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Giovedì, 30 Maggio 2024

Alberto Berlini

Giornalista

"Onorevoli pagliacci" e questa volta voi ci avete chiesto di ricordarvelo

"Se domani mattina (oggi, ndr) non ci sono i Presidenti di Camera e Senato, siete tutti legittimati a dire che siamo dei pagliacci". Lo aveva detto l'onorevole di Forza Italia Giorgio Mulé. Risentiamo le sue parole.

Caro Giorgio Mulé purtroppo le parole hanno un peso. Lei ci legittima e noi non possiamo che cogliere una occasione servita su un piatto d'argento: non per insultare lei e i suoi onorevoli colleghi, ma semplicemente per ricordarvi che se l'astensionismo in Italia ha raggiunto un livello mai visto in passato (alle elezioni politiche del 25 settembre hanno votato solo il 63% degli aventi diritto) è perché dei giochi di palazzo agli italiani importa veramente poco. Sono proprio gli accordi sotto banco, i veti e i contro veti che ora più che mai allontanano gli elettori dall'appuntamento con la democrazia. La vostra posizione richiede quella serità che gli italiani si aspettano da parlamentari eletti in un momento come questo, in cui è necessario un governo nel pieno delle sue funzioni. Perché i conti delle bollette energetiche arrivano ogni giorno inesorabilmente nelle case mentre anche il prezzo della benzina si sta rialzando e lo "sconto" alle eterne accise sta per terminare. Ci sono aziende che guardano con spavento ai conti di fine anno, e ancor di più a quelli del 2023 quando se la recessione colpirà - come atteso - anche il nostro paese, ci troveremo a dover parlare di cassa integrazione e nuovi disoccupati invece che di programmi di rilancio. 

Serve serietà. Serviva da subito. Invece alla prima occasione è andato in scena il più circense degli spettacoli politici. Si era detto che i presidenti di Camera e Senato sarebbero stati eletti subito, al primo scrutinio a suggello di un accordo che avrebbe portato il centrodestra su un tappeto rosso di fronte al presidente della Repubblica per chiedere il mandato governativo. Invece alla Camera dei Deputati questa sera mancherà ancora un presidente eletto, mentre il neo presidente del Senato è stato eletto ma non si sa da chi. Sono i giochi del palazzo, i giochi del voto a scrutinio segreto. Perché cercando la quadra per una poltrona al governo i senatori di Forza Italia si sono dichiarati assenti a Palazzo Madama mentre Silvio Berlusconi mostrava i segni di un nervosismo quanto mai mal celato. Negli ambienti di Palazzo si dice che il tutto ruoti intorno al veto per un posto di governo per Licia Ronzulli, fedelissima proprio di Silvio Berlusconi. E per ripicca i senatori forzisti hanno fatto mancare il loro appoggio proprio al candidato della coalizione. 

A sorpresa La Russa è stato eletto. Non di certo con i voti del centrodestra. Un fatto clamoroso. Mentre al Senato gli onorevoli si guardavano stupiti nella proverbiale caccia al "franco tiratore" alla Camera andava in scena un tutto contro tutti con accuse incrociate. Si parla di un segnale dato da Pd e M5s, o da Italia Viva e Azione, per aggiudicarsi le vicepresidenze delle Camere. Giochi di poltrone, giochi che poco interessano agli italiani e che anzi, allontano dalla politica. Quella vera, che risolve i problemi delle persone, e non le rendite di posizione. 

Caro Mulé, oggi avete fatto la figura dei pagliacci. Lo ricordi ai suoi colleghi. 

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