Sabato, 23 Ottobre 2021
Grandi opere

Grandi opere incompiute, un'emorragia tutta italiana

Convegno nell'eterno cantiere della Città dello Sport di Roma. Il ministero delle Infrastrutture: "Pronti 1,5 miliardi per terminare 694 opere". Il Veneto chiede 535 milioni di euro. Nel Lazio il maggior numero di "cattedrali nel deserto": 83 opere mai finite, comprese le Vele di Calatrava

ROMA - Dalle strade, alle scuole, dai loculi cimiteriali fino alle cosiddette "Vele di Calatrava". Sono 693, anzi "694 perché nel conteggio manca proprio la Città dello Sport di Calatrava", le opere incompiute in Italia per le quali sono già stati spesi oltre 3 miliardi di euro. Ma, per completarle, servono altri 1.500 milioni. Da qui è partito il convegno dedicato alle opere incompiute in Italia organizzato dal ministero delle Infrastrutture, dalla Conferenza delle Regioni e dall'Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (Itaca).

CONVEGNO NEL DESERTO - E, come a parlare di corda in casa dell'impiccato, si è scelta proprio l'incompiuta romana firmata dall'archistar Calatrava per ospitare il convegno nel quale sono stati presentati numeri e proposte ma che, di fatto, si è trasformato in un focus sul come (e quando) finire la Città dello Sport di Tor Vergata che, secondo gli obiettivi iniziali, doveva servire per ospitare "almeno le cerimonie di apertura e chiusura dei Mondiali di Nuoto del 2009". Il virgolettato non è del cittadino comune, ma di Walter Veltroni, all'epoca sindaco di Roma. Era il 2007. 

SGRAVI FISCALI AI PRIVATI - "Il numero delle opere incompiute - ha commentato il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini - è destinato a crescere mensilmente" in quanto la legge che obbliga al censimento delle opere è del 2011 e dall'inizio del conteggio, partito nell'ottobre del 2013, mancano ancora all'appello diverse infrastrutture per il ritardo delle amministrazioni nel comunicarle. Da qui, la necessità di un intervento normativo che sblocchi fondi e inviti i privati a investire laddove il pubblico ha fallito, nel tempo e nei metodi. Per questo il ministero delle Infrastrutture sta valutando un bonus fiscale a favore delle imprese che prenderanno in carico la costruzione delle opere pubbliche incompiute e un intervento legislativo ad hoc. E qui entrerebbe in gioco una grande possibilità per attirare i privati: cambiare la destinazione d'uso dell'opera incompiuta. 

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LE OPERE E I FONDI - Andando a guardare nel dettaglio, i numeri fanno paura. A vincere nella classifica delle incompiute è il Lazio con ben 82, anzi 83 opere pubbliche non completate. Le Vele, infatti, non sono ancora state conteggiate. Seconda in classifica la Sardegna (68 opere); terza la Sicilia con 67. Andando a vedere invece il lato "economico", la Regione che ha necessità di maggiori fondi da stanziare è il Veneto con oltre 535 milioni per 25 opere; seconda la Puglia con 107 milioni per terminare 59 opere. Terza la Sicilia con 98 milioni. Ma è una classifica "drogata" dal fatto che nel conteggio, chiuso un anno fa, mancano - come detto - le Vele di Calatrava. Per finire la Città dello Sport voluta da Veltroni serviranno altri 400 milioni di euro (è una stima) oltre ai duecento già spesi. Il che porterebbe il Lazio al secondo posto della triste classifica con oltre 470 milioni per terminare le sue 83 opere.

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