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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Crisi economica

Un pensionato su due vive con meno di mille euro al mese

I dati Istat sulle pensioni dipingono un quadro inquietante: il 13,3% non supera i 500 euro al mese. Il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro. Codacons: "Pensionati italiani popolo di affamati"

Quasi un pensionato su due (il 44,1%) riceve un assegno sotto i mille euro al mese. E' quanto rileva l'Istat. Nel dettaglio, il 13,3% dei pensionati riceve meno di 500 euro al mese; il 30,8% tra i 500 e i 1.000 euro, il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro e il restante 32,8% percepisce un importo superiore ai 1.500 euro.

Nel 2011 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 265.963 milioni di euro, è aumentata del 2,9% rispetto all'anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali (16,85% contro il 16,66% del 2010).

Oltre i tre quarti (76,9%) dei titolari di pensioni sociali percepiscono redditi di importo mensile inferiore ai 1.000 euro (il 39,1% non supera i 500 euro). La quota scende a meno della metà tra i pensionati di invalidità, anche civile (47,4% e 40% rispettivamente) e a un terzo tra i titolari di pensioni di vecchiaia (33,4%) e i superstiti (37,1%).

Tuttavia, ben il 26,6% dei titolari di pensioni di invalidità civile non supera i 500 euro, a differenza delle altre tipologie per le quali la quota di coloro che percepiscono gli importi più bassi si attesta al 20,9% per le indennitarie, scende all'8,4% nel caso dei superstiti e al 5,3%, nel caso di pensioni di vecchiaia e invalidità.

DONNE. Nel 2011 le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono assegni d'importo medio pari a 13.228 euro, inferiori del 30,5% rispetto a quanto ricevuto dagli uomini (19.022 euro). In aggiunta, viene sottolineato nello studio, oltre la metà delle donne (53,4%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini.

CODACONS. "Un popolo di affamati, persone che non ce la fanno a vivere dignitosamente e che sono costrette a ridurre il quantitativo di cibo acquistato". Così il Codacons commenta i dati sulle pensioni diffusi oggi dall'Istat. "Se si considera che per l'Istat la soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011 euro, ci si rende conto - prosegue il Codacons - di come una pensione da 500 euro sia una vergogna nazionale".

"E' per queste pensioni da fame che - sottolinea l'associazione dei consumatori - secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2011, il 59,8% delle persone sole con più di 65 anni non può permettersi una settimana di ferie lontano da casa, il 49,6% non riesce a sostenere una spesa imprevista di 800 euro ed il 21% non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni". "Per questo, se vogliamo definirci un paese civile" il Codacons chiede che le pensioni siano "adeguate almeno al reale aumento del costo della vita".

CGIL. "La condizione dei pensionati purtroppo è destinata a peggiorare ulteriormente perchè su di loro pesano il fortissimo prelievo fiscale e l'iniquo blocco della rivalutazione annuale delle pensioni introdotto con la riforma Fornero". Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone commentando i dati resi noti oggi dall'Istat sulle pensioni. "I pensionati - ha continuato Cantone - continuano a pagare un prezzo altissimo nei confronti della crisi e sono stati tra i principali destinatari insieme ai lavoratori e ai giovani delle politiche di solo rigore adottate da chi ha governato negli ultimi cinque anni".

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