Sabato, 31 Luglio 2021
Fondi Pdl / Roma

La Finanza in Regione, il Pdl da Berlusconi

Il Presidente prova a ricompattare il partito minato dallo scandalo dei fondi regionali nel Lazio. Intanto, per placare l'ira di Renata Polverini, il capogruppo Battistoni si dimette. Ma resta consigliere. E Fiorito porta le carte in procura...

In bilico ma non molla. Renata Polverini è sempre più decisa ad andare avanti per la sua strada. Una strada particolare. Di dimissioni annunciate ma non formalizzate. Minacciate ma non consegnate. Di lunghe telefonate e incontri su incontri. L'ultimo, quello di Palazzo Grazioli previsto per martedì.

Presenti: tutti. Dal Silvio Berlusconi ad Angelino Alfano, passando per Denis Verdini, Renata Polverini, che per quel giorno dovrebbe ancora essere presidente del Lazio. Quindi capigruppo e coordinatori Pdl di tutta Italia.

Uno solo il punto dall'ordine del giorno: "Mai più quello che è accaduto in regione Lazio". Parole dell'ex premier annunciando la convocazione dei capigruppo per martedì della prossima settimana in via dell'Umiltà.

E mentre dalla Regione Lazio arriva la notizia delle dimissioni del capogruppo Battistoni, la presidente Polverini non molla: "Non ho chiesto la testa di nessuno, non è mia abitudine. Faccio la presidente della Regione. Quelle che sono le mie prerogative le rispetto e le utilizzo se ce ne è bisogno", ha detto la governatrice.

FIORITO PORTA LE CARTE - Intanto dalla Procura di Roma emerge che le carte che Fiorito ha consegnato agli inquirenti riguarderebbero ben 16 consiglieri regionali del Pdl. La maggior parte dei documenti, delle fatture, messe a disposizione dei magistrati e degli investigatori della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia valutaria, secondo quanto riferito dallo stesso Fiorito nel corso dell'interrogatorio di ieri, sarebbero prove per operazioni inesistenti.

"Il mio assistito - ha affermato l'avvocato Carlo Taormina - ha chiesto ai pubblici ministeri di indagare, di andare a guardare se a fronte di soldi concessi corrisponde o meno l'organizzazione di un convegno, l'affissione di un manifesto o la pubblicazione di un testo". Fiorito al pm Alberto Pioletti ha comunque portato anche i documenti relativi alle sovvenzioni ed indennità ricevute da lui stesso.

In pratica, quello messo a disposizione degli inquirenti da parte di Fiorito sarebbe l'intero archivio contabile del Pdl alla Regione Lazio dell'ultima consiliatura. Le fatture riguardano tutti i componenti del partito alla Pisana. L'ex capogruppo nel corso dell'interrogatorio reso ieri avrebbe spiegato che tra le carte da lui portate ci sarebbero prove di "operazioni inesistenti", ma ha anche aggiunto di non sapere quali fossero.

"Devono essere i magistrati ad accertare", ha detto ancora l'avvocato Taormina. Rispetto al tema dei 100mila euro l'anno per consigliere, Fiorito ai magistrati ha spiegato che i fondi vengono suddivisi e concessi ad intervalli di tre mesi, quindi quattro tranche di 25mila euro. "Riguardo alle condotte direttamente a lui contestate - ha continuato l'avvocato Taormina - il mio assistito ha ammesso di aver compiuto degli errori e si è detto pronto a pagare".


FINANZA IN REGIONE - Ed è proprio per capire fino a che punto quanto dichiarato da Fiorito sia il 'sistema' di normale gestione dei conti del Pdl in regione Lazio che questa mattina gli investigatori del nucleo valutario della Guardia di Finanza si sono recati presso la sde del Congilio per ascoltare diverse persone e cercare così riscontri alle parole e alle carte depositate dall'ex capogruppo.

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