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Sabato, 27 Novembre 2021
Unione europea

Francia e Germania hanno smesso di ridere: il Pil non cresce più

Gli indicatori economici delle due locomotive d'Europa hanno smesso di crescere. E' allarme Pil: il dato francese e quello tedesco scendono dello 0,4% rispetto al trimestre precedente

ROMA - Per anni hanno preso in giro l'Italia. Con una regolarità chirurgica hanno fatto sentire il Bel Paese, a torto o ragione, una zavorra per l'economia europea. E, in nome della crescita e della competitività, hanno costretto gli italiani ad ingoiare l'amara pillola dell'austerità. I bei tempi, però, stanno finendo anche per loro: e molto presto la signora Merkel e il signor Hollande potrebbero dovere cominciare a fare i conti con la recessione e le difficoltà economiche. 

Si, perché la crisi è una ruota che gira e sembra che oggi abbia deciso di imboccare la strada che porta a Francia e Germania. Gli indicatori economici dei due paesi, infatti, segnano una flessione ed è una cosa alla quale da quelle parti non sono poi così tanto abituati. 

Il Pil transalpino, raccontano i dati raccolti dall'istituto francese di statistica, è sceso dello 0,1% nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. Ed è lo stesso Insee a ricordare che nel secondo trimestre il dato sul prodotto interno lordo aveva fatto segnare uno +0,5%. Poco da stare tranquilli, insomma. Anche se il colpevole è già stato identificato: la brusca frenata dei consumi interni. 

Poco meglio va in Germania, dove gli indicatori continuano ad avere davanti il segno "più". Ma è un "più" accompagnato da "numeri meno" importanti rispetto ai tempi recenti. Il Pil di Berlino, infatti, nel terzo trimestre è cresciuto "solo" dello 0,3% in calo dello 0,4% rispetto al risultato di tre mesi prima. 

Certo, la frenata di Francia e Germania non farà fare salti di gioia all'Unione Europea. Anzi. Di diverso avviso, probabilmente, i tanti italiani desiderosi di una "vendetta". Economica, s'intende.

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