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Venerdì, 30 Settembre 2022
Elezioni comunali

Il caso - Polemica sul grillino che si "autopaga" la campagna elettorale

Andrea Schiavone, candidato con lista civica per Marino sindaco al X Municipio di Roma, denuncia: "Paolo Ferrara, m5s, risulta mandatario della sua campagna elettorale, ma la legge lo vieta"

ROMA - Una campagna elettorale auto finanziata e un lavoro che non si "sposa" con la sua ambizione di diventare presidente del Municipio X. Paolo Ferrara, candidato minisindaco del municipio di Ostia per il M5s, è finito nell'occhio del ciclone dopo la  "denuncia" di Andrea Schiavone, in corsa con la Lista civica per Marino sindaco della stessa circoscrizione.

L'ingegnere Schiavone ha fatto notare come "Paolo Ferrara risulti sui volantini pubblici, mandatario di se stesso". Una campagna elettorale, insomma, pagata con i soldi propri. Peccato, però, che la legge parli chiaro:"l'articolo 7 comma 3 della Legge 10/12/1993 n.515, esteso della recente legge n.96/2012, dispone che coloro che intendono candidarsi possono raccogliere fondi per il finanziamento della propria campagna elettorale esclusivamente per il tramite di un mandatario elettorale, persona delegata dallo stesso candidato". Tradotto: un candidato non può pagarsi da solo la campagna elettorale, ma deve affidare ad una terza persona l'organizzazione per il finanziamento. 

"Paolo Ferrara, finanziere, dovrebbe saperlo: allora perché sui volantini pubblici distribuiti anche oggi ad Acilia, in Piazza San Leonardo da Porto Maurizio, compare il suo nome come mandatario di se stesso? - ha chiesto retoricamente Andrea Schiavone - Ferrara si è già distinto per la non trasparenza di cui, invece, il suo movimento si ritiene l'unico depositario. Informeremo le autorità di questo gravissimo fatto su cui intendiamo andare fino in fondo".

Il riferimento alla mancanza di trasparenza è ad un'altra questione sollevata sempre da Schiavone e che vede come protagonista, poco illustre, ancora una volta il candidato cinque stelle. Ferrara, appuntato scelto della guardia di finanza, risulta attualmente in aspettativa, come previsto dalla legge, per seguire al meglio la propria campagna elettorale. Schiavone, però, si era interrogato sul possibile futuro lavorativo di Ferrara in caso di elezione. E per questo aveva inviato una richiesta scritta al reparto Gdf di appartenenza. 

Reparto che ha prontamente risposto : "L'appuntato Scelto Paolo Ferrara è stato effettivamente posto - ope legis - in aspettativa provvisoria con assegni per tutta la durata della campagna elettorale sin dall’atto di accettazione della candidatura". Schiavone, però, non è convinto.  "Per tre anni a far data dalle elezioni, e indipendentemente dal loro esito, Ferrara non potrà prestare servizio nel suo Reparto perché insistente nella circoscrizione di candidatura. Inoltre, poiché comunque verrà eletto, dovrà essere avvicendato presso altra sede ovvero impiegato in una articolazione non operativa. I suoi elettori, questo lo sanno?  - ha concluso Andrea Schiavone - Poiché non è possibile conciliare le due cose, rinuncerà alla Guardia di Finanza, in cui è arruolato fin dal 1989, o prenderà sottogamba la nuova carica amministrativa?"

Secca, però, la smentita del diretto interessato, che sulla sua pagina Facebook ha spiegato: "Sono impiegato in un reparto amministrativo e non operativo per cui non esiste il problema. Sarebbe bastato leggere solamente il nome del Reparto per comprendere che si sta parlando del nulla. Come consigliere dovrò solo svolgere il mio mandato nel rispetto dell'espressione di voto dei cittadini e rimanendo con orgoglio all’interno della Guardia di Finanza. Altro sarebbe, come prevedo e vista l’incompetenza di queste persone, se venissi eletto come Presidente di Municipio in quanto andrei in aspettativa per gli anni utili a svolgere tale mandato". Poi, Ferrara ha provato a spiegare anche la questione auto finanziamento: "Io sono il responsabile della lista, sono tranquillo e non ho nessun problema. E' una polemica sterile e senza senso". 

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