Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica Rieti

Le tasse sui morti e un paese (ancora) in macerie: Pirozzi da Gentiloni con le chiavi di Amatrice

Tra immobilismo istituzionale e una burocrazia "ammazza ripresa", nel paese distrutto dal sisma la situazione è ancora di piena emergenza. Il sindaco Sergio Pirozzi chiede un'inversione di rotta al governo. E anticipa a Today i 13 punti prioritari per la rinascita della zona che presenterà in un incontro con il premier

Le macerie ad Amatrice | Ansa

Da qualche giorno Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, va in giro con due mazzi di chiavi in tasca: uno lo usa ormai da anni per entrare negli uffici del Comune, l'altro è invece una copia fatta fare nientemeno che per il premier Paolo Gentiloni.

Sindaco, cosa ha in mente?

"Continuerò ad usare il mazzo che definisco "buono" per accogliere in Comune tutte le belle persone che vengono per darci una mano: le associazioni, i volontari, gli italiani e le italiane che da mesi ci aiutano ad affrontare la situazione che qui, lo ammetto, oggi è preoccupante. Il mazzo "cattivo", invece, lo porto con me da Gentiloni e aspetto di capire che intenzioni hanno il governo e la regione: se le istituzioni non si danno una mossa consegno le chiavi della città al premier. Che vengano loro qui in Comune ad amministrare e a rendersi conto".

Amatrice è ancora un paese ridotto in macerie. A dieci mesi dal primo terremoto del 24 agosto 2016, la situazione è ancora di piena emergenza. Qui come in altri magnifici borghi del centro Italia. "Nonostante tutto - ci dice Pirozzi al telefono - la mia gente sta qui, resiste, appassionatamente innamorata di questa terra". Logico sentirsi abbandonati se si vive in un paese raso al suolo, con "quattro terremoti subìti e il 90% delle case da abbattere". E dove, a quasi un anno dalla prima scossa distruttiva, persino lo smaltimento delle macerie non è stato avviato, "perché la Regione Lazio non ha ancora fatto la gara".

Come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa: i parenti delle vittime del terremoto saranno costretti a pagare la tassa di successione per le abitazioni distrutte dal sisma. Un errore del governo, che nella manovra correttiva non ha previsto l’auspicata esenzione. "E' qualcosa di profondamente ingiusto - sottolinea il sindaco di Amatrice -. Penso ai tanti orfani che saranno costretti a sborsare denaro per qualcosa che proviene loro dai genitori, dai nonni, dagli avi. Oggi quelle proprietà sono macerie, e oltre ai lutti, al dolore, alle tante difficoltà, queste persone si troveranno di fronte anche questo scoglio".

Si sente abbandonato dallo Stato, sindaco Pirozzi?

"Giovedì scorso, dopo un attento studio, ci siamo accorti dell'ingiustizia sulla tassa di successione e abbiamo emanato una delibera di giunta per chiedere, insieme ad altri interventi urgenti ed essenziali, anche questo: che la tassa di successione venga abolita. Siamo certi che le istituzioni saranno capaci di farlo, in caso contrario c'è sempre la Contea di Amatrice (la “no tax area” voluta da Pirozzi in cui sarà il Comune - attraverso le tante donazioni ricevute - a coprire le tasse di chi ha un'attività produttiva da rilanciare, ndr). Rimborseremo noi chi sarà costretto a pagare le tasse sulle macerie e sui morti, grazie alle donazioni ricevute sul conto corrente dedicato all'emergenza terremoto che ci sono pervenute dal grande cuore degli italiani e non solo".

Qualche dato. Ad Amatrice la quasi totalità degli edifici è stata classificata in "zona rossa". Permangono i fenomeni di sciacallaggio e il Comune ha ancora esigenze di presidio e vigilanza di tutte queste aree. In più, sottolinea il sindaco, c'è la necessità di effettuare controlli sulle imprese appaltatrici. Ebbene, oggi nel comune in provincia di Rieti ci sono due soli assessori, un solo agente di polizia municipale, due soli vigili del fuoco. Da qui lo sfogo del primo cittadino: "Possibile che non ci si renda conto che qui il paese è raso al suolo? Non si può pensare di gestire una situazione come questa con un'amministrazione adatta al tempo di pace".

