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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Politica Parma

Parma conferma Pizzarotti, è la rivincita di "Federico II" sui Cinque Stelle

A Parma il reietto e tanto canzonato in casa 5 Stelle "Pizza" ha bruciato al ballottaggio lo sfidante del centrosinistra, riconquistando così il Comune per il secondo mandato

E' il trionfo di Federico Pizzarotti, la conferma del fatto che il suo lavoro negli scorsi 5 anni è stato riconosciuto e apprezzato dai cittadini. A Parma il reietto e tanto canzonato "Pizza" ha bruciato al ballottaggio di domenica lo sfidante del centrosinistra, Paolo Scarpa, riconquistando così il Comune per il secondo mandato. E' la rivincita di "Federico II", a Parma i grillini non siederanno in Consiglio comunale avendo totalizzato appena il 3% delle preferenze alle amministrative. Il "modello" di Beppe Grillo, almeno qui, "non potrà tornare più". Pizzarotti non pensa ad altro, anche se nelle dichiarazioni ufficiali preferisce parlare della città, dell'esperienza della sua lista civica "Effetto Parma", dei cinque anni precedenti "duri, durissimi", tutti in salita, durante i quali c'era da dimostrare che un Comune con centinaia di migliaia di debiti lasciati dalla giunta di Pietro Vignali, dopo mesi di commissariamento, poteva rialzare la testa. 

Ma soprattutto durante i quali era necessario dimostrare che i Cinque stelle, oltre agli slogan, erano in grado di guidare le istituzioni e di amministrare i Comuni. Così è stato, ma  Federico per oltre metà mandato ha dovuto "lottare" a 360 gradi, contro lo scetticismo di cittadini e imprenditori, contro l'opposizione e contro il suo stesso movimento che gli ha voltato le spalle definitivamente dopo l'iscrizione nel registro degli indagati per una vicenda legata alle nomine al Teatro Regio. In realtà la questione era molto più "politica". "La linea dei Cinque stelle si è ridotta a una tifoseria a favore del capo - ha spiegato Pizzarotti -, si sono lasciati orientare solo dai sondaggi e hanno cominciato a escludere chi aveva una voce critica, chi non dava sempre e solo ragione al Blog". La fine del rapporto si annusava da tempo e si è formalizzata lo scorso autunno con la decisione del sindaco di abbandonare il movimento.

"Abbiamo dimostrato di essere capaci di cambiare il passo, di lasciarci alle spalle i debiti e le fatiche - ha commentato quando non era ancora concluso il conteggio delle schede, ma il risultato era già chiaro -. Adesso siamo maturi e noi potremo rappresentare quello che avrebbe potuto fare il M5s. Tanti ora staranno guardando a questi risultati e tanti si staranno mangiando le mani, ma la storia passa solo una volta".

La storia a Parma ha il sapore della rivincita per Pizzarotti, che in Consiglio comunale sarà scortato da 20 consiglieri della sua lista civica. Molto più amara per il centrosinistra che è arrivato al ballottaggio (il distacco tra Scarpa - sostenuto da Pd, Parma Protagonista, Parma Unita Centristi - e il sindaco uscente era di circa 1.500 voti al primo turno) ma non è andato oltre al 42% delle preferenze, in una giornata in cui l'affluenza ha fatto registrare un altro record negativo sotto il 50% (45,17% per la precisione).

Il Pd dovrà ancora una volta sedersi a riflettere sul perché da oltre vent'anni non sia in grado di esprimere un candidato vincente, dopo l'esperienza civica del civico Ubaldi, dopo i fatti giudiziari che hanno buttato al tappeto Vignali, dopo cinque anni di lotte interne ai Cinque stelle. Il Pd  a Parma ha litigato alle primarie e la base ha risposto premiando Scarpa, un candidato senza tessera del partito. Non sufficiente a spostare l'attenzione dei cittadini dalle "conquiste" di Pizzarotti e dal suo programma che sarà per la maggior parte rivolto all'edilizia scolastica e ai quartieri.

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