Domenica, 7 Marzo 2021

Che cosa cambia in casa Pd dopo Piazza del Popolo

La piazza chiede unità al Pd, il congresso è alle porte, il partite "esiste ancora" e i disfattisti sono rimasti delusi dalla partecipazione superiore alle attese. Ma ulteriori divisioni e fratture nei prossimi mesi saranno mal tollerate dai militanti

Un momento della manifestazione nazionale del Pd in piazza del Popolo, Roma, 30 settembre 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Riparte dalla manifestazione di ieri a Roma il Pd. La piazza è piena, addirittura 70mila persone secondo gli organizzatori, un dato forse ottimistico ma che non stona con il colpo d'occhio: la macchina del Pd ha funzionato, piazza del Popolo era affollata e piena di bandiere democratiche e dell'Ue. Tante persone che, però, hanno mandato un messaggio chiaro ai dirigenti del partito: "U-ni-tà, u-ni-tà" è il coro che è partito più volte spontaneamente, "Tante idee, una voce sola" si legge su uno striscione in prima fila. Un avvertimento che i dirigenti Pd, almeno oggi, raccolgono.

In piazza arrivano tutti, da Matteo Renzi a Nicola Zingaretti, passando per Paolo Gentiloni, Andrea Orlando, Dario Franceschini, Marco Minniti, Carlo Calenda, Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Matteo Orfini... Tutti, a parte Michele Emiliano. Tanti abbracci, Renzi con Gentiloni, Martina con Renzi, Gentiloni con Martina. Renzi addirittura precisa di non avere mai detto di ritenere Zingaretti "inadeguato" come segretario, parole che in effetti non ha pronunciato: da Lilli Gruber l'ex premier aveva detto che non voterà Zingaretti segretario per via della sua linea "ambigua" verso i 5 stelle, ma aggiungendo che "chiunque vinca, non farò quello che hanno fatto a me". Concetto ribadito oggi. Di fronte al balcone di Luigi Di Maio, e di fronte ai militanti che mostrano ancora di crederci, i dirigenti democratici evitano le discussioni di queste settimane.

Il dilemma sul "che fare" con i 5 stelle oggi non viene affrontato, la discussione su come rapportarsi verso il Movimento, o almeno verso la sua ala più di sinistra, dominerà il congresso ma nel caldo pomeriggio romano non trova spazio. Renzi insiste contro la "deriva venezuelana" del governo, Zingaretti ribadisce che "il Pd è indispensabile" e invita chi scommetteva sul fallimento a "rimettere lo champagne in frigo".

Pd, il congresso è vicino: un solo nome contro Zingaretti, pressing su Delrio

Sul palco, dei dirigenti sale solo il segretario, che chiude l'evento dopo le testimonianze di giovani, operai, amministratori locali, a partire da Federico Romeo, il presidente del municipio di Genova colpito dal crollo del ponte. Martina recita una parte insolita, per chi lo conosce mite e pacato: parla con passione, molte frasi da comizio al posto dei ragionamenti a cui è abituato. Urla, spesso, tanto che più volte la voce gli si strozza in gola e devono portargli un po' d'acqua per permettergli di andare avanti. Grida "vergogna" ripetutamente, contro Luigi Di Maio che aveva definito Renzi "assassino politico", inveisce contro "il governo dell'odio", contro il premier Giuseppe Conte che `copre' le minacce di Rocco Casalino ai tecnici del Mef. Urla "Lega ladrona", rinfacciando a Matteo Salvini la storia dei 49 milioni che secondo i giudici la Lega deve restituire.

Martina: "Meno arroganza"

Martina stronca la manovra ("Una truffa, dentro c'è solo il conto da pagare"), dice che il ministro Danilo Toninelli "dovrebbe andare a casa subito", accusa M5s di avere "sigillato il patto Salvini-Berlusconi, altro che cambiamento". Quindi si rivolge ai suoi, ai "tanti elettori di centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato voglio dire: abbiamo capito, abbiamo capito. Adesso però ci date una mano? Perché l'Italia non può andare a sbattere per colpa di quelli che governano in modo folle". Il segretario promette "unità, meno arroganza, più impegno, più ascolto. Un partito di strada, perché da lì non sbagli mai". Ma avverte anche chi pensa di fare a meno del Pd: "Serve un nuovo Pd per una nuova sinistra, di alternativa. Ma, lo dico senza arroganza, senza il Pd non ci sarà una nuova sinistra in questo Paese".

"Chi pensava di aprire le bottiglie di champagne - perché loro brindano a champagne - per brindare al fallimento del Pd, rimetta quelle bottiglie a posto e si prepari perché il Pd combatterà dalla Val d’Aosta alla Sicilia per salvare l’Italia", è il commento di Zingaretti. E sulla sua candidatura aggiunge: "Contribuirò a questo confronto con idee vere, non con delle critiche contro. Ce lo dice anche questa piazza".

La piazza chiede unità

"Questa giornata dimostra che il Pd è indispensabile. Ora bisogna confrontarsi, costruire uno spirito unitario e costruire  un'alternativa. Ci sono argomenti intorno ai quali si potrà sviluppare un dibattito sereno", aggiunge il governatore del Lazio. Andrea Orlando, tra i suoi sostenitori, apprezza che Renzi abbia negato di aver definito Zingaretti inadatto a fare il segretario. Mentre l'ex-premier, da parte sua, parla di governo e poco, pochissimo di congresso. "E' una piazza che chiede unita' ma che soprattutto dice che c'e' chi  dice no al governo dei condoni e dei sussidi. Certo, loro sono probabilmente ancora maggioranza nei sondaggi, pero'  c'e' una parte  di del paese che dice no, che dice no alle misure del balconcino, che dice no all'assistenzialismo. Questa piazza e' bella e ora la scommessa e' dimostrare che Di Maio non ha abolito la povertà'. Siamo in presenza di irresponsabili e cialtroni che mettono a rischio la tenuta dei conti". 

La piazza chiede unità, il congresso è alle porte, il partite "esiste ancora" e i disfattisti sono rimasti delusi dalla partecipazione superiore alle attese (anche se ben lontana dai 70mila contati dal Nazareno). Ma ulteriori divisioni e fratture nei prossimi mesi saranno mal tollerate dai militanti, la cui richiesta è tutt'altro che banale, visti gli ultimi anni in casa "dem": chiedono che il partito parli con una voce sola. Il messaggio sarà arrivato ai leader?

Sprofondo rosso, iI Pd litiga e gli italiani lo bastonano: mai così in basso nei sondaggi

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Che cosa cambia in casa Pd dopo Piazza del Popolo

Today è in caricamento