Giovedì, 23 Settembre 2021
Sesto San Giovanni / Milano

Caso Penati: altri sei indagati. C'è anche Ponzellini (Bpm)

Nuovi sviluppi nell'inchiesta riguardante il "Sistema Sesto". Nel mirino degli inquirenti anche due banchieri: Corali della Banca di Legnano e l'ex presidente della Banca Popolare di Milano

Nuovi scenari sull'inchiesta che riguarda il "Sistema Sesto" e Filippo Penati, ex sindaco della "Stalingrado d'Italia". Secondo quanto riporta La Repubblica (10 maggio), la procura di Monza (che indaga per competenza su Sesto San Giovanni) ha iscritto sul registro degli indagati due banchieri: il presidente della Banca di Legnano, Enrico Corali, e l'ex presidente della Bpm Massimo Ponzellini.

L'accusa è di finanziamento illecito ai partiti. Secondo le accuse, sarebbero stati versati soldi alla fondazione Fare Metropoli, creata da Penati e vicina a D'Alema. Si parla di quasi 400mila euro in circa due anni. Insieme ai due banchieri, sempre stando a quanto riferisce il quotidiano, sono indagati due imprenditori vicini al centro-sinistra (Enrico Intini e Roberto De Santis), oltre al presidente della fondazione (Piero Rossi) e al commercialista Carlo Sergio Parma. Tutti dovranno rispondere di finanziamento illecito ai partiti.

I due banchieri avrebbero versato denaro alla fondazione: Ponzellini risulta aver dato 5mila euro come quota associativa, Corali 10mila. Corali è poi stato nominato da Penati in Expo 2015.

I due imprenditori - insieme all'architetto Renato Sarno - sono invece soci di una società immobiliare (MilanoPace) attiva a Sesto, che avrebbe versato circa 20mila euro alla fondazione di Penati. E un'altra società (Servizi Globali) nella 'galassia' di uno dei due, Intini, ne avrebbe versati ulteriori 20mila.

Enrico Intini è anche indagato a Bari per turbativa d'asta nelle inchieste sulla sanità pugliese. E' inoltre (secondo quanto riferisce La Repubblica) vicino a Gianpaolo Tarantini, coinvolto nel giro di escort procacciate per Berlusconi.

Quanto a Roberto De Santis, è amico di Massimo D'Alema tanto che era comproprietario con l'ex presidente del consiglio del veliero Ikarus. ?Piero Rossi e Carlo Sergio Parma sono invece indagati come gestori di questi finanziamenti. Secondo i pm Mapelli e Macchia, si tratta di 368mila euro senza però che la fondazione abbia speso cifre di questo tipo per la sua attività. Iniziative, convegni: non risulterebbe nulla di giustificabile. Si sospetta allora che i soldi siano serviti alle campagne elettorali di Filippo Penati e - dunque - siano classificabili in finanziamento illecito. (da Milano Today)

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