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Martedì, 31 Gennaio 2023
Le voci contrarie

"Spinge il suo popolo al massacro": i parlamentari che contestano Zelensky

La più agguerrita è Bianca Laura Granato (ex M5s ora al Misto) che critica "l'agenda globalista" dell'Occidente e teme l'avvento di una "società del controllo". Duro anche il forzista (anche lui eletto tra i 5 Stelle) Dall'Osso: "Non voglio essere complice. Questa è istigazione alla guerra"

Non tutti i parlamentari erano presenti fisicamente a Montecitorio per ascoltare il discorso di Zelensky che questa mattina ha parlato in video collegamento con la Camera. Come spiegavamo ieri, a disertare l'Aula sono stati soprattutto deputati e senatori ex M5s confluiti in "Alternativa" o in altri gruppi. Non c'era ad esempio la deputata ex M5s (ora al Misto) Bianca Laura Granato che fa capire chiaramente di non fidarsi del presidente ucraino Zelensky. Il motivo? "Penso che questo suo insistere con l'inasprimento delle sanzioni senza mai chiedere all'Italia un potenziamento dell'azione diplomatica sia una chiara richiesta di intervento nel conflitto" ha fatto sapere all'Adnkronos. Granato ha poi aggiunto che a suo giudizio "Zelensky non è un messo di pace...". Chi scelgo tra Zelensky e Putin? "Penso che tra i due Putin stia agendo per arginare l'espansione della Nato ad est, Zelensky invece sta agendo per porre l'Ucraina sotto il protettorato anche militare occidentale, il che non implica che stia necessariamente facendo l'interesse del suo popolo". 

Sulla sua pagina facebook Granato va anche oltre, condividendo un filmato pubblicato dal canale Telegram "Dentro la notizia" in cui si sostiene che le élite del "Nuovo Ordine Mondiale" vorrebbero attuare il "Grande Reset" in Ucraina (una sorta di piano per riformare il mondo tramite la pandemia) e che i cittadini poveri riceveranno il risarcimento di guerra solo se si vaccinano. Insomma, complottismo puro.

Bianca Laura Granato-2

Secondo la parlamentare il servizio "getta una luce sinistra sulle reali intenzioni di chi getta benzina sul fuoco per una guerra pericolosa, fingendosi un «patriota»". E poi: "Se ciò fosse confermato - dice ancora Granato -, mi domando e vi domando: quale patriota spingerebbe il suo popolo al massacro, a sollecitare un intervento militare da terzo conflitto mondiale, non finalizzato a migliorare la capacità di autodeterminazione del suo popolo, ma a far sì che esso finisca sotto il giogo di un'organizzazione militare multinazionale che si imponga anche attraverso una società del controllo? Cui prodest?". La stessa senatrice d'altra parte aveva già dichiarato su un canale Telegram che "Putin sta conducendo una battaglia per tutti noi" perché "non ha accettato l'agenda globalista che è stata imposta pure a noi" mentre ieri ha spiegato sulla sua pagina facebook che in Italia "abbiamo una dittatura conclamata" additando a riprova di ciò il presunto pensiero unico dei media. 

Il deputato Dall'Osso: "Questa è istigazione alla guerra"

Ci va giù duro anche Matteo Dall'Osso, ex M5s ora in Forza Italia: "Non ero in Aula alla Camera oggi per l'intervento in video conferenza di Zelensky perché non voglio essere loro complice... Questa è istigazione alla guerra..." dice il deputato all'AdnKronos che poi cita un passaggio in cui il presidente della Camera Raffaele Fico dice a Zelensky "il Parlamento italiano è con te...". "Non è così - protesta Dall'Osso -, perché io non ero lì alla Camera con loro". Il deputato rifiuta però allo stesso modo l'etichetta di filoputiniano: "Lo ripeto, non voglio essere loro complice, questo significa istigazione alla guerra...". 

"L'intervento di Zelensky? Ero convintamente assente", dice la deputata di Forza Italia Veronica Giannone (pure lei eletta con il M5s) che del resto aveva già annunciato che non sarebbe stata fisicamente a Montecitorio. "Ascolterò più tardi quanto detto da Zelensky anche se ormai l'abbiamo imparato più o meno a memoria". Non era in Aula neanche il senatore leghista Simone Pillon che oggi si trovava a Londra per il lancio di una fondazione di beneficenza e che definisce in un post "squallide polemiche italiote" le insinuazioni su una sua assenza legata alle perplessità su Zelensky.

