di legge sull’omicidio stradale, depositato in commissione Giustizia al Senato, è sparita la sanzione che prevedeva il ritiro a vita della patente per i casi più gravi. Invocata a gran voce dai familiari delle vittime, in realtà sarebbe incostituzionale. Questa l’opinione del relatore del provvedimento, Giuseppe Luigi Cucca del Pd, che così si è espresso: “Un simile meccanismo sanzionatorio per la definitività dei suoi effetti non appare difendibile sul piano della legittimità costituzionale”. Restano al momento la sospensione della patente da 5 a 12 anni.

Sul Corriere della Sera, Beppe Severgnini critica la “retromarcia” sull’omicidio stradale e la scomparsa della sanzione a vita, “dopo essere stata garantita (ai parenti della vittime), minacciata (ai pirati della strada) e promessa (all’opinione pubblica)” e ricorda i numeri della tragedia sulle nostre strade: “tremila morti e duecentocinquantamila feriti”, di cui “un terzo riconducibili a alcol e droga”. “Forse non sono abbastanza”, chiosa il giornalista. Certo, “altri Paesi europei non arrivano a prevedere ‘l’ergastolo della patente’ (Germania, Regno Unito, Francia)”, ma “hanno una giustizia efficiente e pene certe" e “in Italia, nella terra delle leggi impotenti e delle infinite scappatoie, si aprono invece varchi enormi”. Restano in piedi i possibili emendamenti al testo della legge, ricorda Severgnigni e “il relatore Cucca sostiene che il primo sarà suo: revoca della patente, non semplice sospensione, per chi commette certi reati (in sostanza, sarà necessario rifare l’esame)”, mentre “altri ricordano che, comunque, con le nuove regole, la sanzione diventerà penale, non amministrativa; e scatterà anche in caso di applicazione della condizionale”.

Sulla questione dell’omicidio stradale interviene anche Marina Fontana, la vedova di Roberto Cona, ucciso dal conducente di un tir nel luglio 2013 in autostrada. “Il ddl non prevede il ritiro permanente della patente di guida - ha detto Fontana all’Adn Kronos - Noi chiediamo di prevedere l'ergastolo della patente nei casi più gravi (omicidio multiplo o mancato soccorso). Il ddl non prevede l'arresto immediato che noi riteniamo invece vada previsto. Concordiamo inoltre con chi ha segnalato che 8 anni di minimo della pena sono davvero troppo pochi rispetto alla possibile diminuzione per gli sconti di pena”. Marina Fontana sarà oggi in piazza, davanti al Senato, per consegnare “dei fogli a tutti i senatori che entreranno al Senato, per chiedere loro di presentare gli emendamenti ancora mancanti per fare dell'omicidio stradale una legge giusta”. 

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