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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Grandi manovre

Perché potremmo ritrovarci Berlusconi al Quirinale

Lui vorrebbe e c'è chi è pronto a lavorare pancia a terra per realizzare il sogno dell'ex Premier. Non è fantascienza, ma ci sono anche degli ostacoli

Potremmo ritrovarci Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica per un semplice motivo: lui ha questo desiderio, sta lavorando per arrivare al Quirinale e potenzialmente dispone anche dei numeri. Poi ci sono tutta una serie di indicatori che giocano in suo sfavore, ma la possibilità esiste andando ad analizzare al meglio i perché:

  • Silvio Berlusconi vuole il Quirinale 
  • C’è chi lavora per Silvio Berlusconi Presidente 
  • I numeri non lo condannano

Se fino a qualche anno fa, l’ipotesi di vedere Silvio Berlusconi a Capo dello Stato italiano destava perplessità o addirittura ilarità, adesso diventa una suggestione capace di provocare un amaro ghigno in chi si è sempre schierato dalla parte degli anti berlusconiani, ma che oggi si è reso conto di come sia cambiato lo scenario. Non è impossibile. L’ex Presidente del Consiglio non ha nascosto di ambire a quella poltrona. Lo testimoniano anche gli incontri che lo stesso Cavaliere sta tenendo nella sua residenza romana con i leader della destra e con i suoi del partito di Forza Italia. Non lo ha nascosto, ha detto di puntarci ed è anche il tema emerso in occasione del primo incontro nella sua villa lo scorso 20 ottobre

Un’illusione tutta nella sua mente? Pare di no perché, su più fronti, ci sono politici pronti a dargli una mano. Il deputato cattolico Gianfranco Rotondi ha già detto da tempo di aver cominciato a “lavorare” per rendere concreta la candidatura di Berlusconi al Quirinale. Sono pronti a sostenerlo e a lavorare in tal senso anche i cattolici di Noi con l’Italia di Maurizio Lupi. E poi Forza Italia. Forse questo sarà uno dei pochi temi su cui gli azzurri saranno capaci di muoversi in blocco, visto che anche un eretico come il deputato Elio Vito sogna Berlusconi Presidente della Repubblica. Anzi è stato proprio lui ad invitarlo a smarcarsi dai sovranisti per rendere la sua candidatura più credibile. Il Presidente di Fi non sembra solo, considerando come anche Salvini e Meloni si siano espressi favorevolmente in tal senso, anche se mai con grande convinzione. Intanto però loro ci sono e a questo punto Berlusconi potrebbe cercare di ricompattare il gruppo dopo aver fatto due conti al pallottoliere. 

Silvio Berlusconi al Quirinale: i conti al pallottoliere 

Il Presidente della Repubblica si elegge in Camera plenaria, cioè con deputati e senatori insieme. Sono in tutto 945 persone. Al quarto scrutinio, basta la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno degli aventi diritto al voto. Ai 945 però vanno aggiunti tre consiglieri per regione, con l'eccezione della Valle d'Aosta, che ne nomina uno solo, per un totale di 58. Dunque il totale degli elettori è 1.003. Dunque il Cavaliere ha bisogno di oltre 500 voti. Ci sono? Se prendiamo per buona l’idea che tutti i partiti di destra (compresi Coraggio Italia e Noi con l’Italia) si arriva a circa 450 voti. Che votino Berlusconi Pd, Movimento 5 Stelle e Leu, come anche Alternativa c’è, Più Europa, Potere al Popolo e Italexit è da escludere. Dunque servono 50 voti che potrebbero tranquillamente essere rintracciabili negli oltre 70 del gruppo misto. Inoltre ci sono anche i voti di Italia Viva, capace di portare in dote 43 voti. 

E allora Silvio Berlusconi Presidente dell’Italia non sembra più proprio fantascienza e oggi c’è una consapevolezza in più: il fallimento del voto sul Ddl Zan, è carburante per lui, che adesso ci crede dopo aver messo alla prova la tenuta del centrosinistra. Prova fallita. “C’è un nuovo centrodestra” ha detto Ignazio La Russa e quella frase va letta solo in ottica di Toto Quirinale. Tuttavia ci sono anche altri motivi che rendono la sua candidatura tutt’altro che scontata. 

  • La storia di Silvio Berlusconi 
  • La tenuta dei partiti a supporto di Berlusconi 
  • La variante Mario Draghi

Silvio Berlusconi è stato uno dei politici più divisivi dell’Italia di fine ‘900. Negli anni ’90 e 2000 è stato capace di polarizzare l’Italia in due curve da stadio. Ha 85 anni, è un personaggio divisivo e la sua storia giudiziaria lo rende poco credibile. E’ il politico più controverso della storia italiana, accusato di infiniti reati e al centro di altrettanti processi, di cui uno conclusosi con una condanna definitiva, quella sul “processo Mediaset”. Insomma, seppur abbia provato negli ultimi anni a ricostruirsi una immagine di vecchio saggio, tenendosi lontani dai teatri della politica, nessuno ha dimenticato il Berlusconi anti comunista e sempre al centro di eterni conflitti di interessi. 

E poi i partiti. Siamo sicuri che Salvini e Meloni siano pronti e giocarsi tutto per lui? Loro hanno altri problemi e anche le recenti della leader di Fratelli d’Italia tradiscono una certa indecisione. "Il presidente della Repubblica lo elegge il Parlamento, che è sovrano. Se il Parlamento eleggesse Silvio Berlusconi, nessuno potrebbe o dovrebbe dire nulla. Il centrodestra non ha i numeri, ma chiaramente avrebbe il sostegno di Fratelli d'Italia. L'idea della sinistra è piazzare al Quirinale una persona che faccia l'interesse del partito, io penso che l'Italia abbia un disperato bisogno di un presidente della Repubblica che faccia rispettare le regole. A me non interessa quale sia l'estrazione, mi interessa che difenda lo Stato e le istituzioni italiane". Insomma Leali sì, ma fino ad un certo punto. 

E poi c’è la variante Mario Draghi, che si lega a quella appena citata dei partiti. Meloni e Salvini scalpitano per governare e andare alle elezioni il prima possibile. Finchè c’è Draghi è impossibile. Lui dovrebbe prendere il posto di Mattarella, così da andare ad elezioni anticipate. Ma così addio Berlusconi Presidente. I leader di destra dunque si trovano a scegliere tra Berlusconi e un Governo di desta. Dura pensare che lavorino pancia a terra per realizzare i sogni dell’ex Premier. Ma, come già detto, il teoria, si può e Berlusconi ci crede più che mai. 
 

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