Aveva già annunciato la sua assenza anche la deputata pentastellata Enrica Segneri. Il motivo? "Nel momento in cui" Zelensky chiederà " l'istituzione della no fly zone", aveva spiegato, "io non potrò alzarmi in piedi e battergli le mani, non condividendo la sua richiesta". Pericolo scampato. Poco dopo il discorso di Zelensky la deputata si è detta "estremamente felice" che "non abbia citato la no fly zone" e che "abbia avuto un colloquio con il Papa prima di entrare in Aula alla Camera". Così come avevano fatto sapere di non partecipare i deputati e senatori di Alternativa, gruppo nato dai transfughi del M5s, che oggi si scagliano contro la  "retorica bellicista dell'imbarazzante intervento di Draghi seguito alle parole di Zelensky che possiamo pure comprendere in un momento così drammatico getta benzina sul fuoco".

Emanuele Dessì contro il "protagonismo" di Putin, Zelensky e gli Usa

Contro l'invito del presidente ucraino si è schierato un altro parlamentare ex M5s, ovvero Emanuele Dessì, ora passato al partito comunista. "Oggi non sarò in aula ad ascoltare Zelensky" scrive su facebook. "È un gesto simbolico, schierarsi politicamente e materialmente con l'invio delle armi, impedisce al nostro paese di essere credibile nelle mediazioni per la risoluzione del conflitto e getta le basi per un allargamento della guerra e per ulteriori future tensioni". In un'intervista rilasciata a "Repubblica" il senatore ha spiegato di non essere filo putiniano e di essere "neutrale" rispetto all'invasione russa. Secondo Dessì anche Zelensky "ha le sue colpe" e a causa del "protagonismo" di Putin, dello stesso presidente ucraino e del governo Usa "rischiamo la terza guerra mondiale". 

Emanuele Dessì-3

Presente il deputato M5s Grimaldi: "Notizie infamanti sul mio conto"

Infine va detto che contrariamente a quanto è stato scritto da più parti, il deputato M5S Nicola Grimaldi era presente regolarmente in Aula a Montecitorio come ha rimarcato lo stesso parlamentare in un post su facebook, parlando di "notizie false ed infamanti sul mio conto". "Non sono contro il Presidente Zelensky, semmai sono fermamente contrario alla guerra!" ha scritto Grimaldi nel post, specificando poi alla stampa che il suo auspicio di invitare anche il presidente russo Putin era "una provocazione fatta in un discorso in cui rimarcavo il mio fermo ripudio della guerra". 

Le tante assenze negli ex M5s e il caso degli aiuti Covid da Mosca

Molte comunque le defezioni tra gli ex M5s, meno quelle tra gli attuali parlamentari dei 5 Stelle. Uno degli esponenti penastellati che ha espresso un forte dissenso verso la linea dell'esecutivo è il senatore Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama che con un tweet ha incendiato il dibattito auspicando l'uscita del M5s da un "governo interventista" che "vuole fare dell'Italia un paese co-belligerante". Dichiarazioni che stanno spingendo diversi partiti della maggioranza a chiederne le dimissioni dalla guida della III Commissione del Senato. Dai vertici del Movimento filtra un forte imbarazzo per l'atteggiamento del parlamentare. In mattinata il sottosegretario all'Interno Sibilia aveva spiegato che "le rare prese di posizioni in dissenso, anche all'interno del M5S, dovrebbero adeguarsi alle scelte della maggioranza in questo frangente delicato". In ogni caso dalla giornata emerge un dato politico evidente: quasi tutti i parlamentari contrari all'invito di Zelensky (decisione ovviamente legittima) sono stati eletti tra le fila dei 5 Stelle.

Petrocelli 2

Il Movimento peraltro è scosso anche dalle polemiche legate agli aiuti per l'emergenza Covid arrivati dalla Russia nel marzo del 2020. Diversi giornali hanno infatti avanzato sospetti sulle reali intenzioni di Mosca nel cui team, composto da un centinaio di operatori, c'erano solo 28 medici e 4 infermieri. Il leader del M5s Giuseppe Conte però mette a tacere i retroscena: "Questa vicenda è molto chiara e trasparente" ha detto l'ex premier, "in un momento di estrema difficoltà c'è stata da parte della Russia e di Putin in particolare l'offerta della disponibilità di mandare un gruppo di sanitari, scortato dai militaro in ragione della grande esperienza da loro maturata in questo settore nelle precedenti pandemie. Direi - ha aggiunto - che tutte le insinuazioni, le allusioni, le preoccupazioni che oggi sorgono non hanno alcun fondamento".

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