rotate-mobile
Sabato, 28 Maggio 2022
Politica Roma

Polizia e carabinieri umiliati, la rabbia contro gli 80 euro del Governo

Spendiamo di più dei nostri vicini europei ma peggio: l'Italia conta più forze dell'ordine di Francia e Germania, paesi più vasti, ma gli agenti scendono in piazza contro il Governo. Ecco il perché della clamorosa protesta a Montecitorio: le cifre e i dati

Ancora in strada a 47 anni di corsa dietro a ladri, assassini e malavitosi: è la realtà delle Forze dell'Ordine in Italia, 300mila agenti, 45mila unità in meno di quelle che sarebbero necessarie secondo i sindacati di Polizia che sfidano il Governo Renzi: "Serve una riforma, vera, della sicurezza".

All'origine dell'agitazione c'è il blocco del contratto degli statali, partito nel 2010 e prorogato anche per il 2015, oltre a una serie di tagli decisi dagli ultimi governi in nome della spending review: il comparto sicurezza costa circa 20 miliardi di euro l’anno alle casse dello Stato.

Di questi 5 miliardi vanno all'Arma dei Carabinieri, 105mila dipendenti del Ministero della Difesa, divisi in vari gradi, dal comandante generale fino al semplice allievo, passando per ufficiali, marescialli, brigadieri ed appuntati. 
Al dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno fanno riferimento gli agenti della Polizia di Stato che contanto compensi che variano da quasi 5mila euro lordi al mese di una carica dirigenziale, ai 1900 euro (sempre lordi) di un semplice assistente.
Due miliardi di euro all’anno vengono accantonati dal Ministero della Giustizia per gli stipendi della Polizia Penitenziaria che con le sue oltre 38mila unità deve far funzionare i 207 penitenziari del Paese: mancano però all’appello 7mila agenti rispetto ai parametri fissati dalla legge. 
Dal Ministero dell’Economia dipendono i 60mila uomini della Guardia di Finanza: i 3,8 miliardi l'anno stanziati dallo Stato devono sostentare anche anche un nutrito parco mezzi: oltre 10mila unità, fra auto e motoveicoli. 
Matteo Renzi, appena premier aveva ribadito la necessità di sfoltire  i corpi di polizia ma l'unico effetto della riforma è stata la sopressione del Corpo Forestale bollinata in Gazzetta Ufficiale: dei 7.781 forestali attualmente in servizio, 7.177 diventeranno Carabinieri, 390 andranno in organico nei vigili del fuoco, 126 nella Polizia e 41 nella Guardia di finanza. Il decreto legislativo 177 del 2016 stima i risparmi in 122 milioni di euro in tre anni. 

Ora restano sul piatto del confronto tra Governo e sindacati di Polizia gli stipendi di 310mila dipendenti, cifra che fa dell’Italia uno dei Paesi più alti per numero di agenti in rapporto alla popolazione. 

Agenti di polizia per 100 000 abitanti

Per i sindacati le Forze dell'Ordine sono sotto organico di 45mila unità, di cui 17 mila solo nella Polizia di Stato. Altra questione spinosa il turnover bloccato al 55% che prevede che  ogni due agenti che vanno in pensione ne viene assunto uno solo e comporta che l'età media degli agenti in servizio superi i 47 anni. 

"Le criticità dell'organico comporta un disagio per gli agenti che, per sopperire alle esigenze d'ufficio, sono costretti a fare doppi turni, a dover rinunciare al riposo settimanale o alle ferie - denunciano i sindacati che puntano il dito anche contro le carenze di mezzi e strutture  - Autovetture vecchie o inadeguate, strutture fatiscenti, dotazioni come caschi e  giubbetti anti proiettile scaduti o inidonei. Ad esempio per gli agenti donne non ci sono le misure". Non solo, secondo i sindacati anche le stesse pistole in dotazione sono datate, e nessun poliziotto è mai stato addestrato a sparare contro un bersaglio in movimento.

Questo ha spinto il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), il Coisp (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forza di polizia) e il Sapaf (Sindacato Autonomo Polizia Ambientale Forestale) a scendere in piazza portanto la protesta in piazza Montecitorio. 

"Una luce per la sicurezza - spiegano dei Segretari Generali del SAP Gianni Tonelli, del COISP Franco Maccari e del SAPAF Marco Moroni - una fiaccolata "per 'illuminare' il Governo sulle condizioni indegne in cui versa l'apparato della sicurezza".

tonelli polizia

"La sicurezza è la prima preoccupazione dei cittadini ma non è né efficiente né funzionale - spiega Tonelli in una intervista a Radio Radicale - E' un problema che va affrontato: c'è il progetto di chiudere oltre duecento uffici della pubblica sicurezza, un progetto inziato con Monti ma che è stato avversato anche a costo di scioperi.  Le strutture della polizia sono fatiscenti, basta anche guardare i fondi annuali per le divise, con un taglio da 90milioni di euro a 15,8, una mannaia, non un taglio lineare. Mancano 45mila uomini, questo il costo della spending review. Non si è provveduto a fare una riforma della pubblica sicurezza, ma si è scelto di accorpare la forza più piccola, quella della forestale che conta poco più di mille uomini, spacciandola per una grande rivoluzione invece è una grande patacca. Militarizzare una forza civile non ha senso". 

"Contro la rottamazione dell'apparato di sicurezza,  il governo ha detto che le risorse per il rinnovo contrattuale sono 900 milioni di euro per tutto il pubblico impiego. Servirebbero dai 7 ai 9 miliardi per finanziare il rinnovo del contratto che è invece bloccato, nonostante sia passo un anno e mezzo dalla sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato illeggittimo il blocco del rinnovo, ora il governo vuole risolvere la questione con 30 euro.  E' un problema di dignità. Non parliamo di 80 euro una tantum, un lavoro nero legalizzato, inoltre manca il meccanismo della previdenza complementare. 

"Gli slogan e gli spot da campagna elettorale non ci interessano - conclude Tonelli - La sicurezza non si realizza con le chiacchiere: l'assenza di agenti sul territorio comporta una minore prevenzione del crimine e di conseguenza fa aumentare i reati. Vogliamo risposte e azioni concrete". 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Polizia e carabinieri umiliati, la rabbia contro gli 80 euro del Governo

Today è in caricamento