L'INCONTRO CON GENTILONI SUI 13 PUNTI PRIORITARI PER IL CENTRO ITALIA

Per questo, la Giunta ha stilato una lista dettagliata delle priorità da affrontare: tredici punti sulle "criticità normative nella gestione dell'emergenza e della ricostruzione" sui quali occorre un rapido intervento del governo. La delibera comunale è già sul tavolo del premier, in attesa dell'incontro a Palazzo Chigi tra Pirozzi e Gentiloni previsto - ci dice il sindaco - per lunedì 26 giugno. 

Il nodo della tassa di successione - per esempio - è cruciale, ma i temi sono tanti. "Ci sono lacci e lacciuoli procedimentali da sciogliere affinché parta la fase della ricostruzione - dice Pirozzi -. Il tema dello smaltimento delle macerie, per esempio: non ci siamo proprio, i ritardi sono evidenti, a dieci mesi dal primo sisma siamo ancora invasi dalla devastazione, sia in città che nelle frazioni. E ancora, la necessità urgente di riavere sul territorio un adeguato numero di Vigili del Fuoco e di diversi contingenti militari e di pubblica sicurezza: la situazione è ancora emergenziale, nessuno dimentichi che qui non c'è più un paese".

Il sindaco chiederà al governo anche deroghe al Codice degli appalti pubblici. Un provvedimento definito indispensabile: "La condizione attuale è ridicola, dobbiamo essere messi in condizioni di agire, di compiere opere provvisionali, puntellamenti, messe in sicurezza di edifici pericolanti, di consentire la funzionalità di reti e servizi pubblici, di assistere adeguatamente la popolazione sotto tutti i punti di vista. Ma non solo: abbiamo bisogno di almeno due assessori in più, principalmente per quanto riguarda la ricostruzione. Abbiamo due assessori, al momento. Solo due. Impensabile".

chiavi amatrice pirozzi-3
(Il doppio mazzo di chiavi: uno è per Paolo Gentiloni)

C'è da lavorare anche sull'assunzione di nuovo personale, quindi. "Impensabile andare avanti con quello di cui oggi disponiamo: occorre predisporre un aumento di personale assumibile a tempo determinato, servono tecnici, vigili urbani, personale amministrativo. Come si fa a pensare di adoperare le attuali procedure nelle modalità di assunzione? E' evidente che bisogna snellire le procedure, lo dico da dieci mesi. Impensabile avere solo due tecnici esperti con qualifica di RUP (funzionari responsabili unici del procedimento di affidamento e gestione lavori, ndr), ma come si fa a gestire un'emergenza così? Anche la burocrazia di cui è vittima la popolazione non è più tollerabile: occorre agevolare i cittadini in ogni modo, e nella delibera si parla anche di questo, perché alla mia gente si è chiesto sin troppo". "E poi - sottolinea Pirozzi - vogliamo parlare delle banche? Sarà o no il caso di dare priorità nell'erogazione, da parte del Fondo Interbancario, del rimborso dello Stato delle 'banche fallite' per i risparmiatori residenti nel cratere?".

Dopo le promesse mancate, gli interventi in ritardo e le poche casette consegnate, la gente di Amatrice si aspetta un'inversione di rotta da parte del governo. "La mia gente ha sofferto tanto e ha dato prova di grande coraggio e di immensa dignità - conclude il sindaco - Merita il rispetto e l'affetto di tutti, in primis delle istituzioni". Proprio per questo Pirozzi ha chiesto un appuntamento al premier. Forse l'ultimo. Con due mazzi di chiavi in tasca.

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