Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Migranti, Minniti ha le idee chiare: "Gestione dei flussi, accoglienza diffusa e integrazione"

Sulla politica di gestione dei flussi migratori "l'Italia ha fatto da apripista, da pioniere, ha costruito le condizioni sulla base di un punto di vista fortemente nazionale, ma con quel progetto ha reso l'Europa più forte" dice il ministro dell'Interno

Ansa

"Il governo italiano sta affrontando insieme il tema" dei migranti che arrivano nel nostro Paese "con l'obiettivo cruciale di cancellare la parola emergenza tenuta insieme alla parola immigrazione. In questi mesi abbiamo cercato di mettere in campo una visione che potesse mettere insieme più cose contemporaneamente: per me l'emergenza è un aiuto straordinario al populismo, i populisti crescono e si rafforzano nell'emergenza, mentre mettere insieme una visione è il cuore di una politica riformista". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo alla Festa dell'Unità a Roma.

Migranti, la visione di Minniti

La "visione" di Minniti si snoda lungo "tre capisaldi: il primo è che la partita della gestione dei flussi migratori si affronta in Africa e in Libia; il secondo la politica dell'accoglienza in Italia, e noi abbiamo lavorato per un'accoglienza diffusa; il terzo caposaldo è l'integrazione". "Oggi per la prima volta - ha detto il titolare del Viminale - abbiamo presentato un piano per l'integrazione, su cui si gioca un tema fondamentale e cruciale delle nostre società, in termini di convivenza civile e sicurezza. Il punto cruciale del piano nazionale per l'integrazione è che l'integrazione è un punto di rinoscimento reciproco e il cuore è la nostra Costituzione, la prima parte, quella dei valori".

"Governare i flussi migratori" 

"L'integrazione - ha proseguito - significa rapportarsi agli altri con un principio di piena consonanza, avendo chiaro che su alcuni valori cardine noi non ci presentiamo agli altri con una bandiera bucata. Ci sono valori fondamentali della nostra società che non vogliamo in alcun modo mettere in discussione: il primo è la laicità dello Stato, mi riferisco alla Sharia, è un valore non negoziabile; il secondo è che il rapporto uomo-donna nel nostro Paese, nelle grandi democrazie europee è il frutto di una straordinaria evoluzione della storia. Su questo hanno passato la loro vita donne italiane straordinarie che ci hanno spiegato la parità di genere, che la donna non è succube dell'uomo".

"Dobbiamo accogliere ed integrare, governare i flussi migratori ma anche difendere e rafforzare la nostra democrazia", ha concluso Minniti.

"L'Italia ha fatto da apripista"

Sulla politica di gestione dei flussi migratori "l'Italia ha fatto da apripista, da pioniere, ha costruito le condizioni sulla base di un punto di vista fortemente nazionale, ma con quel progetto ha reso l'Europa più forte. Era una scommessa molto impegnativa. La partita non era così semplice da gestire. A un certo punto l'Europa ha detto con voce molto forte che 'l'Italia ha difeso l'onore dell'Europa', cosa vera che ci riempie d'orgoglio: avrei pensato che l'avremmo difeso più e meglio se accanto ai porti italiani altri paesi europei avessero aperto i loro porti di competenza" ha detto il ministro dell'Interno.

"Per lungo tempo - ha continuato - ci siamo interrogati su quall'era il rapporto tra una forte realtà nazionale come l'Italia e una realtà sovranazionale come l'Europa. Dire che l'Europa non faceva in fondo la propria parte è una clamorosa verità, ma così si corre il rischio di mettere un profondo muro divisorio tra una parte dell'opinione pubblica italiane e l'Europa su un tema cruciale. Di fronte a una questione così l'Italia doveva muoversi sulla base di una forte agenda nazionale, mettere in campo un suo punto di vista, una sua necessità, un suo interesse nazionale, perchè governare i flussi migratori per la nostra democrazia è un grande interesse nazionale", ha concluso Minniti.

La visita di Haftar in Italia

"Haftar è ospite del nostro Paese, l'incontro ufficiale per il governo italiano lo ha fatto il ministro Pinotti e la sua visita si colloca nel dialogo per la stabilizzazione: l'Italia sostiene lo sforzo delle Nazioni Unite e del suo inviato per la stabilizzazione e tutto quello che è utile per rafforzare il dialogo l'Italia lo fa. L'Italia riconosce solo un protagonismo, che è quello delle Nazioni Unite. Crediamo profondamente nel ruolo delle Nazioni Unite". Lo ha detto il ministro dell'Interno.

"Abbiamo un doppio obiettivo: il primo è governare i flussi migratori e abbiamo fatto un accordo con il governo legittimamente riconosciuto dall'ONU, il governo Sarraj, rappresentante legittimo della Libia, Haftar non è riconosciuto dalle Nazioni Unite, significativamente presente in Tripolitania, cruciale per le migrazioni. Ma era solo una parte del problema: l'altro - ha continuato Minniti - è la stabilizzazione della Libia perchè una delle cause dei flussi migratori è l'instabilità della Libia".

"Se vuoi stabilizzare la Libia devi avviare un percorso di cooperazione diplomatica, non di scontro militare, perchè una guerra civile sarebbe drammatica per la Libia e l'Europa, che tenga conto dei protagonisti: Haftar e Sarraj. Qualcuno ha detto l'Italia è troppo sbilanciata con Sarraj e non parla con Haftar: Haftar è venuto in Italia".

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