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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Pensioni, verso il rinvio la 'patata bollente' dell'adeguamento a 67 anni

Pd e opposizioni hanno presentato diversi emendamenti per chiedere la sospensione dello 'scatto' o quantomeno il rinvio della decisione a giugno, passando di fatto l'onere al prossimo Governo 

Rinviare il decreto che dal 2019 farà scattare l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni. Il Governo sta studiando come poter rimandare questa 'patata bollente', lasciandola come eredità al prossimo esecutivo. Dopo la pubblicazione degli ultimi dati Istat, che hanno sancito l'aumento dell'aspettativa di vita per i cittadini italiani a 82,8 anni, lo scatto dovrebbe avvenire in maniera automatica, ma a Palazzo Chigi sembra sia in atto un piano per far slittare tutto. D'altronde, il governo Gentiloni è ai titoli di coda e con le elezioni che si avvicinano sempre di più, le forze politiche non sembrano intenzionate a rischiare un autogol su un tema così cruciale, come l'aumento dell'età pensionabile. 

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Emendamenti bipartisan

A chiedere un rinvio infatti non è soltanto il Partito Democratico, che ha presentato un emendamento firmato da D'Adda e sottoscritto da diversi senatori Dem della commissione Lavoro. Il Pd chiede un rinvio di 'soli' sei mesi, tanto basterebbe per far ricadere l'onere di questa decisione sul prossimo Governo. Ma non è soltanto il partito di Renzi a voler rimandare questa decisione, anche dalle opposizioni sono arrivati dei decreti simili. Sel e Movimento 5 Stelle chiedono di  sospendere l'automatismo fino al 2022 o di rimandare il decreto al 30 giugno, un'opzione 'caldeggiata' anche da Mdp. La Lega Nord invece, chiede di sospendere l'automatismo almeno fino al 2020. 

Risorse economiche ed elezioni

Questa strategia del rinvio può avere due spiegazioni, una economica ed una politica. Stoppare l'età pensionabile a 66 anni e 7 mesi invece di rinviare il decreto, potrebbe pesare sul bilancio dello Stato, secondo le ultime stime, per più di un miliardo di euro, motivo per cui un rinvio al prossimo esecutivo, potrebbe essere un modo per recuperare questa cifra, che al momento non sembra sia disponibile. Ma se quello economico può essere un fattore importante, a prendere il sopravvento sulle forze politiche in gioco potrebbe essere l'avvicinarsi delle elezioni. Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto hanno fotografato una situazione di estremo equilibrio, con M5s primo con il 27%, seguito dal Pd con il 25% e poi il 'centrodestra' con Lega, Forza Italia e Fdi. Con un elettorato così spaccato e senza grandi favoriti, le forze in gioco non sembrano avere alcuna voglia di rischiare su un tema così caro agli italiani: le pensioni. Un errore, in un senso o nell'altro, sull'adeguamento dell'età pensionabile, potrebbe compromettere le elezioni ancor prima del loro inizio. 

Fornero: “Il rinvio è un rischio”

Sul tema dell'adeguamento dell'età pensionabile è intervenuta anche Elsa Fornero, ministro del Lavoro ai tempi del Governo Monti, divenuta nota per la manovra 'lacrime e sangue'. La Fornero ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano: ““Il rinvio dell’aumento dell’età pensionabile è rischioso. Sarebbe espressione di furbizia e mancanza di coraggio politico. La legge di Bilancio riflette molto due circostanze. Da un lato i vincoli che ci sono ancora, perché non abbiamo grande risorse da utilizzare. Ma riflette anche il periodo pre-elettorale e il fatto che si deve cercare di non scontentare nessuno. Spesso la politica mostra un’assenza di coraggio e non dà il buon esempio. Non dice ai cittadini che le circostanze sono difficili e cerca di andare avanti posticipando i problemi. Ha paura di affrontare misure impopolari spiegandole ai cittadini spiegandogli che c’è la necessità di fare certe cose”.

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“Il rinvio dell’aumento dell’età pensionabile è rischioso – ha proseguito la Fornero -  Ci sono delle scadenze stabilite per legge e queste scadenze vanno rispettate. Vogliamo cercare, e questo sì che andrebbe fatto, di risolvere il problema delle categorie maggiormente in difficoltà? Rivediamo la legge sui lavori usuranti. Vediamo eventualmente la possibilità di aggiungere certe categorie per persone che hanno affrontato lavori difficili, che effettivamente richiedono anche una prestanza non solo fisica ma anche mentale e facciamo delle eccezioni. Però la regola è la regola e rimandare al futuro è espressione di mancanza di coraggio politico e furbizia pre-elettorale. Ogni posticipo di problemi è un danno fatto alle generazioni giovani e future. I problemi si affrontano a viso aperto spiegando alle persone che cosa e perché si fa. Qualcuno pensa che in sei mesi si possa affrontare quello che ci trasciniamo da così tanto tempo?”.

I sindacati

Rinviare o sospendere l'adeguamento dell'età pensionabile andrebbe anche incontro, totalmente o in parte, con le richieste dei sindacati, che dopo i diversi incontri con il ministro del Lavoro Poletti, avevano manifestato insoddisfazione proprio per l'immobilità dell'esecutivo su questo argomento. Un tema che sicuramente centrale nell'incontro a Palazzo Chigi tra i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e il premier Gentiloni

Padoan: "Automatismo confermato"

Sulle pensioni Governo e sindacati hanno concordato che “il principio dell’adeguamento” dell’uscita dal lavoro all’aspettativa di vita “rimane assolutamente confermato ed è un pilastro del meccanismo previdenziale del Paese”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in una breve dichiarazione al termine dell’incontro a Palazzo Chigi.

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