Domenica, 9 Maggio 2021
Italia

Pizzarotti: "Nel M5s se dissenti sei fuori, nessuno in grado di far neppure il ministro"

Il sindaco di Parma ex M5S Federico Pizzarotti, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1 attacca Beppe Grillo e il Movimento: "E' il partito favorito per la vittoria alle elezioni, ma non saranno in grado di governare il Paese, manca classe dirigente"

"Il M5S è il partito favorito per la vittoria alle elezioni, secondo me vinceranno, ma non saranno in grado di governare il Paese: manca completamente la classe dirigente”. Così il sindaco di Parma ex M5S Federico Pizzarotti, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. "Ma non è una critica, è un dato di fatto: c'è gente che non ha mai organizzato un ufficio o fatto un lavoro, figuriamoci se può fare il Ministro”.

Luigi Di Maio può fare il premier?
“No. Se giudico il modo in cui ha gestito il direttorio, nato e morto all'improvviso senza nessuna comunicazione...”

Pensa che voterà ancora M5S?
"Direi di no. Oggettivamente - ha detto Pizzarotti a Rai Radio1 - non c'è una forza politica che voterei".
Il Pd? "Lo escludo assolutamente".
E allora chi potrebbe scegliere? "Speriamo che i radicali tornino in voga.."

Pensa di esser stato cacciato dal M5S oppure è stato lei a scegliere di andarsene?
“Sono andato via perché mi hanno ignorato per 140 giorni. Ha fatto prima la magistratura ad archiviare il mio caso che io a ricevere una risposta dal Movimento”.

Per quale motivo l'hanno spinta a lasciare?
“Secondo me perché non ero allineato, cioè non dicevo che andava bene tutto anche se pensavo il contrario”.

Per stare dentro al Movimento bisogna dire sempre di sì?
“Trovatemi – ha detto Pizzarotti a Rai Radio1 - uno che dissente ed è ancora nel Movimento...A meno che non sia un consigliere comunale di un Comune che non viene mai intervistato, tutti quelli che hanno avuto una posizione critica nel tempo sono usciti. Pensiamo a Paolo Putti, a Genova”.

Grillo l'ha delusa?
“Credo sia rimasto imbrigliato nel suo ruolo”.

Chi comanda, oggi, nel Movimento 5 Stelle?
Dipende dalle tematiche, ed è una lotta di pesi e contrappesi”.

Si spieghi meglio.
“Se i romani, come Di Maio e Di Battista, sono più presenti e mediatici, c'è un calo di Casaleggio. Quando questi 'inciampano' in qualche situazione  come nei casi di Quarto, di Gela o della Raggi, allora prende più peso la parte centralista, quindi Casaleggio. Quando qualcosa non va bene, ci mette la faccia Grillo”.

Quindi è Grillo il capo?
“Quando siamo partiti, nel 2009, era impensabile si potesse usare la parola 'capo politico'. Questa non è un'evoluzione ma un'involuzione”.

Grillo ha recentemente detto di non esser colui che scrive i post sul suo blog. Lei cosa ne pensa?
“Non è assolutamente lui a farlo. A scrivere sono Casaleggio, lo staff oppure persone sul 'territorio'”.

Lei ha sempre voluto smarcarsi dal Movimento...
”No, io volevo solo dare dei consigli, indicando la strada da seguire per cose che magari poi si sono avverate”.

A cosa si riferisce?
“Appena eletto – ha spiegato Pizzarotti a Rai Radio1 -, io andavo in tv, scegliendo sulla base di chi faceva le trasmissioni. Nel regolamento era vietato. Oggi, invece, non trovi nessuno che non ci vada tutti i giorni. Peccato però che il regolamento non sia mai cambiato...”

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