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Mercoledì, 29 Maggio 2024

Stefano Pagliarini

Responsabile redazione

La verità è che Alessandro Orsini non vi piace abbastanza

Tanto è nell’indole umana la necessità di trovare sempre una comoda giustificazione a qualcosa che non vogliamo accettare, che ci hanno fatto un film: "La verità è che non gli piaci abbastanza". In questa commedia sentimentale del 2009, un gruppo di amiche è alle prese con delle relazioni amorose. La protagonista è convinta che gli uomini si comportino secondo logiche a lei incomprensibili per "natura". Uno stereotipo certo, ma è un modo per non accettare la verità, tanto semplice quanto amara: se una persona con cui si esce non richiama dopo qualche appuntamento è perché, appunto, non le piaci abbastanza. 

Questo vale in amore, come nelle relazioni fra esseri umani e più in generale nella vita di tutti noi. La psicologia ci insegna che è un vero e proprio istinto di conservazione, un meccanismo di difesa primordiale, di cui esistono vari gradi tra l’altro (dalla rimozione alla intellettualizzazione). 

Ne è vittima anche il Partito democratico quando grida allo scandalo della Rai, che invita dietro pagamento il professor Alessandro Orsini per dire ciò che pensa sulla guerra in Ucraina. Premessa dei democratici, ci mancherebbe, è che ognuno può dire quello che gli pare. Il problema è evangelizzare teorie filo Putin con i soldi pubblici. Concetto ben riassunto da un tweet del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha scritto: "Orsini è giusto esprima liberamente il suo pensiero, ci mancherebbe. Che io lo debba però anche pagare, anche no. Roba da matti".

La verità è un'altra. I "nemici" di Orsini non riescono ad ammettere che quella del pagamento Rai è una scusa a buon mercato. È la comoda giustificazione utile a celare la verità che duole ammettere, soprattutto per chi si definisce ontologicamente democratico. Cioè che Alessandro Orsini non piace abbastanza. Sono certo che, se il professore della Luiss (pagato) avesse espresso opinioni più in linea con le idee della maggioranza, non ci saremmo posti il problema. E allora mi pare ovvio che il punto non sia tanto il contratto che la Rai era pronta a sottoscrivere (ci ha ripensato dopo le proteste), ma ciò che dice Orsini, che non piace nemmeno a me. Così si rischia di criminalizzare qualcuno per quello che dice. Molto poco democratico come approccio. Ma almeno prendiamone atto, democraticamente. 

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